Questi fantasmi!

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I luoghi di Napoli infestati dai fantasmi, presenze misteriose

Napoli è una città ricca di storia in cui si sono succedute tante dominazioni diverse tra intrighi di palazzo e rivolte popolari. Aristocratici e popolani che con il loro vissuto sono diventati parte delle leggende cittadine, anche di quelle che li vogliono legati a luoghi precisi dopo la loro morte.

I fantasmi di questi personaggi animerebbero infatti alcuni palazzi della città più o meno noti. Palazzo Fuga, la Reggia di Capodimonte, Palazzo Donn’Anna ma anche case di palazzi privati, abbandonati o abitati, in cui ancora adesso avvengono inquietanti apparizioni, nei quali si avvertono rumori, suoni o lamenti.

Per ogni storia esiste una leggenda, una spiegazione data dal popolo e tramandata fino ai giorni nostri. Gli episodi che avrebbero portato alla presenza di questi fantasmi sono quasi sempre legati a drammi e morti violente in una mappa del brivido che interessa tutti i quartieri della città.

Palazzo Spinelli di Laurino in via Tribunali

Nel cuore del centro storico, lungo il Decumano maggiore, c’è Palazzo Spinelli di Laurino, uno storico edificio cinquecentesco in cui spesso apparirebbe lo spirito di Bianca, una fanciulla che in questo palazzo avrebbe vissuto una tragica e crudele fine.

La giovane, un’orfana di buona famiglia, fu affidata alle cure del duca Spinelli e di sua moglie donna Lorenza, la quale sospettò che tra Bianca e il marito ci fosse una relazione amorosa e per questo decise di murarla viva in una delle stanze del palazzo. Prima che l’ultimo mattone decretasse la sua tragica morte Bianca lanciò a donna Lorenza una maledizione: “Famme pure mura’ viva, ma in allegrezza o in grannezza tu me vidarraje“.

A quanto pare Bianca mantenne la sua promessa e tre giorni prima di un fatto lieto o di una sventura, si mostrava alla famiglia Spinelli vestita di bianco o di nero. Si dice che ancora oggi si aggiri nel palazzo e che qualcuno l’abbia vista sulla scalinata, forse ancora in cerca di una via di fuga.

La villa maledetta della Gaiola a Posillipo

In un suggestivo tratto di mare della collina di Posillipo c’è la villa della Gaiola, che sorge sull’omonimo isolotto, sulla quale sembrerebbe esserci una misteriosa maledizione. Per quanto incredibilmente bello questo luogo è attualmente disabitato da più di quarant’anni e questo dipenderebbe dal fatto che tutti coloro che l’hanno posseduto o solo abitato sono stati colpiti da incredibili sfortune. Lutti improvvisi, fallimenti delle proprie attività commerciali, incidenti che hanno coinvolto chi aveva acquistato la villa e i propri cari.

Nel 1871 Luigi Negri, fondatore della società italiana di pescicoltura, comprò l’isolotto per poi rivenderlo l’anno successivo, dato che la sua società fallì. Il secondo proprietario della Gaiola, Hans Braun, fu ritrovato cadavere avvolto in un tappeto, assassinato in circostanze che non furono mai chiarite, mentre la sua vedova l’anno successivo annegò nel mare che circonda l’isola.

Nel 1926, in una notte di tempesta, mentre Elena Von Parish stava rientrando sull’isola in cui era ospite, fu trascinata in mare e annegò. I proprietari della villa, Hans Praun e Otto Grumbach, furono talmente scossi dalla vicenda che si suicidarono.

Nel 1950 non andò in modo molto diverso a Maurice Sandoz, la cui casa farmaceutica è tutt’ora famosa, che convinto di essere finito in bancarotta impazzì e morì suicida nel manicomio dove venne rinchiuso poco dopo aver vissuto nella villa.

Il fantasma di Mercede de Las Torres

Le storie di fantasmi legate a Palazzo Donn’Anna, direttamente sul mare di Posillipo, sono così radicate nella storia napoletana da essere state addirittura riportate da Matilde Serao. Il palazzo fu progettato e costruito nel 1630 da Cosimo Fanzago su commissione di Anna Carafa, moglie del viceré di Napoli.

