Pillole anti-covid firmate Pfizer e Merck: presto anche in Italia

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Le due pillole anti-covid il Molnupiravir (Merck, agenzia Usa e Canada) e il Paxlovid (Pfizer), saranno disponibili in Italia, verso la fine di gennaio 2022

La pillola anti-covid Pfizer è in fase di sperimentazione, sarà poi sottoposta all’Ema, per il via libera sul mercato europeo. È una pillola antivirale la Paxlovid di Pfizer, si è confermata efficace per evitare le conseguenze più gravi delle infezioni. In particolare ha suscitato molto scalpore, in quanto si è rivelata efficace anche contro la neo-variante Omicron, che negli ultimi tempi, sta proliferando in Italia. Se tale farmaco viene somministrato almeno entro 3 giorni dall’insorgere dei sintomi, viene ridotto il rischio dell’ospedalizzazione e i decessi. Ha un meccanismo completamente diverso, di quello sviluppato dalla Merck, mette in crisi il meccanismo di replicazione. Se la pillola in fase di sperimentazione sarà approvata, si potrebbero risolvere molti dei problemi. Sarà somministrato alle persone con infezione iniziale, che rischiano il decorso della malattia, in stadi più gravi.

Merck e Pfizer: le pillole anti-covid

Le due pillole anti-covid il Molnupiravir (Merck, agenzia Usa e Canada) e il Paxlovid (Pfizer), saranno disponibili in Italia, si suppone verso la fine di Gennaio 2022. La notizia è stata data dal direttore generale dell’AIFA; la pillola fornita dalla Merck nello studio finale, si è dimostrata meno efficace del 30%, rispetto ai precedenti successi dichiarati. Mentre la vera svolta è la pillola Paxlovid, che si è dimostrata efficace all’89%, lo studio finale è naturalmente in corso, ma l’approvazione è vicina.

La somministrazione: cosa c’è da sapere

La pillola della Merck dovrà essere assunta 2 volte al giorno, per 5 giorni, ma la terapia deve iniziare almeno 5 giorni prima dell’insorgere dei sintomi, o almeno il prima possibile dopo la diagnosi. Il farmaco non è raccomandato alle donne in gravidanza e deve essere interrotto l’allattamento al seno per 4 giorni dopo il trattamento. Non è attualmente disponibile nell’Unione Europea, può rivelarsi utile in particolare in adulti che sono a rischio di sviluppare la malattia al suo stadio più aggressivo.
La capsula invece della Pfizer potrebbe realmente dimostrarsi un passo in avanti, per le cure domiciliari. Si azzarda addirittura un uso precoce, prima dell’immissione in commercio. Il Comitato dei medicinali, ha dichiarato che esaminerà i dati sulla sicurezza del farmaco, ma i risultati preliminari indicano che il trattamento ha ridotto il rischio di progresso verso uno stadio grave.

Le parole degli esperti

La speranza e soprattutto i risultati incoraggianti, dello stallo del decorso della malattia, hanno entusiasmato gli studiosi. Infatti mentre gli anticorpi monoclonali devono necessariamente essere somministrati tramite infusione. Le compresse potrebbero anche essere gestite a casa, riducendo anche lo stress sui sistemi ospedalieri, continua Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma. Di seguito riportata invece, l’opinione di Fabrizio Pregliasco, docente della statale di Milano:

”La pillola anti-Covid di Pfizer è interessante e ben conosciuto è il meccanismo che sono riusciti ad adattare all’azione della proteina specifica del virus Sars-CoV-2, quindi ben venga. Io dico meglio prevenire che curare, però per chi si ammala, sarà un evento fondamentale. Io credo che potremmo averla a disposizione a breve”.

Gran Bretagna e Danimarca: i primi paese ad autorizzare la pillola anti-covid

La Gran Bretagna già a partire dal 4 Novembre dello scorso mese, è stato il primo paese al mondo ad avere approvato un antivirale. Londra ha approvato l’utilizzo del farmaco della Merck, destinato a cambiare le cose nei pazienti immunodepressi e vulnerabili. A questi ultimi infatti sarà prescritto presto, ha spiegato il ministro Javid. La situazione infatti nel Regno Unito è disastrosa, i contagi aumentano a dismisura e si è assicurato 250.000 confezioni di Molnupiravir, uno strumento fondamentale, per evitare il rialzo dei contagi. La Danimarca succede l’Inghilterra, è il primo paese dell’unione europea dal trattamento anti-covid. Tale farmaco è realizzato dalla casa farmaceutica americana, sarà utilizzato per le emergenze, in attesa della messa in commercio definitiva.


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