Gli effetti devastanti della pandemia in America Latina

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Come procede la pandemia in America Latina?

L’America Latina è il continente più colpito dalla pandemia.
Le conseguenze economiche e sociali nella regione sono gravi e produrranno effetti negativi anche sul lungo termine.
Allo stesso tempo, come spesso accade, non è possibile parlare del continente in modo uniforme; gli Stati latinoamericani si sono distinti per andamenti molto differenziati nella curva epidemiologica e, soprattutto, per delle reazioni decisamente diverse nei piani vaccinali.

Una situazione economica preoccupante

Quasi tutti i settori dell’economia dei paesi latinoamericani sono stati colpiti; ma l’impatto più duro lo hanno subito il turismo, la cultura, il commercio, i trasporti e la moda. Un dato che rende perfettamente l’idea di quanto forte sia stato tale impatto, è quello delle imprese.
Circa il 19% delle imprese latinoamericane ha dovuto chiudere, si tratta di quasi 2,7 milioni di imprese. Come è facile intuire, il mercato del lavoro ha causato la perdita di numerosi impieghi; a pagarne di più le conseguenze sono stati i giovani e le donne, trattandosi di categorie che spesso si trovano a lavorare in situazioni di precariato o comunque instabili.

Anche in America Latina, come in Europa e negli Stati Uniti, gli Stati hanno dovuto far ricorso a misure di emergenza di sostegno alle famiglie; incrementando nettamente il debito pubblico e i deficit di bilancio, già a livelli molto alti in precedenza. Apparentemente, gli effetti della pandemia sui paesi latinoamericani sono stati gli stessi che hanno colpito gran parte del mondo, soprattutto l’occidente; ma l’incidenza di questi effetti sugli Stati latinoamericani è stata nettamente più forte e le previsioni sul futuro non lasciano intravedere una facile risalita.

Un esempio dell’incidenza più dura sugli Stati latinoamericani è l’impatto sul commercio; se in termini generali il commercio mondiale ha avuto una drastica contrazione nel 2020, l’America Latina ha subito un duro calo nelle importazioni (-13,4%) e nelle esportazioni (-10,1%). Le conseguenze sono evidenti anche sul piano degli investimenti stranieri nella Regione, una fonte di straordinaria importanza strategica per la crescita economica di questi paesi.

Uno scenario non uniforme

Nonostante, in termini generali, l’America Latina resta il continente più colpito dalla pandemia e gli effetti sul lungo periodo possono aggravare ancora di più uno scenario già complesso prima della pandemia; non vi è uniformità tra i diversi paesi. Il cono sud presenta attualmente la situazione più preoccupante; con alcuni paesi all’avanguardia sulla vaccinazione ma con curve epidemiologiche ancora troppo alte che hanno richiesto ulteriori misure restrittive.
Il Centroamerica rappresenta un paradosso nel Continente, il più alto tasso di contagi giornalieri; ma anche il minor tasso di letalità della regione.

Il Cono sud e il caso grave del Brasile

In America del sud la pandemia non lascia intravedere una rapida via d’uscita. Il caso sicuramente più interessante e preoccupante, anche per il suo impatto sul piano internazionale, è quello del Brasile.

Il colosso sudamericano è ancora oggi il più colpito dalla pandemia dopo gli Stati Uniti. Il tasso di mortalità giornaliero è spaventoso e ciò che preoccupa di più è il clamoroso atteggiamento del Presidente Jair Bolsonaro. Egli infatti si è contraddistinto, sin dall’inizio dell’emergenza, per dei toni superficiali e negazionisti, al punto da essere definito un “genocida” dalle opposizioni.

L’esplosione della cosiddetta variante brasiliana a Manaus e le terrificanti immagini della città capoluogo dello Stato di Amazonas, hanno evidenziato sul piano globale la gravità della gestione della pandemia da parte di Bolsonaro. La campagna di vaccinazione non decolla anche a causa della mancanza di una strategia nazionale; al punto da costringere alcuni Stati ad adottare misure restrittive autonome (pochi giorni fa lo Stato di San Paolo ha imposto delle restrizioni molto rigide, un “semi-lockdown” per contenere la diffusione).

Differenza tra gli Stati per la pandemia in America Latina

Se il Brasile è il paese più colpito, il Cile non si presenta con uno scenario migliore, con un tasso di contagi e di letalità ancora alto, resta uno dei paesi più colpiti dalla pandemia ma con un paradosso rispetto agli altri: è il paese attualmente più all’avanguardia sul piano di vaccinazioni, il che lascia chiaramente ipotizzare uno scenario molto più ottimista rispetto ai vicini.

