Patrick Zaki libero, l’abbraccio con la madre e un pensiero all’Italia

Patrick Zaki

Dopo 22 mesi di detenzione, Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna, è uscito dal portone blindato di un commissariato di polizia di Mansura

Non è ancora pienamente libero, perché è ancora sotto processo e rischia cinque anni di reclusione, ma almeno è potuto tornare a casa. Patrick Zaki, dopo 22 mesi di detenzione, ha potuto finalmente abbracciare la madre.

E il suo primo pensiero è stato rivolto all’Italia: “Grazie a tutti”, alle istituzioni e soprattutto a Bologna che definisce la “sua gente” che gli ha fatto sentire il sostegno.

Voglio tornarci il prima possibile”, ha detto appena tornato finalmente nella casa dei genitori, lasciandosi andare sul divano.

Sulla base dell’ordine di scarcerazione arrivato martedì da un giudice monocratico, il 30enne è tornato a piede libero e ad aspettarlo all’uscita c’erano tante donne, la madre Hela che ha abbracciato a lungo per prima, poi la fidanzata e la sorella Marise, da sempre in prima linea per la sua scarcerazione.

Un abbraccio che vale più di tante parole. Bentornato Patrick!”

Luigi Di Maio, Ministro degli Esteri

Non è tardato ad arrivare il commento di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, che tanto si è battuta per la libertà di Zaki.

“Aspettavamo di vedere quell’abbraccio da 22 mesi e quell’abbraccio arriva dall’Italia, da tutte le persone, tutti i gruppi e gli enti locali, l’università, i parlamentari che hanno fatto sì che quell’abbraccio arrivasse”

Ambasciator