Ottobre si tinge di rosa: mese della prevenzione contro il tumore al seno

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La Giornata internazionale contro il cancro al seno viene celebrata il 19 Ottobre e la parola d’ordine è: prevenzione

Il mese di Ottobre si tinge di rosa. Come ogni anno, da circa 40 anni il mese di ottobre è dedicato alla prevenzione del tumore al seno, il più serio e numeroso tra i tumori femminili. La prevenzione è l’unico modo, per evitare l’insorgere di tale massa maligna, tutelando le donne mediante la presenza di visite gratuite. Lo scopo è quello di promuovere l’accesso a diagnosi, controlli e cure. Essere tempestivi, per essere più efficaci. Nonostante siano stati fatti molti passi avanti, la strada da percorrere verso una possibile cura è ancora lunga.

La campagna del nastro rosa

Al via la campagna del nastro rosa, quest’anno anche in Val d’Aosta. Secondo il presidente della lotta contro i tumori (LILT), bisogna accrescere la consapevolezza su un tema delicatissimo, ma sempre più attuale. Sono più di 55 mila le donne all’anno colpite ma, se l’incidenza di questa malattia è in crescita, la mortalità è in costante calo. La conoscenza della malattia è l’arma fondamentale per affrontarla. Uno stile di vita sano, legato a un’alimentazione bilanciata, attività fisica, insieme alla periodicità di esami e visite, sono le armi vincenti. Sono tasselli utili a costruire una diagnosi precoce, che potrebbe realmente aiutare la persona interessata a vincere tale difficile battaglia.

Un messaggio di speranza verso tutte le donne

Dai quarant’anni in su, la visita senologica e l’ecografia mammaria, sono di fondamentale importanza, per la diagnosi Nel solo 2020, i numeri del cancro in Italia sono aumentati, raggiungendo circa 377 mila nuove diagnosi, 6 mila in più rispetto al 2019. Rappresenta inoltre la neoplasia più diffusa e la prima causa di mortalità per tumore secondo l’AIRC inoltre stima che il 5.7% dei tumori al seno è ereditario, causato da mutazioni genetiche del DNA.

È fondamentale non abbassare la guardia sul fronte della prevenzione e della cura delle principali patologie femminili. È necessario mantenere quei servizi essenziali che garantiscono cure e sostegno a tutte le donne. Tutte le donne è bene che si sottopongano agli esami di screening consigliati per fasce d’età

(Equipe di medici – Più Salute)

Prevenzione la parola chiave

Sono molte le testimonianze di donne che combattono, che affrontano questo male. La forza le contraddistingue, basti pensare a Carolina Marconi, l’influencer ex concorrente del Grande Fratello, racconta la sua esperienza. È partito tutto da alcuni semplici controlli, doveva sottoporsi ad alcuni esami per effettuare una gravidanza assistita. Ma da alcuni esami è stato evidenziata la presenza di questo male, è stato il giorno che le ha cambiato la vita, ha pubblicato su Instagram, uno scatto che ritrae la cicatrice che ha sul seno. Esorta le donne a non avere paura, non bisogna rimandare al domani, lei – continua la Marconi- ha preferito rimandare a causa dell’emergenza pandemica. Adesso si trova ad affrontare questa sfida a testa alta.

Investire sulla salute

Sono in stretta minoranza le donne che riescono a mantenere il reddito lavorativo, il lavoro spesso si interrompe. Sono infatti in bozze ben 5 disegni di legge, riguardanti le norme per la conservazione di posti di lavoro e permessi retribuiti per esami e cure mediche. Secondo esigenze di cure, assistenza per tutelare i malati oncologici.
Il ministro della salute Roberto Speranza, sostiene che bisogna porre attenzione sul tumore metastatico alla mammella. Anche se i mesi pandemici sono stati duri, adesso con un calo dei contagi, si può guardare con determinazione tutto il resto del mondo salute, valorizzare quindi le questioni insidiose quali quelle tumorali. Bisogna investire di più nel 2021, sono stati investiti circa 20 miliardi in un colpo solo.
Continuare su questa strada, ma lo slogan resta sempre quello di PREVENZIONE!


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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.