Il ruolo della Sacra Famiglia nel Presepe

presepe con la Sacra Famiglia

L’elemento fondamentale di ogni Presepe è la Sacra Famiglia composta dalla Madonna, San Giuseppe e il bambino Gesù

La parola Presepe deriva dal latino praesaepe ovvero mangiatoia ma indica anche un recinto chiuso allo scopo di custodire animali quali capre e pecore. Dobbiamo questa rappresentazione della nascita del Salvatore a San Francesco d’Assisi, il quale realizzò la prima rappresentazione “scenica” della Natività a Greccio (RI) nel 1223. Così descrive la scena il primo cronista del Santo, Tommaso da Celano

Si dispone la greppia, si porta il fieno, sono menati il bue e l’asino. Si onora ivi la semplicità, si esalta la povertà, si loda l’umiltà e Greccio si trasforma quasi in una nuova Betlemme”. 

Sarà poi a Napoli, durante il lungo Regno di Carlo di Borbone (1734-1759), che si svilupperanno tutti i personaggi che andranno a costituire il Presepe classico. In questo articolo, però, ci occuperemo esclusivamente della Sacra Famiglia, della grotta e del bue e l’asinello, elementi che rappresentano l’essenza stessa della Natività.

La mangiatoia

I Vangeli canonici pongono la nascita di Cristo in una mangiatoia, un ricovero per animali (Matteo 1, 22-23). Nella Palestina dell’epoca, le grotte erano infatti utilizzate spesso come stalle o mangiatoie.

Rappresenta anche un luogo sicuro, quasi a prefigurare il ventre materno, in contrapposizione all’osteria, simbolo per eccellenza di un mondo disattento alla venuta del Cristo, attenta solo al guadagno ed alla soddisfazione delle esigenze materiali.

La Sacra Famiglia: la Madonna, San Giuseppe e il Bambino Gesù

I personaggi chiave, accanto al Salvatore, sono senz’altro San Giuseppe e la Madonna, la Sacra Famiglia simbolo di unità, amore e devozione al Signore. Ognuno, come vedremo, ha delle proprie caratteristiche.

Maria, ad esempio, indossa un manto azzurro perché con questo colore si vuole rappresentare il cielo e la speranza per i fedeli di essere degni di accedere al Paradiso

San Giuseppe, invece, possiede un manto veste abiti dai toni dimessi per segnalare l’umiltà che contraddistingue l’uomo prescelto per fare da padre a Gesù. Il suo bastone, poi, rappresenta la volontà di Dio di unire la Sacra Famiglia: infatti, secondo la Tradizione, il Signore avrebbe deciso chi sarebbe stato il futuro marito della Madonna facendo germogliare il bastone del prescelto. Fu così che la verga di Giuseppe germogliò, fiorendo miracolosamente. Attualmente, questa preziosa reliquia è custodita a Napoli, presso la chiesa di San Giuseppe dei Nudi.

Generalmente, Gesù viene posizionato nel Presepe alla mezzanotte del 25 dicembre, giorno di nascita del Salvatore: una data proposta per la prima volta da Ippolito di Roma nel 204 circa. Cristo rappresenta l’elemento centrale della Natività, attorno al quale tutti gli altri sono posizionati. 

Il bue e l’asinello

La tradizione del bue e dell’asinello è presente, per la prima volta, nel Protovangelo di Giacomo e nel testo apocrifo conosciuto come Vangelo dell’Infanzia dello Pseudo-Matteo, nel quale si narra che:

Il terzo giorno della nascita del nostro Signore Gesù Cristo, la vergine benedetta uscì dalla grotta, entrò nella stalla e depose il suo ragazzo, che il bue e l’asino adoravano, in una mangiatoia. Anche gli animali, bue e asino, tra i quali giaceva, lo adorarono incessantemente“. 

il bue e l'asinello
il bue e l’asinello

Il bue rappresenta il popolo ebraico, tenace nella sua Fede nel Signore, mentre l’asino incarna i nuovi popoli chiamati a partecipare del Patto con Dio. Secondo altre versioni, invece, quest’ultimo avrebbe accompagnato Giuseppe e Maria nel loro viaggio verso Betlemme, mentre il bue, con il suo muggito, avrebbe indicato la grotta dove far partorire la Madonna. Entrambi sono stati fondamentali per la Sacra Famiglia.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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