Ray-Ban Stories: i primi occhiali intelligenti di Facebook

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Nati grazie alla partnership tra il produttore di occhiali EssilorLuxottica e Facebook, i Ray-Ban Sories sono disponibili in Italia dal 9 settembre ad un costo che parte da 329€

I Ray-Ban Stories hanno da poco fatto il loro debutto. I nuovi occhiali “smart” sono disponibili dal 9 settembre, oltre che negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, in Irlanda e nel Regno Unito, anche nel nostro paese ad un costo che parte da 329€, sia online che in negozi selezionati.

I nuovi Ray-Ban sono solo l’inizio dell’ambizione molto più grande di Facebook di essere un produttore di wearables sempre connessi. Il social americano ha sottolineato che gli occhiali non hanno alcuna funzionalità di realtà aumentata (AR), cioè la capacità di sovrapporre la propria visione del mondo fisico con immagini digitali.

Durante il video di lancio del prodotto, Mark Zuckerberg presenta gli occhiali come un trampolino di lancio per forme più concrete di AR indossabile, qualcosa a cui Facebook ha più volte accennato negli ultimi anni.

Con la sua acquisizione del 2014 della società di realtà virtuale (VR) Oculus, e numerose altre startup del settore, l’ala di sviluppo VR e AR di Facebook, Facebook Reality Labs, è cresciuta così tanto che ora impiega il 20% della forza lavoro di Facebook.

Facebook vede l’AR e la VR come una componente centrale del suo futuro, e prevede che questa tecnologia abbia un impatto simile alla rivoluzione del mobile computing dell’ultimo decennio o giù di lì.

Ray-Ban Stories: disponibili in tre nuovi modelli

Disponibili in tre nuovi modelli, Wayfarer, Round e Meteor, gli occhiali smart possono fare foto e video, rispondere alle telefonate e consentono di ascoltare musica. A rendere questo un dispositivo molto più riuscito rispetto ai suoi predecessori sono gli speaker “near-ear” incorporati nelle aste delle montature.

Premendo il pulsante sulla stanghetta destra si gira un video di 30 secondi, premendo a lungo si scatta una foto. Si può anche usare il comando vocale, “Hey Facebook, scatta un video” e fare lo stesso per le foto, ed una piccola luce LED luccica quando la fotocamera sta girando un filmato.

La qualità delle foto e dei video degli occhiali è piuttosto mediocre, le due fotocamere da 5 MP possono scattare foto da 2592×1944 pixel e video in formato quadrato da 1184×1184 pixel, inoltre la fotocamera regola automaticamente l’esposizione a seconda della luce naturale, per garantire il migliore scatto possibile.

La qualità sembra essere alla pari con quella delle fotocamere degli smartphone di circa 10 anni fa; quindi, è chiaro che c’è un ampio margine di miglioramento.

L’utilizzo degli occhiali richiede di collegarli a una nuova app di Facebook chiamata View, tramite la quale sarà possibile fare modifiche rapide alle foto e ai video prima di scaricarli nel rullino fotografico o condividerle su Facebook o Instagram.

La durata della batteria non è ottima, ma hanno anche il vantaggio di una custodia di ricarica il cui difetto è soltanto quello di essere un po’ ingombrante. Secondo Facebook, si dovrebbe essere in grado di utilizzare gli occhiali fino a sei ore e la custodia contiene l’energia necessaria per tre cicli di carica completi.

Detto questo, mentre abbiamo certamente fatto molta strada dal debutto dei Google Glass nel 2013, le fotocamere incorporate nelle montature degli occhiali sono ancora fastidiose quando si tratta di privacy in pubblico e questo dispositivo senza dubbio riaccenderà questa conversazione in modo importante.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.