Petrolio, buone notizie per i consumatori: calo dei prezzi dopo record giorni scorsi

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La ripresa dei negoziati con l’Iran sul nucleare, ha fatto scendere i prezzi del petrolio, finito nei giorni scorsi ai massimi dal 2014

Quando la domanda cresce e l’offerta non è in grado di tenere il passo, i prezzi aumentano. Un principio economico universale che ha avuto inizio alla fine del 2020, con la ripresa della produzione globale di petrolio dopo gli stop imposti dalla pandemia. E a pagarne maggiormente le conseguenze, come spesso accade, sono i singoli consumatori.

Se durante il periodo di lockdown, con le attività produttive ferme, si erano accumulate grandi quantità di petrolio, una ripartenza decisamente rapida della domanda di carburante ha bruciato gli stock e aumentato la fame di greggio.

Da settimane stiamo assistendo ad una inarrestabile corsa al rialzo dei prezzi di benzina, gasolio e gpl, che hanno raggiunto i massimi dal 2014

In tutto ciò una notizia positiva c’è: nelle ultime ore, la ripresa dei negoziati con l’Iran sul nucleare, ha portato a un riavvio dell’export petrolifero del paese, facendo immediatamente scendere i prezzi del petrolio.

Di conseguenza, il Wti del Texas è sceso così dell’1,2% a 81,6 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord è calato dell’1,2% a 83,5 dollari.

Fare previsioni è difficile, e allora cosa aspettarci?

Le previsioni, si sa, sono spesso discordanti. Alcuni operatori vedevano il greggio oltre quota 100 dollari al barile entro fine anno, con il conseguente costo del pieno ancora crescente. La ripresa dei negoziati con l’Iran, però, potrebbe cambiare presto questo scenario decisamente catastrofico. Tutto dipenderà, come sempre, dall’equilibrio domanda-offerta.

Intanto, la Cina sta acquistando grosse quantità di gas e petrolio per risolvere la crisi energetica che l’attanaglia, ma l’economia del dragone sta rallentando e una riduzione della domanda potrebbe calmierare i prezzi del petrolio. Ma i tempi non sarebbero brevi: dopo i picchi, le discese sono sempre molto graduali.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.