Pompei, durante gli scavi trovati due corpi intatti

A Pompei sono stati ritrovati due corpi quasi intatti durante gli scavi, una scoperta importantissima per il patrimonio storico culturale italiano e mondiale

Pompei è un racconto a cielo aperto, ogni masso, ogni piccolo reperto parla e ci racconta la storia non solo della città, ma anche le piccole storie di quotidianità del tempo.
In una Pompei chiusa al pubblico a causa dell’emergenza covid-19, gli scavi non si sono mai fermati e sono stati trovati due corpi praticamente intatti.

L’eruzione

Plinio il Giovane, nella prima lettera a Tacito, racconta di Plinio il Vecchio  e della nube che si alzò dal Monte Vesuvio  eccone un tratto:

“La nube si levava, non sapevamo con certezza da quale monte, poiché guardavamo da lontano; solo più tardi si ebbe la cognizione che il monte fu il Vesuvio. La sua forma era simile ad un pino più che a qualsiasi altro albero.
Come da un tronco enorme la nube svettò nel cielo alto e si dilatava e quasi metteva rami. Credo, perché prima un vigoroso soffio d’aria, intatto, la spinse in su, poi, sminuito, l’abbandonò a se stessa o, anche perché il suo peso la vinse, la nube si estenuava in un ampio ombrello: a tratti riluceva d’immacolato biancore, a tratti appariva sporca, screziata di macchie secondo il prevalere della cenere o della terra che aveva sollevato con sé.”

Questa è una delle testimonianze di quel fatidico giorno, secondo le più recenti datazioni era la mattina del 25 ottobre del 79 D.C..

Fu proprio questa nube descritta da Plinio che ci permette oggi di avere una fotografia  intatta del passato, sempre pronta a raccontarci nuovi aneddoti della vita a Pompei.

I due corpi intatti di Pompei, una scoperta davvero eccezionale

Si descrive entusiasta il direttore Massimo Osanna, che definisce l’ultima scoperta fatta “davvero eccezionale” ed effettivamente è così.

Si può solo immaginare l’emozione degli archeologi di Pompei quando hanno scoperto un vuoto negli scavi, che indicava proprio la presenza dei due corpi intatti.
La cenere e il lapillo roventi avvolsero i copri, con il tempo le parti molli dei corpi si sono disintegrate, le ossa si depositano sul fondo, ed ecco che gli archeologi fanno una colata di gesso formando un calco; facendo una foto al passato.

Dopo più di 50 anni, per la prima volta, si sono riusciti a fare dei calchi precisi, che hanno permesso di studiare i copri e di leggerne la storia e l’identità.

Sono stati ritrovati due copri presso gli scavi di Pompei: un uomo maturo avvolto nel suo pesante mantello e il suo schiavo, sembrano quasi parlare, facendo vedere persino le pieghe del cotone dei loro abiti e permettendo di intravedere i capelli.

Villa suburbana di Civita Giuliana

Probabilmente, l’uomo ed il suo schiavo, cercavano riparo sotto il portico della grande villa suburbana di Civita Giuliana, una villa lussuosa che guardava il mare e Capri, è la stessa grande villa dove qualche mese fa uno scavo aveva rivelato la scritta “MUMMIA”, che ha fatto pensare ad una bambina che viveva nella villa; si ipotizza fosse la piccola di casa della famiglia dei Mummii, ovvero una famosa famiglia romana dell’epoca.

Sempre in questa villa, sono state ritrovate le stalle con i resti di cavalli di razza uno dei quali, un sauro, era bardato con una raffinatissima sella in legno, pronto probabilmente a far partire il suo cavaliere.

La storia parlerà ancora

Ora gli scavi continueranno, per permetterci di avere sempre un racconto più preciso e dettagliato della storia; sperando di trovare ancora luoghi intatti come questo, ovvero non toccati dagli scavi dei primi del novecento sia dai tombaroli; grazie all’intervento congiunto con la Procura di Torre Annunziata, il procuratore Pierpaolo Filippelli e i carabinieri.

Il commento di Alberto Angela

Molto commosso il commento di Alberto Angela che ricorda

Sembra una statua. Vengono spesso definiti “corpi” e molti turisti fanno commenti irriverenti e selfie. Ma ricordo sempre che si tratta di persone, nel momento in cui la vita li abbandona. Ci vuole rispetto.

E contina dicendo:

La nuova scoperta sottolinea la ricchezza del nostro patrimonio, non solo archeologico, ma culturale in generale, che deve essere tutelato e valorizzato perché tutti, oggi come in futuro, possano goderne.

In particolare, ciò vale per Pompei che tanto ha ancora da insegnarci. E ogni volta riesce a sorprenderci.

fonti:

https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/arte/2020/11/21/a-pompei-il-giallo-del-fuggiasco-col-mantello_7f08f407-c94b-4f83-a9cf-adfc480f4b96.html