San Casciano: ritrovate 24 statue bronzee

San Casciano ritrovate statue di bronzo

24 bronzi riemergono dal fango in un santuario etrusco-romano a  San Casciano dei Bagni. Una scoperta che rivoluziona le nostre conoscenze sull’Antichità

Il ritrovamento di 24 statue etrusche, in bronzo, perfettamente conservate ha fatto il giro del mondo. L’eccezionale scoperta è avvenuta a San Casciano dei Bagni, nei pressi del comune di Chiusi (Provincia di Siena), una città di origine etrusca. 

Le ricerche, che consentiranno di riscrivere una parte della storia etrusca e romana che conosciamo, sono state condotte dall’archeologo Jacopo Tabolli, Professore, Ricercatore (RTDB) in Etruscologia e Antichità Italiche presso dell’Università per Stranieri di Siena

Un luogo per curare lo spirito e il corpo

Gli scavi, portati avanti da diverso tempo, sono stati concentrati in particolare su un santuario, prima etrusco e poi romano, attivo dal III secolo a.C. al V secolo d.C. 

Un luogo dal grande fascino, che aveva anche funzioni termali grazie alla presenza di fonti naturali d’acqua dolce. 

Bisogna sempre tenere a mente che le terme, nell’Antica Roma, erano molto amate. A San Casciano sono state rinvenute un ampio porticato, piscine degradanti, fontane e marmi ricchissimi. Il santuario era stato concepito come un posto dove rilassarsi e avere cura sia del corpo sia dello spirito. I ritrovamenti archeologici, inoltre, fanno ritenere che nei pressi di Chiusi venissero fornite diverse tipi di cure mediche

Gli ex voto rinvenuti a San Casciano

Il santuario non dista molto da Roma, solo 170 km. Grazie a questa prossimità con l’Urbe, nel corso del tempo tanti ospiti illustri visitarono questi luoghi, lasciando anche degli ex voto, tra le quali le 24 statue bronzee recentemente ritrovate. 

Il periodo di decadenze per questi splendidi luoghi iniziò con l’avvento del cristianesimo: il luogo venne chiuso, in quanto centro di culti pagani, ma non fu distrutto. 

Perfetta conservazione grazie all’acqua

Questa storica scoperta è dovuta alla presenza dell’acqua che ha permesso la conservazione di questi preziosi reperti, realizzati da artisti locali tra il II secolo a.C. e il I d.C

Il perfetto stato di conservazione dell’area catapulta i ricercatori in un’epoca ormai così lontana ma anche così vicina a noi per tanti aspetti. Tra le statue ex voto ben 5 sono alte più di 1 metro e diverse sono corredate da iscrizioni in latino ed etrusco.

I ricercatori devono ancora identificare tutti i soggetti delle opere, alcune sono state però già identificate: un giovane efebo, Apollo e Igea, dea greca dell’igiene e della salute (in latino, Salus). 

Il ritrovamento ha fatto così tanto scalpore in tutto il mondo anche perché le statue sono state rinvenute nel loro contesto. Proprio per questo motivo, gli archeologi e gli storici potranno ottenere nuove informazioni, in particolare sulla cultura etrusca

La lingua etrusca

L’utilizzo della lingua etrusca negli ex voto attesta una presenza in un periodo nel quale si pensava che questa lingua fosse stata completamente soppiantata dal latino. Infatti, si pensava che a partire dal I secolo a.C. il latino avesse sostituito gradualmente ma inesorabilmente la lingua etrusca, lasciando in eredità solo alcuni prestiti linguistici nel latino.

Nel santuario, poi, è stata riscontrata che la medicina etrusca era non solo accettata ma ampiamente utilizzata, anche grazie al ritrovamento di alcuni strumenti chirurgici e il disegno di un apparato digerente umano.

Le parole di Massimo Osanna

Massimo Osanna, Direttore generale dei Musei del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, allo scopo di conservare e diffondere questi importanti reperti ha autorizzato l’acquisto di una villa del 500 a San Casciano per realizzare un museo ad hoc. Si vorrebbe anche realizzare un Parco Archeologico nella zona dei ritrovamenti.  

A San Casciano ci attendono ancora tante altre importanti scoperte archeologiche.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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