Rotta di Enea: Città Metropolitana di Napoli nell’Itinerario Culturale riconosciuto dal Consiglio d’Europa

C’è anche l’Istituzione partenopea nella “Rotta di Enea” che ha raggiunto il prestigioso riconoscimento europeo

C’è anche la Città Metropolitana di Napoli nella “Rotta di Enea” che ha raggiunto il prestigioso riconoscimento di Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa. L’area metropolitana partenopea recita, infatti, un ruolo centrale all’interno di un percorso di scoperta di un patrimonio di testimonianze archeologiche, religiose, artistiche e naturalistiche.

In linea con i valori fondamentali promossi dal Consiglio d’Europa: democrazia, diritti umani, scambi interculturali.

Un ruolo, senza dubbio, importante come territorio e come Istituzione. Come territorio, in quanto in quest’area si svolgono alcuni momenti cruciali del viaggio che Enea compie partendo da Troia, in Turchia, fino in Italia, ai ‘lidi Lavini’. L’incontro con la Sibilla e la discesa agli inferi sono ambientati proprio qui, a Cuma, nel territorio flegreo. Napoli, invece, è indicata come la città elettiva di Virgilio. Inoltre, Procida, la più piccola delle isole del golfo, prenderebbe il suo nome dalla nutrice di Enea, che qui morì e da lui fu sepolta dalle parti di Vivara. Infine, Pithecusa (Ischia) e Cuma (Pozzuoli), le prime colonie, hanno costituito l’area di irradiazione della cultura greca in Italia e in Europa.

Il lavoro dell’Istituzione parte da lontano

Ma la Città Metropolitana c’è anche come Istituzione. L’Ente ha affiancato, infatti, l’Associazione “Rotta di Enea”, promotrice della candidatura, in tutto il suo percorso per l’ambito riconoscimento europeo. Supporto culminato con una delibera ufficiale di adesione firmata dal Sindaco Metropolitano, Luigi de Magistris, all’inizio dell’anno.

In particolare, con la Consigliera Delegata alla Cultura come Sviluppo, Elena Coccia, la Città Metropolitana ha promosso l’Itinerario in tutte le edizioni del Salone Mondiale dei Siti UNESCO. L’ha presentato agli stakeholders provenienti da tutto il mondo, oltre che in tutte le vetrine e workshop internazionali, corredandolo di supporti scientifici e culturali.

La soddisfazione del Sindaco, Luigi de Magistris, e della Consigliera Delegata alla Cultura, Elena Coccia

La notizia del riconoscimento della Rotta di Enea come Itinerario culturale del Consiglio d’Europa ci riempie di orgoglio. Premia il lungo e faticoso lavoro fatto in questi anni, spesso a fari spenti. Vogliamo fare i complimenti soprattutto all’Associazione promotrice, attraverso il suo presidente, Giovanni Cafiero, con cui abbiamo lavorato in questi anni gomito a gomito, all’interno del Gruppo Itinerari Culturali Metropolitani. Abbiamo ottenuto, proprio grazie alle sinergie che in seno ad esso si sono sviluppate, risultati preziosi, tra cui anche il contributo offerto a Procida Capitale italiana della Cultura 2022.

Elena Coccia, Consigliera Delegata alla Cultura.

Lo stesso Sindaco de Magistris ha espresso la sua soddisfazione in merito:

Il progetto che oggi è divenuto realtà si propone di promuovere la cultura del mare, i paesaggi e le testimonianze del passato; i luoghi della cultura e della memoria, nonché i valori universali dell’incontro tra i popoli; la convinzione che proprio tali diversità abbiano costruito la ricchezza culturale dei Paesi europei. Per questo abbiamo aderito convintamente. In questi anni lo abbiamo fortemente supportato, nella consapevolezza che l’area metropolitana di Napoli, e in questo caso l’area dei Campi Flegrei, è uno scrigno di bellezze straordinarie che noi dobbiamo contribuire a disvelare e a valorizzare; in quella che è la sua dimensione più congeniale, ovvero quella culturale e paesaggistica. L’auspicio – conclude il Sindaco – è che questo prezioso titolo segni il rilancio e la ripresa dell’intero territorio. Sono stati anni difficili, flagellati da una pandemia che ci auguriamo di metterci al più presto alle spalle”.

A cura di stampa@cittametropolitana.na.it

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.