Rosemary, la Bridget Jones made in Naples

La pagina Facebook “Proprio come Bridget Jones” di Rosemary Eco è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni, arrivando a oltre 82mila seguaci. Un successo tutto napoletano

Oggi a tu per tu con Rosemary Eco, fondatrice della Pagina Facebook “Proprio come Bridget Jones”.

Rosemary, quando e come è nata l’idea per la tua pagina “Proprio come Bridget Jones”?

Quasi per scherzo… diverse volte mi avevano preso in giro dicendo che ero capace di far figuracce come Bridget Jones. Poi, in uno dei soliti rewatch del film, mi son trovata a ripetermi “ma sono proprio come lei!” Quasi in tutte le scene. Cioè mi comporto come lei, faccio figuracce, perdo tempo inutilmente in diete e mi sono innamorata dei soliti personaggi sbagliati.
Da qui è partito tutto, impostando la pagina non su Bridget, ma su tutte quelle che si sentono come Bridget. O come me: spontanee, sognatrici, ironiche e un po’ buffe.

E a quanto pare molte si sentono come Bridget: più di 80mila seguaci su Facebook e 25mila su Instagram! Ti aspettavi tutto questo successo?

No, decisamente no. Ed ammetto che, paradossalmente, non sempre ne ho un bellissimo effetto. Agli inizi eravamo un centinaio, poi duecento, cinquecento, mille. Ci si conosceva un po’ tutti. E mi piaceva l’atmosfera “familiare”. Ricordavo praticamente tutti quelli che mi scrivevano, conoscevano Ros, parlavano con me, interagivano con me. Era uno scambio divertente di battute e opinioni.

Più la pagina è cresciuta e più si è un po’ spersonalizzata. Non credo che tutte le persone che mi seguono sappiano veramente chi è Ros e che tipo è. È un po’ come se le sentissi che sono di passaggio… invece alcune son rimaste dall’inizio. Ovviamente sono felicissima del seguito e spero di strappar sorrisi a quante più persone possibili. Credo ce ne sia bisogno.

Scrivo per sorridere, per dissacrare, per ironizzare. A qualcuno piace ed io ne son felice. Ogni tanto poi ci scappa anche qualche post profondo…ed è proprio lì che si compie il miracolo quando mi dicono che riesco a esprimere ciò che sentono… mi emoziona questo.

Quali feedback hai ricevuto dal pubblico maschile? Si ritrovano anche loro in quello che scrivi?

Quasi nulli all’inizio, poi un pochino in più. Ma comunque in netta minoranza rispetto al seguito femminile. Ho avuto piacere di trovare degli uomini molto ironici che sorridevano dei post in cui parlavo dei loro comportamenti da casi umani patologici. Ma ammetto che molti uomini mi condividono o seguono principalmente i post più romantici e seri… cosa che mi fa tantissimo piacere! Ci sono tanti Bridget lì fuori…

Rosemary, come pensi siano cambiate le tue relazioni, anche grazie al tuo pubblico?

Decisamente in meglio. Sono emotivamente cresciuta assieme a chi mi segue. Ed è cambiato assieme a me anche il tono della mia pagina.
Da una sferzante ironia, a tratti acida, degli inizi son diventata più concreta e, ascoltando le storie di migliaia di persone che mi hanno scritto, ho avuto modo di capire i miei errori. Ho imparato a gestire le aspettative, sto imparando ancora.

Ho poi capito la differenza tra pretendere e desiderare. Ma principalmente ho capito che davvero uomini e donne hanno dei linguaggi diversi; nel momento in cui interiorizziamo il concetto che l’altro ci può amare come sa e non come vorremmo, si vive meglio un rapporto.

Qual è la differenza tra pretendere e desiderare?

Mah, credo il ritenere che tutto ci sia dovuto nei modi e tempi che noi ed esclusivamente noi stabiliamo. È un verbo molto egoista il pretendere in amore. Ne deriva anche un modo di comunicare con l’altro intriso quasi di arroganza.

Desiderare invece crea una comunicazione nel manifestare apertamente le proprie esigenze, senza imporle. Una relazione è un gioco a due, si balla in due, ci si impegna in due e ci si viene incontro a metà strada dove i desideri di entrambi vengono realizzati. O quantomeno ci si prova.

Pensi che la pandemia stia modificando e/o modificherà le dinamiche relazionali?

Un bel po’ e non solo quelle sentimentali. Anche le amicizie, i rapporti familiari, quelli di lavoro. Dipende, fondamentalmente, anche dal carattere di una persona. Immagino che una persona abituata a star sempre in giro, ad aver amici e rapporti in ogni angolo, patisca molto di più rispetto ad una persona più solitaria o pigra. Ma sicuramente ed inevitabilmente sta impattando su tutti.

Ci spinge sempre di più ad un contatto online, cosa che in realtà già si stava iniziando a preferire anche prima. Indipendentemente dalla pandemia, forse si dovrebbe tornare alle origini, a comprare una t-shirt nel negozio che amiamo, a prender un caffè al bar con l’amica ed a far una passeggiata in tranquillità. Spero che il fatto che ne siamo quasi privati possa farci svegliare un pochino.

In che modo sta influenzando te e la tua creatività? Tempo fa affermasti che volevi scrivere un libro, è ancora così? O ci sono altri progetti in cantiere?

Resta comunque il mio sogno nel cassetto, ma ho un lavoro che mi ruba parecchio tempo ed energie e finisco sempre con l’accantonarlo o rimandarlo. E poi…chi mi leggerebbe mai?!

Magari un giorno mi convincerò… ho buttato giù qualche capitolo.
Vedremo se riuscirò a crederci abbastanza.