Anche l’Ecuador, come il Cile e il Brasile, è stato tra i paesi più colpiti sul piano sanitario, durante la prima fase della pandemia fu tra i paesi che soffrirono maggiormente, le immagini che giungevano durante il primo lockdown assomigliavano drammaticamente a quelle di Bergamo a cui noi Italiani abbiamo tristemente assistito. Un caso particolare è quello della Colombia, un paese in cui l’impatto della pandemia ha generato effetti gravi più sul piano economico che su quello sanitario e con dure conseguenze nelle relazioni con il vicino Venezuela, tanto da arrivare ad una vera e propria ulteriore rottura diplomatica.

La campagna vaccinale e i problemi strutturali

La pandemia, come per molti altri paesi, sta mettendo in evidenza i gravi problemi strutturali che il continente cercava da tempo di affrontare; ma che ancora oggi, soprattutto con l’inizio delle campagne di vaccinazione, affliggono quasi uniformemente tutti gli Stati della regione.
Polemiche, ritardi, scandali interni (in particolare in Argentina e Perù) stanno bloccando le campagne di vaccinazione; che proseguono a rilento in quasi tutti i paesi, con l’eccezione del Cile come si è già evidenziato.
I paesi che presentano un ritardo maggiore sono: il Brasile di Bolsonaro; dove manca una vera e propria pianificazione seria sulle vaccinazioni e dove le dosi distribuite attualmente rappresentano percentuali estremamente insufficienti a fronteggiare l’emergenza.

Il Centroamerica dove quasi tutti i paesi hanno appena iniziato le campagne di vaccinazione, seppur con un paradosso sui tassi, unico nel continente, un basso tasso di letalità che si contrappone ad un alto tasso di contagi (soprattutto Panama). Un caso unico e diverso è quello di Cuba, il paese caraibico sta sviluppando il suo proprio vaccino che sarà anche distribuito in dosi significative ai paesi più in difficoltà.
Un ultimo problema relativo alle vaccinazioni in America Latina, risiede nella decisione di negoziare individualmente sulla distribuzione dei vaccini; si è preferito agire da soli piuttosto che seguire il modello (seppur con i suoi enormi limiti) della “negoziazione di blocco” dell’Unione Europea.

L’impatto sociale della Pandemia in America Latina

Se lo scenario economico è preoccupante, quello sociale, immediata conseguenza del primo, è devastante. L’America Latina, nonostante gli enormi sforzi degli ultimi decenni, con discreti risultati nella riduzione della povertà (dal 45,2% nel 2001 al 30,3% nel 2019) e delle disuguaglianze (l’indice di Gini era sceso da 0,53 a 0,46 tra il 2001 e il 2019), dovrà fronteggiare un aumento esponenziale del numero di poveri; si stima che aumenteranno di circa 28,7 milioni di persone. Non è un caso che l’emergenza sanitaria coincida anche con un momento politico e sociale molto importante nella storia latinoamericana. L’ondata di proteste sociali, dalla Colombia all’Argentina passando per il Cile, ma anche i grandi cambiamenti politici quali l’approvazione del referendum sulla costituzione cilena e la legge sull’aborto in Argentina, tutti questi momenti di svolta in una fase così delicata sono perfettamente individuabili in un’epoca di grandi cambiamenti per questa regione.

Una via d’uscita esiste?

Come per tutti i paesi del mondo, anche l’America Latina necessiterà di campagne di vaccinazione di massa più vaste, rapide ed efficaci. Attualmente si tratta dell’unico mezzo che lascia intravedere una luce in fondo al tunnel e, nel caso dell’America Latina, un’occasione per affrontare i gravi problemi strutturali sia sul piano economico sia su quello sociale che la regione affronta da sempre e che l’emergenza sanitaria ha fatto emergere in modo brutale.
I cambiamenti politici e sociali nella regione sono fonti di enorme speranza sul lungo termine, ma sul piano economico la regione dovrà necessariamente sperare anche in una parallela evoluzione dell’economia mondiale, in particolare su una ripartenza del commercio e degli investimenti stranieri nel continente, una delle fonti principali di crescita economica per questi paesi.

Un principio di risalita si intravede. Le proiezioni dell’OCDE indicano che le tre principali economie dell’America Latina, cioè Messico, Argentina e Brasile, avranno una leggera crescita sul piano economico già durante il 2021; questo se vi sarà una parallela netta accelerazione delle vaccinazioni, sino a raggiungere una chiara ripartenza per il 2023.

La speranza


Queste proiezioni (pur essendo limitate alle tre principali economie; escludendo quindi il resto dei paesi), lasciano comunque ben sperare in una tendenza alla rinascita per la Regione; ma condannano il Brasile ad una risalita molto più lenta rispetto ai suoi vicini, il che potrebbe generare effetti non sufficientemente favorevoli nella regione.
Resta dunque necessario che il gigante sudamericano riparta al più presto e acceleri fortemente nelle vaccinazioni.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.