Saturi di lunedì: Biden, i portuali e i 5 protagonisti da ricordare della settimana n°43 dell’anno

saturi di lunedì

Nuova settimana, nuovo lunedì, stessa saturazione: sempre Saturi di lunedì, e non per colpa nostra. Vediamo chi sono i responsabili

Saturi di lunedì, e non potrebbe essere altrimenti. Come possiamo iniziare la settimana senza pensare: “Mah, quasi quasi mi risveglio dopodomani!”? Poi penseresti che sarebbe comunque mercoledì, il giorno del risveglio – e dici: “Mah, vabbè… andiamo a preparare il caffè!”

Mentre prendi il caffè, apri l’app del Fantacalcio, hai perso per mezzo punto, senti la musichetta del TG5 che straparla di COVID e G20, ti ricordi che devi fare il cambio gomme, la revisione, pagare il bollo auto… E che palle! Quindi, meglio leggere la classifica dei migliori (peggiori) protagonisti della settimana appena trascorsa.

G20 a Roma, il futuro in una Cadillac

Il Gruppo dei 20 (o G20) è quel ritrovo di amichetti che, nel tempo libero, sono leader di stati, ministri delle finanze e governatori delle banche centrali. E ‘sti tizi quest’anno si sono riuniti a Roma per parlare di cose come la sostenibilità ambientale, il clima, lo sviluppo energetico… ‘nsomma, ne sanno una cifra ‘sti tizi.

Uno dei tizi è Joe Biden. Il sorridente Joe Biden. Il canuto Joe Biden. Mr President Joe. Ha deciso di dare prova della credibilità del suo intento di salvaguardare l’ambiente: attraversa Roma a bordo di una Cadillac One che pesa tra le 7 e 9 tonnellate, 8000 (ottomila!) di cilindrata, consumo medio stimato 1,7 litri al km, scortato da altre 84 (avrebbe potuto fare 88, però) vetture per parlare di transizione ecologica, ecosostenibilità, sviluppo energetico.

Immagine presa – e auto spiegata – da Auto Motori News

I portuali di Trieste propongono una nuova teoria

Trieste si conferma una delle città peggio messe con la questione dei contagi. Da settimane tiene banco la rivoluzione dei portuali di Trieste a cui non piace il Green Pass. Non lavorano più, stanno per strada a protestare, intralciano il traffico e altre cose del genere.

Ho chiesto loro: “Ma se potete anche non lavorare, perché mai avete aspettato l’introduzione del Green Pass per starvene con le proverbiali palle a mollo?
La risposta di uno: “Ma perché tu credi davvero che Plutone sia un corpo celeste nano, e non un pianeta?!

E hanno tirato fuori manifesti del tipo: “NO ALLA DITTATURA DEI CORPI CELESTI NANI!“. Pronta la risposta dell’Associazione italiana corpi celesti nani: “Ma chi so’ questi?”

Gli italiani credono in cose

Secondo l’Eurobarometro, in Italia 3 persone su 10 sono convinte che gli esseri umani siano vissuti insieme ai dinosauri. Dunque, credono nei Flintstones. Yabba Dabba Doo! E si inizia la settimana. Se ci pensate ha molto senso: Fred Flintstones, il protagonista della serie animata, porta l’auto con i piedi – a biasimarlo, avete visto quanto costa la benzina?

Max Allegri da Corto muso a Muso lungo

La Juventus perde contro l’Hellas Verona, dopo aver perso con il Sassuolo, nonostante Max Allegri abbia usato la sua strategia vincente: togliersi il cappotto e lanciarlo con foga per terra. Una strategia che, stranamente, non ha funzionato. Probabilmente il tecnico del Verona, Tudor, si era preparato prima vestendosi con un Napapijiri: e come te lo togli a quella velocità?

Immagine presa da Tribuna.com

La Caporetto del DDL Zan

Il DDL Zan viene affossato dal Senato e con esso l’unico progetto politico proveniente da centrosinistra nell’ultimo decennio. C’è chi grida “Restiamo nel Medioevo!“; e chi, mentre esulta, dice: “Abbiamo sconfitto il male!“. Poi dite che il calcio è sottovalutato.

Nel frattempo mi segnalano un Alessandro Zan che non l’ha presa benissimo. Si narra che, non appena la tagliola è stata votata dalla maggioranza del Senato, il deputato sia scomparso. Probabilmente dissolto in una linea temporale in cui il DDL Zan è più simile al gatto di Schrödinger: è al contempo vivo e morto.

Perchè Zan aveva ragione d’essere solo con il suo decreto: ora esiste e non esiste allo stesso tempo.
Dove Diavolo L‘è Zan?

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.