Il primo spazioporto italiano si trova a Grottaglie

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Sembra un film di fantascienza eppure è realtà: il primo spazioporto Italiano approvato dall’Enac è realtà, e si trova a Grottaglie

Il progetto dello spazioporto

Sono passati una quindicina d’anni da quando l’aeroporto Marcello Arlotta di Grottaglie, in Puglia, viene utilizzato come scalo per gli aerei cargo. Tre anni fa, tuttavia, è avvenuta una svolta. Il Mit (Ministero infrastrutture e trasporti), in collaborazione con l’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) e l’Asi (Agenzia spaziale italiana), ha individuato nell’aeroporto di Grottaglie il sito perfetto per costruire il primo spazioporto italiano.

L’inizio del progetto

Nel 2018 (precisamente, a maggio) il Mit ha incaricato l’Enac di attuare tutte le operazioni necessarie alla costruzione e attivazione dello Spazioporto entro il 2020. Il 21 ottobre di quest’anno l’Enac ha dato il via libera alla costruzione e gestione dello spazioporto attraverso la comunicazione di un regolamento apposito.

L’importanza del primo spazioporto italiano

“Grottaglie, quale unico spazioporto italiano, rappresenta la sfida del futuro, un futuro sempre più vicino.”

Tiziano Onesti, presidente di Aeroporti di Puglia

L’aeroporto di Grottaglie ha due oneri: essere il primo spazioporto italiano ed essere il primo spazioporto europeo. L’importanza di questa struttura è data sia da un accesso più diretto allo spazio per astronauti italiani ed europei, sia per la space economy e il turismo spaziale. Lo spazioporto italiano ospiterà, infatti, i trasporti spaziali ideati da Virgin Galactic, che nel 2021 potrebbe dare il via al primo viaggio turistico suborbitale.
Il prezzo del biglietto si aggirerà attorno ai 200mila dollari e 200 biglietti sono già stati venduti. Il vicepresidente del gruppo Angel, Angelo Petrosillo sostiene che la Puglia abbia una marcia in più rispetto al deserto del Mojave. Secondo Petrosillo, la regione sarebbe in grado di convogliare infrastrutture, capacità ingegneristica e turismo.

Il progetto Hyplane

Il sud Italia ha parecchi assi nella manica per quel che riguarda i viaggi spaziali. A Napoli è nato il progetto Hyplane, un progetto autofinanziato che vede la collaborazione tra Trans-tech e l’università Federico II di Napoli. L’hyplane sarà un aereo suborbitale che permetterà di raggiungere l’America in poche ore, viaggiando a una velocità pari a quattro volte e mezzo quella del suono. Il progetto napoletano, a differenza di quello di Virgin Galactic e Grottaglie, non avrà bisogno di uno spazioporto creato appositamente, né per l’atterraggio né per il decollo. Dopo la scoperta di acqua sulla luna, ci stiamo approcciando al tanto agognato turismo aerospaziale e partirà proprio dal sud Italia. Che questo potrebbe segnare una ripresa dell’economia nazionale è quasi ovvio, seppur non certo.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.