L’antenato del golf è nato a Napoli: il gioco della pallamaglio

Il gioco della pallamaglio

La storia di come la pallamaglio ha influenzato l’Europa partendo dai fujenti di Sant’Anastasia

I napoletani sono dei veri e propri creatori. Ingegnosi, partono dalla semplicità per creare veri e propri progetti capaci di cambiare il corso della storia. Lo hanno fatto per la cucina, per il teatro, per la musica. Lo hanno fatto anche nello sport.

Dovete sapere, infatti, che nel corso degli anni i napoletani hanno dato vita a una varietà di giochi da strada grazie alla loro genialità. Alcuni di questi giochi, nel corso del tempo, sono caduti nell’oblio o sono stati dimenticati, mentre altri hanno avuto un’evoluzione diventando la base di sport moderni.

Nel XII secolo, nel Regno di Napoli, un antico gioco chiamato pallamaglio veniva praticato all’aperto. Per giocare a questo sport era necessario colpire una palla con un’asta, il maglio, cercando di farla dirigere verso una buca o un arco posizionato a terra. Era praticabile in diverse modalità e coinvolgendo più partecipanti; per vincere bisognava colpire l’obiettivo con il minor numero possibile di tiri.

Alcune peculiarità della pallamaglio

Tanto la palla quanto l’asta erano costruite in legno, con quest’ultima dotata di una testa a martello e estremità piatte. Questa attività ludica, che rappresentava una forma primitiva di divertimento all’aria aperta, è testimone della creatività e dell’inventiva dei napoletani nel plasmare nuove forme di intrattenimento. Questo gioco, senza dubbio, ha dato vita a sport come il golf e il cricket.

La diffusione europea di questo gioco

Si diffuse ampiamente in tutta Europa, principalmente in Francia e successivamente in Inghilterra, tra il XIV e il XVI secolo, trovando la sua definitiva consacrazione nel XVII secolo. In seguito, il gioco fu regolamentato, divenendo una specialità a sé stante, e ottenne notevole successo, soprattutto negli ambienti di corte.

Abbiamo a disposizione diverse testimonianze riguardo la pallamaglio che ci sono pervenute nel corso dei secoli. Tra queste, spiccano documentazioni come quelle del medico forlivese Gerolamo Mercuriale, esperto di attività fisiche, il quale credeva che questo sport potesse contribuire al benessere fisico. Inoltre, il noto scrittore toscano Anton Francesco Grazzini del XVI secolo ha lasciato tracce significative sulla pratica della pallamaglio.

Anche il filosofo e monaco domenicano Giordano Bruno lo menzionò tra i giochi popolari napoletani nella sua commediaIl Candelaio del 1582. Queste testimonianze storiche confermano l’ampia diffusione e l’importanza della pallamaglio nel contesto europeo e la sua influenza in ambiti culturali, medici e artistici.

La pallamaglio ha le sue radici nel Rinascimento italiano, un’epoca in cui gli sport di corte e le attività ricreative erano intrinsecamente legate alla vita aristocratica. Risalente al XVI secolo, la pallamaglio si diffuse principalmente nelle regioni settentrionali dell’Italia, in particolare in Lombardia e Veneto. Inizialmente praticato da nobili e aristocratici, lo sport presto si diffuse tra le classi sociali più basse, diventando parte integrante della cultura popolare.

Dove si giocava?

Per giocare a questo sport, era richiesta un’ampia area, e questa esigenza ha avuto un impatto sulla denominazione dei luoghi dove veniva praticato. Ad esempio, a Napoli, è possibile che il quartiere del Pallonetto, che include Santa Chiara, Santa Lucia e San Liborio, abbia preso il nome proprio da questa attività sportiva che un tempo veniva svolta in quella zona.

Nel contesto italiano, a Modena esisteva via Pallamaglio, mentre a Torino la via dedicata a questa disciplina è stata successivamente rinominata via Oddino Morgari.

I fujenti di Sant’Anastasia

Un curioso aneddoto legato al passato del gioco della pallamaglio risale al 1450 e sembra essere collegato all’origine del termine “fujénti” attribuito ai fedeli della Madonna dell’Arco, noti anche come battenti. Questi devoti si dirigono al Santuario della Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia, camminando scalzi al primo chiarore dell’alba del lunedì in Albis o Pasquetta.

L’insolito episodio narra di un giocatore di pallamaglio, nell’antica frazione di Sant’Anastasia, che, furioso per una sconfitta, avrebbe colpito con la palla di legno un’immagine votiva della Madonna, provocandone una misteriosa effusione di sangue.

L’uomo, temendo le conseguenze, cercò di fuggire (da cui derivò il termine “fujénte”), ma i testimoni della scena lo inseguirono, lo raggiunsero e, in seguito, lo impiccarono.

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