Putin ha frainteso: Jorit non è dalla sua parte

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Il presidente russo Vladimir Putin ha elogiato il murales di Jorit con il volto di Fëdor Dostoevskij

Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, resta al centro delle polemiche internazionali. Dopo il tentativo di destituire la sovranità nazionale dell’Ucraina, trascinando il paese in un conflitto sanguinario che non accenna a risolversi, lo zar dei giorni nostri ha rilasciato una dichiarazione che strizza l’occhio all’Italia e a Napoli in particolare.

Putin ha infatti elogiato l’ultima opera dell’artista napoletano Jorit (al secolo Ciro Cerullo, classe ‘90), realizzata sulla facciata di un istituto scolastico di Fuorigrotta, zona residenziale a ovest della città partenopea.

Il ritratto di Dostoevskij

Alcune settimane fa, Jorit ha dipinto il volto dello scrittore russo Fëdor Dostoevskij, nel suo oramai classico stile: un ritratto in primo piano adornato dai “segni”, quelle linee rosse dal sapore tribale vergate sul volto dei soggetti che Jorit realizza. L’intento è quello di ricordare a chi li osserva che apparteniamo tutti a una sola tribù, quella umana.

L’iniziativa dell’artista, è nata a seguito della decisione dell’università di Milano Bicocca di censurare alcune lezioni che trattavano proprio la letteratura dello scrittore russo. La decisione (poi ritirata) era stata presa sulla scia delle sanzioni (economiche, finanziarie e – a quanto pare – anche morali) inflitte dall’Occidente alla Russia e a tutto ciò che la Russia rappresenta.

Questa soluzione, ovviamente, non ha fatto altro che inasprire la polemica sull’opportunità di ignorare decenni e secoli di storia russa. Nascondere sotto il tappeto tutto ciò che è russo, russofono o anche solo lontanamente filo-russo.

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Il murale di Jorit con il volto di Dostoevskij

Chi è l’oppressore?

Jorit, da artista impegnato da anni nella nelle lotte sociali e in quelle per i diritti civili, ha ben pensato di usare la sua arte per diffondere un ideale, come al solito, di libertà. Dipingere Dostoevskij è stato naturale, in quanto lo scrittore russo, in quel momento, era l’oppresso.

Oppresso e vessato a causa della sua stessa Patria, ignorato nei luoghi in cui veniva studiato e elogiato fino al giorno prima, le università. Tanto è bastato per spingere Jorit verso la realizzazione della sua ultima opera, che aveva come soggetto proprio Dostoevskij. Censurare uno scrittore di fama internazionale per il solo fatto di essere russo, significa incolpare i russi del fatto di essere russi. La russofobia, come tutte le xenofobie, nasce da semplici associazioni di pensiero. Putin comanda la Russia – la Russia invade l’Ucraina – tutti i russi sono dei mercenari senza coscienza e morale. E vanno odiati, censurati e respinti.

Fortunatamente, molti settori della società civile non la pensano così. Dostoevskij è stato immediatamente riabilitato e la storia e la cultura russa sono salve. Almeno nelle nostre università e nei luoghi dove il sapere si diffonde e riproduce.

Quello che Vladimir Putin ha frainteso – o finge di non comprendere – è però il fatto che il murales di Jorit non può in alcun modo essere interpretato in chiave in filo-sovietica o pro-invasione. Al contrario, la sua è un’opera che si fa portatrice di pace, di fratellanza e condivisione. Principi difficilmente associabili alle azioni intraprese dal presidente russo.

Queste qualità, certo non sono ascrivibili al simil-regime instaurato da Putin nella sua terra. Revival del modello di stampo sovietico, che Putin vorrebbe esportare in quei paesi che ritiene culturalmente russi.

Ecco, qualcuno probabilmente ha mancato di far presente al presidente russo questo piccolo aspetto, sfumatura di significato non indifferente, in quanto il messaggio che Jorit voleva diffondere – senza dubbio – era un messaggio di pace.

La dichiarazione

Ecco la trascrizione delle dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin con l’elogio all’ultima opera di Jorit

Penso che molti sappiano, abbiano visto, come a Napoli un artista di strada di recente abbia dipinto sul muro di un palazzo il ritratto dello scrittore russo Fëdor Dostoevskij, ormai “cancellato in Occidente. Dà ancora speranza, attraverso la simpatia reciproca delle persone, attraverso una cultura che collega e unisce tutti noi, la verità sicuramente si farà strada.

Le dichiarazioni di Vladimir Putin:

Ambasciator