René Lacoste: la storia di un tennista inventore

René Lacoste

Il 12 ottobre 1996 moriva l’imprenditore e tennista francese René Lacoste, fondatore e proprietario dell’omonimo marchio di moda celebre in tutto il mondo 

René Lacoste nacque a Parigi il 2 luglio del 1904. Grazie a un viaggio in Inghilterra, intrapreso col padre Pere , il giovane parigino si innamora del tennis.

Il suo non viene definito un “talento naturale”, all’epoca infatti era già un adolescente; ma già a 18 anni entrerà a far parte di una squadra francese in un torneo internazionale. Nel 1925 (due anni dopo) viene nominato miglior giocatore francese e nel 1927, insieme ad altri tre tennisti, vince la coppa Davis (rivinta  fino al 1932). 

Renè Lacoste oltre lo sport: il marchio

René Lacoste era desideroso di produrre un capo d’abbigliamento sportivo, bello, ma soprattutto funzionale, un misto tra una T-Shirt e una camicia. Nacque, dopo alcune sperimentazioni, la polo, il primo modello (Modello 1212), su cui lui e André Gillier fondarono la casa di abbigliamento (1927). Il coccodrillo di Lacoste, diventato famoso ovunque, è quello che René si era fatto cucire sulla maglia in seguito ad una scommessa fatta con il capitano della squadra francese, dove in caso di vittoria avrebbe dovuto ricevere da quest’ultimo, una borsa in pelle dell’animale. 

Il soprannome mi venne dato dai miei compagni di squadra. A Boston, dove ci trovavamo per affrontare l’Australia in una semifinale di Coppa Davis mi accadeva ogni giorno di passare di fronte ad un negozio chic, che esponeva una borsa in pelle di coccodrillo, adatta a contenere le mie racchette. La mia ammirazione per la borsa suscitò il divertimento generale, tanto che Pierre Gillou, il nostro capitano, mi promise che, se avessi vinto i miei due singolari, me l’avrebbe regalata. L’immagine del coccodrillo divenne un simbolo fortunato, tanto che lo feci ricamare sui blazer bianchi da tennis e, in seguito, sulle camicette.

René Lacoste

Il marchio rappresenta gli ideali sportivi del grande campione, colui che gioca per la squadra e non si arrende davanti a nulla, nemmeno come nel caso di René, dopo una sconfitta. Ad oggi il marchio ha fatto grandi passi avanti, e come moltissimi altri dedicati in primis allo sport, ha raggiunto anche ambienti della moda diametralmente opposti a quello in cui è di casa.

Da quasi un secolo Lacoste, mantiene viva la sua identità grazie soprattutto alla sua polo, di gran lunga l’articolo più venduto delle sue collezioni. Esalta a suo modo l’abbigliamento sportivo, donando dignità e funzionalità, con un fatturato di quasi 2 miliardi all’anno, si può dire che il marchio Lacoste abbia mantenuto un certo standard di vendite sul lungo periodo. A testimonianza di quanto René Lacoste, soprannominato appunto “Il Coccodrillo“, abbia influito sulla cultura dell’ abbigliamento prima sportivo, poi casual. Ha creato una brand identity, pulita e di spessore, basata su dei principi alti e soprattutto sulle sue grandi doti di atleta, e di persona.

René si trasferì a Saint-Jean-de-Luz verso la fine degli anni ’60, dedicandosi completamente alla sua azienda. Qui è scomparso  all’eta di 92 anni.

Il tennista inventore: curiosità su René Lacoste 

  • René si sposò nel 1930 con la golfista Simone de La Chaume. Catherine, una dei loro 4 figli, è l’unica donna ad aver vinto gli US Women’s Opens come dilettante.
  • Si dice che sia stato proprio René Lacoste ad inventare la macchina sputa-palle, utile durante gli allenamenti senza istruttore. 
  • Anche la racchetta d’acciaio fu disegnata dallo stesso René, un’innovazione a quei tempi (le racchette erano in legno). Grazie a Jimmy Connors questa ottenne un successo straordinario.

Non importa quanto ben fatta sia una racchetta di legno: non ce ne sono due uguali. C’è sempre una differenza di tocco o di bilanciamento. Con l’acciaio è possibile racchette che concordano nelle più piccole speicifiche.

René Lacoste

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.