Peanuts: si festeggiano oggi i 71 anni di Charlie Brown

Peanuts

Il 2 ottobre 1950 veniva pubblicata la prima striscia di Peanuts, il fumetto che vedeva protagonisti Charlie Brown, la sua combriccola di amici ed il cane Snoopy

Sono passati 71 anni dal giorno in cui Charles M. Schulz ha dato vita alla saga di Peanuts. Il fumetto, iniziato il 2 ottobre del 1950 e concluso il 13 febbraio del 2000, ha accompagnato generazioni di bambini e tutt’ora continua a farlo grazie ai suoi film (vecchi e nuovi) e alle raccolte e ristampe dei primi fumetti.

La nascita di Peanuts

Nel 1950 la principale ed unica fonte di notizie erano i giornali (sì, quelli cartacei), i quali non erano molto graditi ai bambini. Tuttavia c’era un modo per tenere buoni i propri figli mentre si era intenti a leggere le notizie: la pagina dei fumetti. Le strisce comiche sui quotidiani iniziavano a spopolare in America e ben presto sono arrivate anche a noi. Si tratta di fumetti come Sansone, Garfield e Calvin ed Hobbes (anche se questi ultimi sono più recenti). Ed è proprio in questo contesto che nasce Peanuts, il fumetto di Charles M. Schulz con protagonista Charlie Brown.

Prima di Charlie Brown

L’arduo compito di rovinare l’infanzia ad ognuno di voi, purtroppo, spetta a me. Ma mi sento costretto, per onestà intellettuale, a dirvelo: Charlie Brown e Snoopy non sono personaggi di Peanuts. Ebbene sì, sono dei personaggi riciclati dallo stesso Schulz, apparsi in una prima versione in “Li’l Folks“, una serie di strisce molto simili a quelle di Charlie Brown, pubblicate dal 1947 al 1950 e considerate una fase embrionale dello stesso Peanuts. Ma anche il fumetto che conosciamo oggi è frutto di diverse mutazioni, sia nello stile di disegno che nei personaggi. Nelle prime strisce, infatti, Snoopy era un normalissimo cane. Solo negli anni ’70 assumerà il ruolo centrale e bizzarro che tutti conosciamo.

L’Halloween del “Grande Cocomero”

Tra le strisce più famose di Peanuts di certo spiccano gli special, in modo particolare quelli di Natale e di Halloween (divenuti anche film animati). Vista la spooky season ci occuperemo proprio del “Grande Cocomero” di Halloween. Il protagonista degli special del 31 ottobre è Linus, che ogni notte di Halloween aspetta il “Grande Cocomero”. Sì, cocomero e non zucca, perché Oreste del Buono riteneva che tradurre “The Great Pumpkin” con il “Grande Cocomero” fosse più originale ed evocativo. Ad ogni modo, questo spirito vegetale porta doni ai bambini (da assolutamente non confondere con Babbo Natale). La figura, infatti, parrebbe essere una denuncia e consapevolezza di quella malinconia e delusione natalizia o, addirittura, nei confronti della più cieca fede religiosa.

Dalla morte di Schulz ad oggi

Purtroppo, però, ogni cosa bella finisce. È il caso anche di Peanuts, che ha visto la luce l’ultima volta il 13 febbraio del 2000, pubblicata in seguito alla morte dell’autore. Ed è l’unica opera postuma di Schulz. L’autore, infatti, ha espresso esplicitamente nel testamento che la serie sarebbe dovuta finire con lui. Ma non dovete temere, il buon Charles M. Schulz si riferiva unicamente alla creazione di fumetti. L’ultimo film, infatti, è stato pubblicato nel 2015 e le vecchie strisce sono ancora reperibili nelle raccolte pubblicate in 26 volumi ed edite da Panini Comics. Pare quindi che la saga di Charlie Brown continuerà ad allietare bambini e adulti di ogni generazione.

Quello che non sapevi su Peanuts

Ed ora, veniamo a delle piccole curiosità: alcuni delle strisce di Peanuts sono state tradotte da Umberto Eco. Sì, proprio l’autore de “Il Nome della Rosa”. Il nome “Peanuts” deriva dal termine usato per indicare i posti più economici a teatro ed era spesso utilizzato anche per indicare i bambini tra il pubblico. Anche se, questo nome, a Schulz non piaceva. Lo definì, infatti, un nome “senza dignità“. A Tokyo esiste un museo dedicato interamente a Snoopy. Sia i Coldplay che Giorgio Gaber hanno dedicato una canzone al fumetto. La prefazione del 25esimo volume della raccolta è stata scritta da Barack Obama. La navicella di comando dell’Apollo 10 è stata chiamata Charlie Brown ed il suo modulo lunare è stato chiamato Snoopy.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.