Pesach e le radici millenarie della Pasqua ebraica

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La Pasqua ebraica (Pesach) ricorda la figura eroica di Mosè e la fuga degli Ebrei dall’Egitto. Dalla schiavitù alla libertà nella Terra Promessa

La Pasqua che i cristiani celebrano per ricordare la Morte e la Resurrezione di Gesù deriva direttamente da Pesach, festività della durata di 8 giorni (in Israele, 7) per ricordare la liberazione del popolo d’Israele dall’Egitto e il suo Esodo verso la Terra Promessa. Il periodo va dal 15 al 22 di Nisan, settimo mese del calendario ebraico. 

La Pesach e la decima piaga

In ebraico Pesach significa “passare oltre“, e trae la sua origine con quanto successo agli ebrei in schiavitù in Egitto. Il Faraone non voleva liberare gli ebrei e Dio decise di piegare la sua volontà scatenando Dieci Piaghe, una più terribile dell’altra.

L’ultima fu la più devastante: tutti i maschi primogeniti degli egizi, compreso il figlio del sovrano, morirono per mano dell’Angelo Sterminatore (Esodo, 12: 21-34). 

In quella notte io passerò per il paese d’Egitto e colpirò ogni primogenito nel paese d’Egitto, uomo o bestia; così farò giustizia di tutti gli dei dell’Egitto”. 

Per non colpire le case degli ebrei, Dio disse a Mosè di segnare con sangue di agnello le porte delle loro abitazioni. 

Quando vedrò il sangue, passerò oltre, e non vi sarà piaga su di voi per distruggervi, quando colpirò il paese d’Egitto”. 

Andare oltre non solamente riferito allo Sterminatore ma anche allo stesso popolo di Israele che è andato oltre l’Egitto, per rivolgersi alla Terra Promessa, verso una libertà tanto attesa e desiderata. 

I riti del pane azzimo e dell’agnello sacrificale

Nella Pasqua giudaica sono presenti diversi riti che riportano direttamente alla memoria il periodo di vigile attesa prima della fuga dalla terra delle Piramidi. Gli ebrei osservanti non possono mangiare cibo contenente lievito, devono utilizzare pane azzimo (matzah) e sacrificare un agnello nella sera del 14 di Nisan, che poi andrà mangiato nella notte del sacrificio di Pesach. 

Il pane azzimo e il cibo non lievitato riportano i credenti al tempo in cui gli israeliti dovevano prepararsi all’Esodo e non c’era tempo di far lievitare il pane o preparare cibi complessi. L’agnello rappresenta, invece, lo spirito di sacrificio e l’attesa del Messia. 

Il Seder

Le prescrizioni rituali hanno poi originato una particolare cena, il Seder, che viene realizzata nelle prime due sere di Pesach. Per tradizione, sono utilizzate per quest’occasione erbe amare per ricordare “l’amara schiavitù” e si legge l’Haggadà, il libro che descrive la liberazione ebraica.

Durante il Seder, ma in più in generale con la Pasqua ebraica, i pasti siano serviti utilizzando stoviglie riservate solamente per questa importante celebrazione.

Pasqua cristiana e Pasqua ebraica

La Pasqua cristiana ha una motivazione e un significato del tutto diverso. In questo caso, il passaggio è dalla morte alla vita grazie al sacrificio di Gesù Cristo sulla croce del Golgota. Un sacrificio che libera i credenti dal peccato originale con il sacrificio sulla croce, pronti per la futura risurrezione. Dall’Alleanza tra Dio e il Popolo Eletto si passa all’Alleanza tra Cristo e i nuovi credenti.

Una Pasqua di Resurrezione per i Cristiani, Pasqua di Liberazione per gli Ebrei.