Seitu ci insegna l’amore – Recensione del nuovo fumetto di Gio Quasirosso

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Seitu è il fumetto di Gio Quasirosso edito da Feltrinelli Comics e pubblicato il 30 settembre 2021. Lo stile inconfondibile si mescola ad una storia commovente, creando un nuovo capolavoro della fumettistica italiana

Lo scorso 30 settembre è stato pubblicato dalla Feltrinelli Comics il nuovo fumetto di Gio Quasirosso, intitolato Seitu. Uno stile di disegno magistrale ed inconfondibile accompagna una storia narrata in maniera scorrevole affrontando l’amore sotto un’ottica decisamente attuale. Se state cercando la solita love story da narrativa rosa, allora Seitu non è il fumetto che fa per voi. Se invece cercate qualcosa di profondo e non il solito amore convenzionale, il fumetto di Quasirosso è quello che state cercando.

Chi è Gio Quasirosso?

Quasirosso, pseudonimo di Giovanni Esposito, è un illustratore e fumettista. Nato a Napoli e laureatosi all’Accademia di Belle Arti, Quasirosso ha iniziato la sua carriera grazie a delle riviste underground. Nel 2017 ha creato la sua pagina Facebook omonima e da allora pubblica sui suoi social (che contano più di 100mila followers) le sue illustrazioni. Sarebbe una mancanza non citare il suo rapporto di amicizia col fumettista Wallie, col quale condivide le origini campane e la passione verso l’arte.

La trama di Seitu

La trama del nuovo fumetto di Quasirosso può apparire, ad uno sguardo poco attento, una trama semplice e già vista. Tuttavia, la trama di Seitu è quanto di più lontano ci sia dal semplice. L’intero fumetto ruota attorno a Marco, un grafico trentenne che continua a vedere l’immagine del suo primo amore giovanile, Ilaria, ancora ventenne nella sua memoria. La situazione si complica allo spuntare della vera Ilaria che, in un certo senso, farà aprire gli occhi a Marco, perennemente confinato nel suo mondo.

Seitu: un’analisi amatoriale

Premetto col dire che non sono un esperto d’arte. Non so disegnare e non ho mai studiato arte al di fuori del liceo. Ma amo i fumetti e Seitu mi ha dato quel brivido che non sentivo da tanto. Lo stile di Quasirosso, con le sue linee dal tratto a volte impreciso e sporco ed una colorazione che rende tutto più simile ad un dipinto, riesce anche nelle parti mute a colpire nel segno. Seitu sarebbe in grado di narrare una storia anche senza balloon, anche senza parole, che siano onomatopee o meno. Nonostante ciò, i dialoghi (o monologhi che siano) non risultano affatto superflui, ma anzi, proiettano ancor più il lettore nella mente del protagonista.

Sceneggiatura e regia

La sceneggiatura è scritta in maniera non lineare (i più precisi direbbero che fabula ed intreccio non coincidono), ma i flashback, le visioni ed i racconti del protagonista contribuiscono a rendere tutto più reale. Più che un racconto, si potrebbe dire che Seitu è un viaggio all’interno della mente di Marco. La regia (passatemi il termine) stessa è proiettata verso una falsa introspezione. I colori, i primi piani e le scene si mescolano in maniera intricata, ma perfetta. Quasi a voler ricordare quelle stesse montagne russe di cui il protagonista ha paura.

Amore non convenzionale: un quadro odierno

L’amore non convenzionale di cui vi ho parlato all’inizio non riguarda qualcosa di proibito o di ancora non pienamente inserito nella società. Si parla di qualcosa che non è propria del romanticismo che tutti immaginiamo, ma rispecchia completamente la società che ci circonda. L’amore di Marco è un amore ossessivo per un fantasma del suo passato. L’amore di Marco è un ricordo che non vuole essere dimenticato e che si tenta di scacciare attraverso delle flebili interazioni umane che non riescono a trovare lo spazio necessario per esistere.

Il disagio generazionale

Quello di Seitu è quindi un disagio generazionale causato dalla difficoltà di interagire con le persone e col ricordo che si ha di loro. È come se la memoria diventasse nostalgia ancor prima d’essere ricordo. Ciò riflette il comportamento della gioventù odierna che, attraverso foto, messaggi ed altri mezzi, conservano forse più ricordi di una generazione passata. O magari è un disagio intrinseco all’umanità che tende ad associare significati e ricordi a simboli ed oggetti, rendendo più difficile il distacco dal passato o dal ricordo che si ha di esso. Ed è forse questo che Quasirosso con Seitu vuole dirci: abbandonare il passato per vivere il presente o convivere col passato sapendo che tutto muta.

Un piccolo capolavoro

Per quanto possa valere il mio modesto parere, quello di Quasirosso è un piccolo capolavoro (piccolo solo perché all’inizio di una, si spera, lunga carriera) in grado di emozionare anche i più cinici ed in grado di far riflettere sull’amore e sulla memoria, magari anche involontariamente. E chiedo scusa a Giovanni (permettimi di chiamarti per nome) per ogni eventuale idiozia io abbia scritto, ma è tutto ciò che sono riuscito a trarre fuori da questo fumetto. Seitu è un fumetto che consiglio a tutti quelli che hanno bisogno di una scossa e di una piccolo brivido emotivo.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.