Forrest Gump: il 6 ottobre del 1994 si presenta al pubblico italiano

Forrest Gump

Perché Forrest Gump, al di là degli innumerevoli successi e riconoscimenti cinematografici ricevuti, è rimasto così tanto nel cuore di ogni cinefilo e non?

Sono ormai trascorsi 27 anni da quando Forrest Gump, grande capolavoro cinematografico di Robert Zemeckis è riuscito ad entrare nelle case e nel cuore di tutti gli italiani.
Nonostante il tempo trascorso resta indimenticabile ed anzi sempre vivo nei ricordi di chi lo ha visto.

Il critico cinematografico statunitense Roger Joseph Ebert, pochi giorni dopo che il film fu proiettato per la prima volta nelle sale americane, il 23 giugno 1994, disse:

Non avevo mai visto qualcuno come Forrest Gump in un film prima d’ora, e per quanto mi riguarda non avevo mai visto un film come Forrest Gump

Sempre Ebert inoltre parlando di questo film affermò:

Forrest Gump è una commedia, credo, o forse un film drammatico. O forse invece un sogno

Difficile non essere d’accordo con le parole di Ebert. Forrest Gump è un film contraddistinto da semplicità, innocenza, tanta tenerezza e allo stesso tempo grande profondità in ogni suo dettaglio.

Forrest Gump: un connubio perfetto tra narrazione storica e sentimentale

Lo spettatore guardando il film si ritrova ad attraversare le infinite, straordinarie avventure, che vive Forrest.
Guardando Forrest ci si ritrova inizialmente a vedere un bambino, che poi nel corso della narrazione diventerà adulto, un adulto sottovalutato fin dalla tenera età a causa del suo sviluppo cognitivo inferiore alla norma; ma che in realtà lascerà, in ogni avventura in cui si ritrova, a bocca aperta tutti quelli che lo circondano.
Il film dal punto di vista storico è ricco di storia americana, tutte le avventure di Forrest si svolgono infatti nell’arco di trent’anni. In questi trent’anni di storia Forrest conosce anche tanti personaggi famosi della seconda metà del XX secolo, come Elvis Presley, John F. Kennedy, John Lennon, George Wallace e altri ancora.

Forrest compie azioni straordinarie, ma straordinaria è la sua persona

L’azione più straordinaria che compie, nonostante vengano apparentemente messi in risalto di più i suoi più grandi traguardi, come il suo essere diventato prima una stella del football, poi del ping pong, poi le corse da una costa all’altra degli Stati Uniti, è essere stato quasi sempre lui di grande aiuto per gli altri.
Ad esempio pensando al suo rapporto con Jenny, la bambina che fin dal suo primo giorno di scuola gli è stata vicino, e che è poi anche la donna che lui ha sempre amato, si nota come lei sia stata la persona della quale Forrest ha sempre provato a prendersi più cura.
Comunemente quando si pensa ad una persona con sviluppo cognitivo inferiore alla norma, si associa a questa un grande impegno e una grande vicinanza da parte delle persone che gli stanno accanto, ma in realtà Forrest, con il suo buon cuore la sua forte volontà, riesce a prendersi cura delle vite, in un modo o nell’altro, di quasi tutti quelli che incrocia nel suo cammino.

Riflettere sui dettagli per comprenderne la grandezza

Si è parlato molto del perché un film come Forrest Gump fosse rimasto nel tempo, nel cuore delle persone, sono da ricordare allora le molteplici frasi di alcune scene youtu.be del film, diventate così famose da essere appunto ancora spesso citate.

A partire da: “Corri Forrest” a “Stupido è chi lo stupido fa” ma anche “La vita è come una scatola di cioccolatini, non si sa mai quello che ti capita“. Quest’ultima è stata usata proprio dalla produzione per ricordare tutti gli ostacoli che ha subito questo film, prima di venire alla luce.
Ma tutto è bene quel che finisce bene e tra i problemi principalmente di budget e i piccoli ostacoli di altra natura, questo film è riuscito ad arrivare poi al cuore di tutti.

Per chi lo ha già visto Forrest Gump resta un bellissimo viaggio tra storia e sentimenti umani; per chi invece non lo ha ancora mai visto, vederlo in uno di questi pomeriggi autunnali sarebbe un’emozionante regalo da fare a sé stessi.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.