I lavori di costruzione però non furono mai completati a causa della morte prematura di Anna Carafa e il palazzo passò così da un proprietario all’altro. Secondo la leggenda all’interno del palazzo abitano numerosi spettri. Il più famoso è quello di Mercede de Las Torres, nipote del viceré, che si innamorò di Gaetano Casapesenna, amante di Anna Carafa.

Mercede scomparve misteriosamente e non fece mai più ritorno al palazzo lasciando Gaetano nella disperazione. Gaetano non sapeva che donna Anna, folle di gelosia, aveva fatto giustiziare Mercede nei sotterranei del palazzo da dove, si dice, ancora oggi arrivano i pianti disperati della giovane donna.  

Un’altra leggenda racconta che la regina Giovanna D’Angiò in questo palazzo avrebbe incontrato i suoi amanti, scegliendoli fra i pescatori di Posillipo. Essi entravano a palazzo Donn’Anna in segreto, direttamente dal mare, dall’ingresso riservato alle barche.

La regina Giovanna però, dopo aver trascorso la notte con loro, li uccideva facendoli precipitare in una botola che dava sugli scogli. I lamenti dei loro fantasmi sarebbero ancora udibili lungo il tratto di mare davanti al palazzo.

L’impiccato di Corso Garibaldi

Gli abitanti di un palazzo in Corso Garibaldi, nei pressi di Porta Nolana, sembrerebbero essere tormentati dalle continue apparizioni di un fantasma che apparterrebbe ad un soldato spagnolo impiccato dai napoletani durante una rivolta contro la dominazione spagnola.

All’epoca dei fatti il palazzo era infatti una caserma e la drammatica esecuzione sarebbe avvenuta proprio al suo interno. Gli abitanti raccontano di udire all’improvviso un suono di passi che rimbomba per le scale e di vedere, poco dopo, la testa dello spettro che si mostra in fondo ai ballatoi, davanti alle finestre e lungo le scale dove rotola giù per i gradini.

Palazzo Fuga in piazza Carlo III e i suoi fantasmi

Meglio conosciuto come “Albergo dei Poveri”, questo maestoso palazzo fu progettato e costruito dall’architetto Ferdinando Fuga, dal quale prese il nome, per volere del re Carlo III di Borbone al fine di ospitare gli indigenti che affollavano la città e toglierli dalla strada.

Poveri, storpi, orfani e vecchi affollarono le stanze del Serraglio e l’anima di qualcuno di loro vagherebbe ancora dentro le mura del palazzo da dove, secondo alcuni, la notte arriverebbero lamenti, grida e bagliori improvvisi accompagnati dal movimento di strane ombre di fantasmi che appaiono e scompaiono in pochi secondi dalla vista.

Palazzo San Severo in via San Domenico Maggiore

Oltre ad essere stato teatro dell’efferato assassinio di Maria D’Avalos e del suo amante per mano del duca D’Andria, in seguito al quale lo spirito della donna si aggirerebbe in abiti succinti nel palazzo e nelle strade adiacenti lanciando strazianti urla di dolore. Il luogo è famoso anche per gli stani fenomeni legati al principe Raimondo di Sangro che, nella cappella del palazzo, conduceva esperimenti occulti e misteriosi.

Nella famosa Cappella di San Severo si sentirebbero infatti, molto spesso, dei passi lenti e cadenzati e, nelle notti di Natale e Pasqua, improvvisamente sembrerebbe apparire una luce tenue accompagnata da note d’organo e da un forte odore di incenso che si spanderebbe nell’aria inspiegabilmente.

I fantasmi di Capodimonte

Seppure inquietante per la sua natura inspiegabile, fa meno paura ciò che accadrebbe la notte all’interno della Reggia di Capodimonte che, secondo la leggenda, ospiterebbe ancora gli sfarzosi ricevimenti della regina Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV di Borbone.  

Secondo alcuni custodi del bosco che circonda il palazzo reale, di notte dalle finestre si scorgono sagome di fantasmi che ballano, bagliori e luci di candele accompagnati dal rumore di passi, risate e note di clavicembalo. Fenomeni che sparirebbero alle prime luci dell’alba.

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