Sergio Bruni, la voce di Napoli

Oggi avrebbe compiuto 99 anni. La nascita di Carmela e l’incontro con Salvatore Palomba

Nel giorno in cui il Maestro avrebbe compito 99 anni. Vogliamo ricordare Sergio Bruni attraverso la delineazione di un momento precipuo della sua carriera e della stessa Canzone Napoletana, tout court. Il dibattito sulla continuazione della canzone napoletana d’arte è ancora oggi al  centro delle controversie musicali e culturali che riguardano la nostra città.

Da più parti, la presunta idea che essa non abbia alcun richiamo discografico spesso si traduce nella qualunquistica concezione di un presunto anacronismo. Premesso che l’Arte è lontana dall’essere assoggettata alle “mode” di qualsiasi epoca; una scarsa conoscenza del fenomeno in questione ha sempre indotto a considerare la nostra canzone come qualcosa di secondo piano, di localistico. Indipendente rispetto alla musica “colta”.

La musica napoletana negli anni Settanta

Una simile posizione culturale, ha portato una parte della intellighenzia partenopea a considerare la canzone napoletana morta e sepolta già a partire dagli anni settanta; nonostante la nascita della Nuova Compagnia di canto popolare o dei Napoli centrale, l’esordio di Pino Daniele, che davano nuova linfa al patrimonio musicale esistente.

Proprio negli anni Settanta, la nostra canzone comincia ad inquinarsi con l’estremismo del genere di mala. Gli antesignani dell’odierno neomelodismo iniziano la loro ascesa, invadendo il mercato musicale e, successivamente, quello cinematografico.

Nonostante tutto, c’è un artista che, abbandonata definitivamente l’esperienza festivaliera, incentra lo sviluppo della sua carriera sul discorso di salvaguardia e continuazione della nostra canzone, attraverso un fil rouge che parte dalle villanelle cinquecentesche e arrivava all’epoca contemporanea: Sergio Bruni.

L’incontro con il poeta Salvatore Palomba

È il 1976 e sulle pagine di un noto quotidiano locale, un giornalista scrive che la canzone napoletana è morta e che ormai bisogna «buttare tutto a mare».

La «Voce di Napoli» – secondo una celebre poesia che Eduardo dedica proprio a Bruni – è invitato a rispondere, ma preferisce replicare allo sproloquio in musica; legge un libro di poesie contemporanee scritte da Salvatore PalombaParole overe e da grande “musicista non trascrittore” comincia a musicarne alcune.

Nasce così lo storico album Levate ’a maschera Pulicenella, che include Masaniello, Notte napulitana, Napule nun t’ ’o scurdà e su tutte Carmela, che racconta di una città che è «rosa, preta e stella e che chiagne sulo si nisciuno vede e strilla sulo si nisciuno sente».

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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