L’11 agosto 2014 moriva Robin Williams, l’attore della terapia del sorriso

Un uomo, prima ancora che un attore, dal sorriso malinconico: 7 anni fa ci lasciava Robin Williams. La moglie: “Per troppe persone è stato difficile capire perché Robin se ne andato”


Robin probabilmente sapeva che non avrebbe avuto senso, per uno come lui, subire la vita. Quel suo sorriso malinconico ce lo ricordiamo tutti, soprattutto attraverso i suoi personaggi. Era l’11 agosto del 2014 quando l’attore americano si tolse la vita a 63 anni, impiccandosi, dopo aver scoperto che avrebbe dovuto convivere con una malattia degenerativa.

Eppure, ancora oggi in molti non riescono a capire il motivo della sua scelta estrema. Proprio per questo, per volere della moglie di Robin, in un documentario dal titolo “Robin’s Wish” sono raccontati gli ultimi giorni di vita dell’attore, prima che decidesse di morire.

“Quando qualcuno si toglie la vita, c’è sempre qualcosa di più e questo film è quel qualcosa in più” – ha dichiarato la donna.

Quel mistero che forse è comune un po’ in tutti gli artisti che combattono un tormento, di cui è difficile parlare o a cui è difficile credere.

Alcuni dei film più significativi della carriera di Robin Williams


Robin Williams nasce come attore di teatro, forse è da lì che emerge la sua capacità di conferire, ad ogni ruolo, quella sfumatura drammatica, sinonimo di profondità.

Robin è stato lo psicologo Sean McGuire de il “Genio Ribelle”, nel 97′, film con cui ha vinto l’Oscar come miglior attore non protagonista, al fianco di Matt Damon e Ben Affleck. Famosa la scena del colloquio con Damon, durante la quale, si dice che Robin abbia improvvisato su un aneddoto riguardo la moglie.

Lui si è fatto amare, anche e soprattutto, dai più piccini, nel ruolo di Peter Pan adulto “Hook, Capitan Uncino”, di Steven Spielberg, film del 91′, tratto dal capolavoro Disney

Nel 98′ interpreta sia il medico della terapia del sorriso Patch Adams”, che Chris Nielsen nel fantasy drammatico “Al di là dei sogni“. Nel 2006, invece, è tra i protagonisti di una “Notte al Museo” con Ben Stiller. Quest’ultimo ha proposto di recente, di erigere una statua in onore del suo amico Robin, proprio al di fuori del Museo di Storia Naturale di New York visto che quella di Roosevelt, 32° presidente degli Stati Uniti, verrà rimossa perché ritenuta razzista.

Robin Williams nella sua carriera è stato anche doppiatore, tra i tanti progetti, ha prestato la sua voce per “Aladdin e il re dei ladri” 

La bellezza de l’Attimo fuggente

In molti però ricordano e conoscono Robin Williams come il professor John Keating, protagonista nel “l’Attimo Fuggente”, per la regia di Peter Weir. Un film dell’89’ che ancora oggi smuove le coscienze, specie quelle più giovani. Un film sul senso della vita, l’importanza di affrontarla e di guardarla sempre da un’altra prospettiva e di renderla straordinaria, osando. Agendo secondo la filosofia del “Carpe Diem”, del cogliere l’attimo. Lo sappiamo tutti che non è semplice eppure vi è racchiusa l’essenza della vita.

Dedicato a Robin, ecco cosa mi ha insegnato il professor Keating

Mi ci sono ritrovata a pensarci a quel film (L’attimo fuggente), fonte di profonda ispirazione. Con il senno di poi, avrei letto, le seguenti righe, proprio in classe durante una lezione del professor Keating. Il “mio”, il “nostro” capitano.

Sappiate custodire gli attimi, perché è in quelli che si riflette la bellezza della vita: fame di vittorie, occhi curiosi e cuori mai esausti di nutrirsi di passione.

Abbiate paura, ma solamente per sconfiggerla con fierezza. Abbiate coraggio, perché i sogni sono di chi osa.

Cogliete l’attimo in cui è più veloce il battito.

Cogliete l’attimo senza rincorrere il tempo ma rendetelo prezioso.

Cogliete l’attimo a braccia larghe e testa alta, con entusiasmo. Cogliete l’attimo scorgendone la malinconia; e la forza di un nuovo giorno.

Cogliete l’attimo, consapevoli e umili.

Grati alla vita e ai suoi colori. Tutti.

Cogliete l’attimo per compiere una follia d’amore che vi riempia la vita.

Cogliete l’attimo per avere cura della gentilezza, di chi e per chi splende, con eleganza e semplicità.

Roberta Salvati

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.