Qualità della vita o lista di proscrizione?

Assistiamo, inermi, a gogne mediatiche incentrate sulla qualità della vita

Qualità della vita, considerazioni. L’ultimo, tragico, avvenimento che ha visto Napoli coinvolta in un cordoglio sportivo senza pari, ha scatenato – in verità senza molta meraviglia da parte mia – un’ennesima tempesta su usi, tradizioni e costumi di un popolo. A tal proposito, un compianto maestro, quale fu Antonio Ghirelli, era aduso affermare che non era lecito discuterne.

Pareri, sentenze, dichiarazioni di basso profilo. Tante le voci a vanvera. Nell’accezione – vanvera appunto – di ogni etimologia del termine conosciuta; non ultima, anzi forse in primis, quella attribuita tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700 circa uno strumento in pelle, di origine veneziana, utilizzato nelle corti reali europee. Veniva utilizzato, con rispetto parlando, in doppia funzione: da passeggio e da riposo.

Nel primo caso e nel secondo caso, l’arnese in argomento, opportunamente celato nei pantaloni degli uomini o nelle gonne delle donne, permetteva di rumoreggiare in modo ovattato e, nel contempo, riteneva il risultato.
In effetti non si avvertivano rumori ed odori, nell’immediata vicinanza di chi lo utilizzava.

Mi è venuto alla mente, tale arnese, diverse volte negli ultimi giorni.

La classifica di fine novembre

Ogni anno, in questo periodo, un organo di stampa redige una graduatoria che sembra una sorta di lista di proscrizione, nei confronti di un popolo. Analizza la  qualità della vita, delle varie zone e città italiane.

Ebbene ho avuto la fortuna di conservare amici ovunque sono stato e molti di loro sono venuti (e ancora oggi lo fanno) a Napoli, restandone estasiati in tutto e per tutto. Tra questi in tanti, avendone la possibilità, hanno fatto in modo da essere inviati, sempre qui a Napoli, per impegni di lavoro.

La qualità della vita? La qualità della vita; è sbarcare in Padania con il babà o la pastiera e avvertire “l’invidia” di chi ne assaggia il sapore per la prima volta.

La qualità della vita; è andare a San Siro, al Comunale di Bologna, al Bentegodi di Verona, al Marassi, al Brumana (una volta si chiamava così) o in altre strutture sportive, da Roma a salire, e sentire la lingua madre come normalità.

La qualità della vita

La qualità della vita; è guardare negli occhi il barista di turno, a Sondrio, a Piacenza o altrove, spiegandogli che l’acqua, servita in contemporanea, è un completamento del caffè e non un supplemento su richiesta.

La qualità della vita… è sentirsi chiedere dagli indigeni se è gradito ‘o cafè;
è spiegare che se non si risponde al saluto non si è riservati, ma molto più semplicemente scostumati. Al settentrione come al meridione.

La qualità della vita è…far presente che se si bussa ad un campanello del citofono e si scappa si è comunque bambini scugnizzi (o monelli se piace di più) e non “esuberanti” se nati al nord e “fetentielli” se nati al sud; considerare che il condizionale dopo il “se” non è inosservato quando la cadenza è del nord e sottolineato se è del sud, in entrambi i casi è un errore e punto.

Classifica

Insomma quando si ha, comunque, un poco di sole dentro è qualità della vita. A prescindere da classifiche, prescrizioni e proscrizioni.

“Io”, in rigoroso ordine alfabetico: Bergamo, Bologna, Brescia, Cremona, Como, Firenze, Genova, Lodi, Mantova, Milano, Padova, Pavia, Piacenza, Rieti, Roma, Sondrio, Udine, Varese e relative province – dal 9/1978 al 10/2006.

Il fatto della qualità della vita?

Ai posteri l’ardua sentenza. Ma non c’entrano Manzoni e neppure Napoleone.

E chest’è!

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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