Questa settimana, la “pagina dei ricordi” si apre su un grande capitano della storia azzurra

Marek Hamsik, MareKiaro, lo slovacco di Napoli. Classe 1987. Nato a Banská Bystrica, Slovacchia, è uno dei migliori centrocampisti al mondo della sua generazione

Fuoriclasse completo, ambidestro, riesce a compiere magie col pallone come pochi; ha un controllo pulito ed estremamente preciso e sa rubare tempo e spazio agli avversari. Essenziale e pragmatico nei suoi gesti tecnici. Capitano della nazionale slovacca e del Napoli, in cui milita dal 2007 al 2019. Proprio a Napoli diventa leggenda ed è considerato il più forte calciatore del campionato italiano del terzo millennio. In maglia azzurra ha collezionato: 520 presenze, 121 goal e 100 assist.

Hamsik comincia a dare i primi calci ad un pallone a soli quattro anni.
Ad 11 anni è nelle giovanili dello Jupie Podlavice, dove raggiunge il suo primo record: 16 reti in una sola partita (a fine stagione i goal realizzati saranno 111!). Nel 2001 lo Sparta Praga lo vuole fortemente, ma, per problemi burocratici, non avviene il trasferimento. L’anno dopo passa allo Slovan Bratislava dove segna la sua prima rete nella massima divisione. Viene notato da diverse squadre estere, ma il Brescia è più veloce di tutti e nel 2004 se lo assicura per 60.000 euro. Fa subito il suo esordio nel campionato italiano. Nella stagione 2005/06, con il Brescia in B, colleziona 24 presenze. L’anno successivo segna 10 reti in 40 gare.
Nel 2007 il Napoli lo ingaggia per 5,5 milioni di euro.

Inizia una lunga storia d’amore

Il 15 Agosto, Mister Reja lo mette in campo in Coppa Italia contro il Cesena e segna. Il 16 Settembre esordisce in Serie A contro la Sampdoria e segna. Nel Gennaio del 2008, contro la Lazio, Marek sigla la sua prima doppietta in maglia azzurra. E, nell’estate di quell’anno, realizza la sua prima rete europea ai danni del Panionios, nella competizione dell’Intertoto. Gennaio 2009: Hamsik riceve l’Oscar del calcio dall’AIC come migliore giovane.

Stagione 2009/10, Mazzarri è il nuovo allenatore del Napoli, lo sposta di ruolo, ovvero, da interno di sinistra, lo avanza alle spalle dell’unica punta. E’ il 31 ottobre del 2009 quando Hamsik passa alla storia. La partita è di cartello: Juventus -Napoli. Marek realizza una doppietta che consentirà ai partenopei di sconfiggere l’eterna rivale dopo ben ventuno anni. Marek Hamsik diventa definitivamente MareKiaro, lo slovacco di Napoli.

Il 29 febbraio 2010, viene eletto migliore giocatore slovacco del 2009. Il 13 marzo 2010, a soli 22 anni, diventa il più giovane capitano nella storia del club azzurro, e, a fine stagione, è anche capocannoniere del Napoli per il terzo anno consecutivo. Nel marzo del 2011, viene rinominato migliore giocatore slovacco dell’anno e, contemporaneamente, guida il Napoli alla qualificazione in Champions.

Nel settembre del 2011, fa il suo esordio proprio in Champions, nella trasferta inglese contro il Manchester City (1-1); poi, nel match successivo, quello casalingo contro il Villarreal, sigla l’1-0 del poi definitivo 2-0.
Il 7 dicembre, segna ancora contro il Villarreal, questa volta in Spagna, e permette al Napoli di qualificarsi agli ottavi di Champions League.

Il 20 maggio 2012, Hamsik firma il raddoppio degli azzurri nella finale di Coppa Italia contro la Juventus, regalando una nuova gioia ai napoletani: la conquista della Coppa Italia (dopo ben 25 anni!). E’ il suo primo trofeo in azzurro.

Stagione 2013/14, Benitez siede sulla panchina del Napoli al posto di Mazzarri e Marek cambia nuovamente ruolo: il nuovo modulo lo vede a ridosso dell’unica punta, da trequartista puro. Nel gennaio del 2014, Hamsik diviene il nuovo capitano, a causa della cessione di Paolo Cannavaro. Il 4 marzo dello stesso anno, Marek vince ancora il premio come migliore slovacco; è il terzo anno di fila.

