Lo scarpariello, piatto povero che continua a conquistare tutti i palati

Lo scarpariello sembrerebbe una pasta al pomodoro come tante altre ma chi la prova non potrà mai più dimenticarne il gusto, unico e particolarissimo

La ricetta dello scarpariello è molto antica e si prepara in pochissimo tempo, diventando così il piatto che salva la vita quando arrivano ospiti inaspettati che condivideranno la tavola con noi.

Come nasce lo scarpariello?

Secondo la leggenda sarebbe nata ai Quartieri Spagnoli durante la prima metà dell’Ottocento, nelle strette stradine che un tempo brulicavano di botteghe di calzolai e venditori di scarpe, chiamati anticamente “scarpari”.

Siccome il giorno di riposo di questa categoria era il lunedì, il piatto è entrato di diritto tra quelli che tradizionalmente si preparano il primo giorno della settimana.

Alcuni però sostengono che, data l’origine povera della pietanza, la stessa fosse preparata il lunedì per recuperare gli avanzi del sugo di ragù della domenica, arricchito con molto formaggio, in quanto i calzolai venivano spesso pagati con i prodotti della terra e pertanto disponevano di molti latticini.

Lo scarpariello è anche un piatto tipico della cucina ischitana e sull’isola “verde” è spesso presente nel menù dei ristoranti e delle trattorie.

Gli ingredienti fondamentali, cosa ha di speciale questo piatto?

Per prepararlo, secondo la ricetta più diffusa, occorrono pomodori, aglio, olio, formaggio e basilico.

Questi ingredienti fanno pensare ad un sugo semplice ma ci sono delle particolarità che lo rendono riconoscibilissimo all’assaggio.

La prima cosa che distingue questo piatto dagli altri primi di sugo è il formato di pasta, che deve essere assolutamente scelto tra mezzanelli e paccheri, anche se gli amanti degli spaghetti li utilizzano senza badare ai dictat imposti dalla ricetta.

Altro ingrediente fondamentale è il pomodoro, a Ischia si utilizza il corbarino mentre generalmente viene scelto il piennolo del Vesuvio o, in alternativa, i pachino, i datterini o i ciliegini, freschi o pelati.

Per la riuscita del piatto vi è poi il formaggio, parmigiano e pecorino, che va aggiunto in quantità abbondante durante la mantecatura della pasta. La dose di formaggio utilizzata dovrà essere generosa, legando così ancora di più il sugo molto denso con la pasta.

Una manciata di basilico fresco donerà poi colore e sapore al piatto.

La variante culinaria, la pizza allo scarpariello

Una ricetta molto antica, che oggi viene proposta in diverse versioni ed è presente nei menu delle trattorie locali così come in quelli degli chef più rinomati, con una particolare attenzione all’esaltazione del valore e del pregio dei prodotti locali che sono alla base dell’impareggiabile sapore.

Anche le pizzerie propongono la pizza allo scarpariello e l’impasto morbido e profumato della base non sfigura come sostituto della pasta con questo sugo così buono e versatile.

Vi è venuta voglia di provarlo? Preparare lo scarpariello è molto semplice

Iniziate soffriggendo l’aglio con un po’ di olio d’oliva in padella. Quando l’aglio sarà dorato, aggiungete il pomodoro, qualche foglia di basilico, un pizzico di sale e lasciate cuocere a fuoco lento per circa 15 minuti. Intanto cuocete la pasta al dente, e aggiungetela al sugo in padella, facendola saltare insieme al parmigiano e al pecorino in abbondanza.

Se in casa avete cacioricotta o provolone del monaco potete apportare questa variante al piatto che risulterà comunque squisito senza tradire troppo la ricetta originale.

Continuate a girare la pasta fino a che il sugo non si sarà amalgamato perfettamente con la pasta e, prima di servire, aggiungete le foglie di basilico fresco in grande quantità. Oltre a colorare il piatto il basilico lo renderà ancora più profumato e vivace nel contrasto con il sugo denso dei pomodorini.

Dopo aver gustato la pasta certamente non rinuncerete ad una goduriosa scarpetta fatta possibilmente con un bel pezzo di pane “cafone”. In quale piatto del resto la scarpetta si adatta di più se non in quello degli scarpari?

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