Scudetto: e alla fine arriva il Milan, 5 profili da delineare nella Serie A 2021/22

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Il Milan aggiunge il 19esimo Scudetto alla sua ricca bacheca coronando il cammino di una stagione, senza picchi, ma fatta di tanta costanza

Scudetto meritato dai ragazzi di Pioli che riescono ad archiviare la pratica nei primi 45′, con un secco 0-3 al Sassuolo. Di contro l’Inter di Inzaghi vince nel secondo tempo contro un’onorevole Sampdoria e raggiunge 84 punti e la quota rammarico.

La Salernitana dà forma all’impossibile e, nonostante un fragoroso 0-4 contro l’Udinese, riesce a salvarsi – complice il pareggio del Cagliari impantanato nelle acque torbide di Venezia. L’accesso all’Europa elitaria è stato deciso anzitempo, con Napoli e Juve che seguono le milanesi; mentre l’Europa proletaria se la dividono quelle che una volta facevano parte dello Stato Pontificio: Roma, Lazio e Fiorentina.

Ma la Serie A 2021/22 ci ha consegnato un campionato interessante, combattuto, equilibrato. Non mancano gli episodi controversi, certo… ma chissenefrega! Questa annata sportiva è stata caratterizzata da tanti personaggi. Ma prendiamone cinque e rendiamogli il giusto decoro.

Rafael Leão

Ad inizio anno calcistico, nel tentativo di circoscrivere la sua inafferrabilità, designai un triangolo i cui vertici sono punti d’incontro di tre calciatori, molto diversi tra loro, con un delta agonistico più o meno ampio.

Le tre punte sono occupate da Henry, Aubameyang e Niang. Idealmente Rafa si collocava in mezzo, equidistante, in grado di esser tutto: fuoriclasse, ottimo calciatore o mesta meteora. Nove mesi dopo l’inafferrabilità concettuale, è diventata fisica: nel senso che proprio non ce la fanno i difensori a prenderlo. MVP della Serie A giusto, senza degno contraddittorio. Semplicemente sontuoso.

Simone Inzaghi

Ode ai vincitori, onore ai vinti. Il primo anno in una big, peraltro amputata dal mercato della scorsa estate, non è mai semplice. Nonostante ciò, l’Inter ha dimostrato di essere la migliore squadra del campionato, ma non lo è stata abbastanza da vincerlo.

Sembra una contraddizione, ma tant’è. Il livello di gioco dimostrato, quantificabile con i numeri e le statistiche, suggerisce la qualità altissima del gioco di Inzaghi. E questi sono suoi innegabili meriti. Dove ha perso il confronto con il Milan è senza dubbio nella costanza e nella tenuta mentale, che non sono affatto dettagli. Resta una stagione positiva per il piacentino, con la speranza, tutta nerazzurra, che possa imparare dai suoi errori

Davide Nicola

Mission: Impossible 2, Davide Nicola andrebbe davvero inserito nel franchise con Tom Cruise. Dopo l’impresa a Crotone, riesce a ripetersi e superarsi. La Salernitana a gennaio rischiava il fallimento e l’esclusione anticipata dalla Serie A, e la situazione in classifica era anche peggiore di quella societaria.

Grazie ad un mercato oculato con le solite intuizioni di Sabatini (Ederson e Bohinen su tutti) ha strappato con le unghie e con i denti una salvezza insperata, spedendo il Cagliari in Serie B.

Massimiliano Allegri

Il ritorno in pompa magna del Vate del “hortomuso” faceva pensare ad una stagione diversa della Juventus. Si qualifica con largo anticipo alla prossima edizione della Champions League facendo 70 punti, ed è ovviamente un obiettivo raggiunto.

Ma saluta la Champions agli ottavi, non compete mai per lo Scudetto, perde due finali. Nonostante due sessioni di mercato esose e roboanti. Ma forse la vera frustrazione juventina è dovuta all’aridità di gioco mostrata: la Juve di Vlahovic, Dybala e Morata è l’11° attacco della Serie A dietro Verona, Sassuolo e Udinese. Si poteva far meglio.

DAZN

Già. La prima Serie A interamente in streaming. Com’è andata? Non bene, non un disastro, ma sicuramente c’è da lavorare. La rotellina del buffering ad inizio anno è girata insieme a delle parti non nominabili dell’apparato umano. Nel corso della stagione la qualità si è alzata. Ma resta un esperimento su cui c’è molto da lavorare.

Ambasciator