Il 3 maggio del 2014, in un giorno tristemente noto per i tragici fatti che nulla hanno a che fare con il calcio, Hamsik regala la seconda Coppa Italia al Napoli con un 3-1 inflitto alla Fiorentina in una finale giocata in un clima surreale. Un’altra grande soddisfazione, invece, Marekiaro la ottiene il 22 dicembre 2014, a Doha, contro la squadra nemica di sempre. La Juve soccombe ai calci di rigore  ed il Napoli conquista un altro trofeo: la Supercoppa Italiana.

Altro cambio di allenatore per il Napoli, altro cambio di ruolo per Hamsik

Con l’arrivo di Sarri, infatti, Marek ritorna alle origini, ovvero nel ruolo di interno sinistro in un centrocampo a tre. Il 25 aprile 2016, nella sfida con la Roma, Hamsik raggiunge le 400 presenze col Napoli.
Il 10 settembre dello stesso anno, Marekiaro, con 82 goal, supera, per marcature realizzate in azzurro, il RE DIEGO ARMANDO MARADONA.

Il 28 settembre del 2016, Hamsik realizza il suo primo goal in Champions League contro il  Benfica. Il 4 febbraio 2017, Marek batte un altro record:  in occasione del match Bologna-Napoli (1-7), segnando la sua prima tripletta e superando Sallustro nella storia dei migliori marcatori della storia del Napoli. Il 6 maggio 2018, contro il Torino al San Paolo, Hamsik taglia il traguardo dei 100 goal nella massima serie del campionato italiano.

Stagione 2018/19, sulla panchina del Napoli siede Carlo Ancelotti e vuole che lo slovacco giochi da regista, “alla Pirlo”. Ma  poi il tecnico attua il turnover e lo fa giocare molto meno rispetto al passato. Il 28 ottobre dello stesso anno, nel match tra Napoli e Roma, Hamsik raggiunge quota 511 presenze con la casacca azzurra, eguagliando il Capitano dei Capitani, Giuseppe Bruscolotti.

Il 6 novembre, in occasione della sfida Champions tra Napoli e Paris Saint Germain (1-1), Marek entra ufficialmente nella storia del club partenopeo con 512 presenze. Hamsik chiude la lunga pagina  napoletana arrivando a 121 gol. E’ il miglior marcatore della storia del Napoli.
Nel Febbraio 2019 Marek Hamsik viene ceduto al Dalian Yifang e vola in Cina, ma lascia il suo cuore qui, a Napoli, dove i tifosi sperano di rivederlo, un giorno, magari in veste di dirigente.

Con il Napoli Hamsik ha vinto:
due volte la Coppa Italia (2012 e 2014)
una Supercoppa italiana (2014)
Ma, tra i suoi trofei, ci sarebbero dovuti essere anche la Supercoppa persa a Pechino nel 2012 (contro la Juventus e contro un arbitraggio folle) e uno scudetto che avrebbe meritato di vincere nel 2018-19 (dopo aver conquistato ben 91 punti in classifica!).
Ha realizzato 121 goal e 100 sublimi assist.

Un campione completo, dunque, molto duttile e dotato della capacità di far apparire semplici, cose che semplici non sono.
Pavel Nedved lo ha incoronato suo erede, ritenendolo l’unico che si avvicinasse alle sue caratteristiche tecniche.
Ma un campione anche nei comportamenti: un’unica espulsione in carriera (somma di ammonizioni), mai polemiche o liti, mai proteste con arbitri o avversari, sempre corretto e rispettoso di tutto e di tutti.
Ha dimostrato grande attaccamento alla maglia azzurra e al ruolo di Capitano, meritando la stima e l’affetto dei tifosi e dei compagni di squadra. Una vera bandiera. E anche quando gli sono fioccate offerte da altri prestigiosi club italiani, Marekiaro ha sempre scelto Napoli.

Non ha voluto tradire i napoletani, seguendo l’esempio del DIO DEL CALCIO ed entrando, così, nella storia.