Oscar Wilde: ritratto di un esteta

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Il ritratto di un esteta: l’artista che crea la bellezza

Oscar Wilde: ritratto di un esteta. A 120 anni dalla morte del primo grande esteta della letteratura, l’opera di Oscar Wilde si confronta con la decadenza di una realtà misera e corrotta. Rendendo alla memoria dei contemporanei un messaggio che travalica ogni confine temporale: la bellezza è nell’arte.

Oscar Wilde: i principi di un nuovo estetismo

Imponendosi all’attenzione internazionale per i suoi gusti stravaganti e raffinati, il nome di Oscar Wilde è legato ad una delle principali figure guida del movimento estetico. Gli ultimi decenni dell’Ottocento assistono ad una inarrestabile ascesa dell’arte, intesa come forma privilegiata di conoscenza che compendia in sé la produzione letteraria e musicale, oltre che quella propriamente figurativa. La bellezza del mondo, nascosta al di sotto delle apparenze e della materialità quotidiana, torna a risplendere attraverso la creazione artistica, diventandone allo stesso tempo oggetto e principio regolatore. L’esteta è colui che persegue il “bello” come scopo e valore assoluto di un’azione culturale che mira a riscattare la realtà dalla sua abiezione, per renderla nell’incanto originario di un passato perduto.

The artist is the creator of beautiful things
All art is quite useless

Oscar Wilde: il Dandismo come forma di ribellione

La celebrazione dell’arte fine a sé stessa (Art for Art’s Sake) si accorda al rifiuto del poeta di farsi portavoce di idealità morali e civili. L’eleganza e la ricercatezza, che il dandy ostenta nell’abbigliamento e nello stile di vita, diventano nella figura di Wilde segnali evidenti della superiorità intellettuale di un poeta che guarda al mondo con ironico distacco.
Il Dandismo è il sintomo di una ribellione che non accetta di piegarsi alla morale precostituita dell’età vittoriana; una negazione che, attraverso la ricerca dei frammenti sparsi di una bellezza perduta, grida ai vuoti formalismi della società il suo desiderio di libertà.

The Picture of Dorian Gray: l’eternità della creazione artistica

The Picture of Dorian Gray costituisce il manifesto per eccellenza dell’opera estetica di Oscar Wilde. Riaffermando il valore della bellezza come fine unico della creazione artistica, il romanzo si propone come riflessione problematica sul concetto di edonismo e sul significato e il ruolo dell’arte. La sfrenata ricerca del piacere conduce Dorian alla degradazione morale e alla morte. L’egoismo, la vanità, la lussuria e il peccato disegnano il profilo di un uomo corrotto e perduto. Un ritratto oscuro e terribile che reca i segni della debolezza umana propria della società borghese vittoriana, ipocrita e immorale. Soltanto la dannazione del protagonista restituirà alla macabra raffigurazione della sua anima la bellezza originaria e l’innocente purezza di un tempo. Non vi è alcun rimedio all’esistenza misera e mortale dell’uomo. Solo l’arte sopravvive al tempo e alla decadenza, serbando in eterno la bellezza che ha in sé riposto.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.