Rasputin: il misterioso consigliere della corte dei Romanov

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La figura di Rasputin resterà sempre avvolta nel mistero, come misteriose sono alcune vicende che lo hanno visto protagonista. Chi era davvero?

Oggi nasceva Rasputin, il cattivo del film di animazione “Anastasia”. Nel cartone, Rasputin è l’antagonista principale della famiglia dei Romanov , che, da consigliere privato dello Zar, viene bandito dal regno con l’accusa di brama di potere.

Nella realtà invece, la figura di Rasputin è sempre stata ambigua e controversa: era buono o malvagio? era un santo guaritore o un imbroglione? un mistico o un demone? Una cosa sembra essere sicura: era circondato da un alone di mistero. Diversi sono infatti gli episodi enigmatici che lo hanno visto protagonista.

Si salvò dalla malattia ed ebbe una visione mariana

Rasputin, all’età di otto anni, cadde con suo fratello in un torrente gelato. La sua forza di volontà fu tale che da solo riuscì a salvare se stesso ed il fratello, ma entrambi contrassero una bruttissima polmonite. Il fratello morì dopo qualche settimana, mentre la malattia di Rasputin si protrasse per molto tempo. E sembra che durante uno dei tanti sogni deliranti, provocati dalla febbre, ebbe la visione della Vergine Maria che gli preannunciava la guarigione.

Rasputin, dopo quel sogno, guarì improvvisamente. Quell’evento lo convinse a dedicare la sua vita alla religione e si unì alla setta degli Starec, monaci russi erranti, che possedevano doti profetiche e vagavano di villaggio in villaggio per tutta la Russia.

Salvò la vita dell’erede al trono

A San Pietroburgo, la famiglia reale stava attraversando un momento di grande difficoltà. Il figlio dello zar Nicola, Aleksej, soffriva di emofilia, cioè il sangue non si coagulava facilmente e, per questo motivo, anche dei semplici tagli potevano provocargli delle emorragie fatali. Poiché Rasputin era ormai famoso per le sue doti magiche, venne chiamato a corte per la prima volta, dopo l’ennesimo pericolo di morte del giovane erede al trono.

Rasputin riuscì a fermare l’emorragia e a salvare la vita ad Aleksej, guadagnadosi così la stima e la fiducia della famiglia reale.

In realtà, molto probabilmente, la guarigione non avvenne per le sue doti magiche, ma per il suo suggerimento di eliminare l’aspirina. Quest’ultima era stata data fino ad allora al giovane zarevič per calmare i dolori, provocando però un effetto negativo sulla coagulazione del sangue.

Il suo corpo non assorbiva veleno

Rasputin godeva ormai di grande stima e fiducia da parte della famiglia reale. La sua influenza sulla monarchia diventò così forte da provocare l’invidia e l’opposizione di molti nobili, che progettarono di ucciderlo. Fu invitato così a casa di un aristocratico e gli vennero offerti dolci avvelenati e vino con cianuro, ma, nonostante avesse assunto diverse dosi di veleno, il mistico non moriva.

L’aristocratico decise così di sparargli, ma Rasputin, ricevuto un colpo di pistola al cuore, scappò via, e, per morire definitivamente, dovette ricevere numerose pugnalate ed essere gettato nel fiume. La cosa assurda è che l’autopsia rilevò che sul cadavere erano presenti tre fori di proiettile (uno alla testa, uno alla schiena e uno al petto, ma nessuna traccia di veleno nel corpo.

Nonostante sia trascorso un secolo, Rasputin vive ancora nei racconti di milioni di persone di tutto il mondo. Che si trattasse di un mostro o di un guaritore, resta comunque uno dei personaggi più misteriosi della storia: da povero illetterato a uno degli uomini più potenti della sua epoca.