18 Febbraio 1967: nasce Roberto Baggio, il Divin Codino

Giampiero Galeazzi

Roberto Baggio è un fuoriclasse, uno dei più amati numeri 10 della Storia del Calcio

Il 18 Febbraio 1967 nasce a Caldogno, Roberto Baggio, il divin codino . Uno dei calciatori più amati, tra i fuori classe della storia del calcio. Oggi, in occasione del suo compleanno raccontiamo alcune tappe della sua carriera.

Roberto Baggio: gli inizi

Roberto Baggio compie i primi passi da calciatore con la maglia del Vicenza, con un testa un solo nome, un solo altro calciatore da cui imparare, il suo idolo: Zico.

I primi infortuni e la firma del contratto con la Fiorentina

La carriera di Roberto Baggio è stata purtroppo piena di infortuni, ciò nonostante Baggio non ha mai perso quel genio che lo caratterizza e la voglia di tornare in campo il prima possibili. I primi due infortuni arrivano poco prima e poco dopo aver firmato il contratto con la Fiorentina (dal 1985 al 1990). Nella stagione 87-88, deciso il suo goal su punizione, nel pareggio contro il Napoli, che regalò la salvezza aritmetica ai viola. Con la maglia della Fiorentina Roberto Baggio gioca una coppa Uefa e si arriva secondo nella classifica marcatori, tra Diego Armando Maradona e Van Basten.

Gli anni bianconeri

Pur rimanendo molto legato alla Fiorentina, Baggio giocherà poi alla Juve per 5 anni, fino al 1995. In questi 5 anni totalizzerà  con 200 presenze e 115 reti, 78 delle quali nel solo campionato. Baggio, con la maglia della Juve vince scudetto, Coppa Italia e Coppa Uefa. Gioca secondo i moduli prima di Trapattoni poi di Lippi, componendo il tridente con Vialli e Del Piero, all’epoca giovane promessa; sfiora anche la vittoria del pallone d’oro. Lo vincerà il 28 Dicembre del 1993, nonostante anche in quelle annate abbia dovuto reagire a più infortuni.

Al Milan con Arrigo Sacchi

Qualche anno dopo Biaggio sceglierà il Milan di Arrigo Sacchi. Tra i due non corre buon sangue, perché Sacchi, dapprima allenatore della Nazionale, dopo i mondiali del 94, non lo aveva più convocato. Il Milan stagione dopo stagione arranca, fino a finire fuori dalle coppe europee. Prima che accada però Biaggio è in rossonero quando esordisce in Uefa Champions League.

Nel 1998: Biaggio passa al Bologna per ritrovare continuità, realizza qualche record personale ma già nell’agosto di quell’ anno passa all’Inter. La stagione interista non è delle migliori per lui, eppure contribuisce alla qualificazione dell’ Inter in Champions League.

Il Brescia e poi il ritiro

Dopo essere stato svincolato dall’ Inter Baggio, dalla stagione dell’ anno 2000 alla stagione 2003/2004 gioca al Brescia. Qui diventa capocannoniere ed evita che il Brescia retroceda, anzi fa si che si qualifichi alla coppa Coppa Intertoto UEFA per la seconda volta nella sua storia. Purtroppo però anche in quegli anni il susseguirsi di infortuni lo penalizzano al punto tale da non essere convocato in Nazionale, dall’ora Commissario Tecnico Giovanni Trapattoni.

Nella stagione 2003/2004, dopo aver totalizzato 205 goal in Serie A si ritira dal calcio giocato. E il Brescia ritira la sua maglia numero 10.

Baggio, la nazionale e quel rigore che non si scorda mai

Anche in Nazionale Baggio, nonostante per via degli infortuni, sia stato convocato poche volte, ha dato prova del suo valore, del suo genio, della sua tecnica sopraffina da trequartista, da mezzapunta, ma soprattutto forse da fantasista e assist man: pura poesia sul rettangolo verde. Però c’è una cosa che lui stesso ancora oggi fa fatica a perdonarsi: quel rigore sbagliato ai Mondiali del 94, negli USA, contro il Brasile.

Tuttavia lui stesso ha dichiarato:

«I rigori li sbagliano soltanto quelli che hanno il coraggio di tirarli.»

Roberto Baggio
Roberto Baggio
in foto Roberto Baggio

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