Reliquia del Sangue di Cristo restituita nel luglio 2022 per paura di una maledizione

Sangue di Cristo

Rubata da un monastero francese, la Reliquia del Sangue di Cristo è stata consegnata ad un detective per paura di una possibile maledizione

Nella notte dal 1° al 2 giugno 2022, nell’Abbazia della Trinità di Fécamp (Normandia), ladri sono riusciti a rubare parte del tesoro custodito in un mobile della sacrestia, tra i quali la preziosissima Reliquia del Sangue di Cristo.   

I ladri non sono stati scoperti ma la persona che era in possesso dell’oggetto sacro ha deciso, tramite un intermediario, di restituire la reliquia per paura di una possibile maledizione

Entra in scena Arthur Brand

Il reliquiario non è stato riconsegnato all’Abbazia ma ad un detective olandese dell’arte, Arthur Brand. Quest’ultimo ha informato l’agenzia di stampa francese Agence France Presse (AFP) che molto probabilmente gli autori del furto devono essersi resi conto che è molto difficile piazzare sul mercato un oggetto del genere. La possibilità di essere scoperti era molto alta, per questo hanno deciso di fare “marcia indietro” restituendo l’opera. 

La Reliquia del Sangue di Cristo

Questa reliquia, scoperta in Francia il 19 luglio 1170, è una scatola di rame alta una trentina di centimetri contenente due vitelli di piombo che conterrebbero Sangue di Gesù, raccolto dal suo seguace Nicodemo dopo la deposizione di Cristo dalla Croce

Secondo una tradizione cattolica, questa reliquia di inestimabile valore sarebbe stata affidata al mare dal figlio di Giuseppe d’Arimatea, Isacco. Dopo la scoperta miracolosa della reliquia sulle spiagge del Pays de Caux, l’abbazia è stata realizzata per custodire questo tesoro intorno al VII secolo. Nel 665 è stata realizzata la prima abbazia, sotto la badessa Hildemarque du Bordelais

Il sacro oggetto è adornato riccamente con pietre preziose e oro. Il reliquiario, inoltre, presenta rappresentazioni della Crocifissione.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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