Shantaram di Gregory David Roberts diventa serie tv

Serie Shantaram di Gregory David Roberts

Shantaram di Gregory David Roberts diventa una serie tv per Apple e debutta in piattaforma questo 14 ottobre

Il capolavoro letterario di Gregory David Roberts, entrato di diritto tra i classici contemporanei, diventa una serie tv con protagonista Charlie Hunnam. Dopo varie controversie, attese e smentite, Apple TV+ ha svelato il trailer della nuova serie drammatica con Hunnam (“Sons of Anarchy”) che debutterà in piattaforma il 14 ottobre 2022.

Ho impiegato molto tempo e ho girato quasi tutto il mondo per imparare quello che so dell’amore, del destino e delle scelte che si fanno nella vita. Per capire l’essenziale, però, mi è bastato un istante, mentre mi torturavano legato a un muro. Fra le urla silenziose che mi squarciavano la mente riuscii a comprendere che nonostante i ceppi e la devastazione del mio corpo ero ancora libero: libero di odiare gli uomini che mi stavano torturando oppure di perdonarli. Non sembra granché, me ne rendo conto. Ma quando non hai altro, stretto da una catena che ti morde la carne, una libertà del genere rappresenta un universo sconfinato di possibilità. E la scelta che fai, odio o perdono, può diventare la storia della tua vita

Shantaram

Prodotta per Apple da Paramount Television Studios e AC Studios di Anonymous Content, con i primi tre episodi, dei dodici totali che compongono la serie, Shantaram segue le vicende di Lin Ford, interpretato da Charlie Hunnam, in cerca di una “nuova vita” nella caotica Bombay degli anni Ottanta.

A contraddistinguere il personaggio principale è infatti la fuga da problemi e persone del passato. In una città a lui del tutto nuova, pregna di spiritualismo, Lin incontra e si innamora di una donna altrettanto enigmatica di nome Karla e tutto si complica.

Oltre all’interpretazione di Charlie Hunnam, la serie vede la partecipazione di attori dal calibro di Shubham Saraf, Elektra Kilbey, Fayssal Bazzi, Luke Pasqualino, Antonia Desplat, Alyy Khan, Sujaya Dasgupta, Vincent Perez, David Field, Alexander Siddig, Gabrielle Scharnitzky, Elham Ehsas, Rachel Kamath, Matthew Joseph e Shiv Palekar.

Prima di addentrarsi nella serie doverosi sono però alcuni accenni al romanzo Shantaram e all’autore

Le vicende del romanzo si aprono infatti con:

“il bus della scalcagnata Veterans’ Bus Service, una compagnia di veterani dell’esercito indiano, che è appena arrivato al capolinea di Colaba, la zona di Bombay dove si concentrano gli alberghi a buon mercato. Greg è il primo a mettere piede sul predellino e a farsi largo tra la folla di faccendieri, venditori di droga e trafficanti d’ogni genere in attesa davanti alla portiera. Ha una chitarra a tracolla, un passaporto falso in tasca e un turbinio di pensieri ed emozioni in testa.

Nel tragitto dall’aeroporto a Colaba ha pensato di essere sbarcato in una città dopo una catastrofe. Davanti ai suoi occhi si è spalancata una distesa sterminata di miserabili rifugi fatti di stracci, fogli di plastica e carta, stuoie e stecchi di bambù. In preda allo stupore, Greg ha visto donne bellissime avvolte in stoffe azzurre e dorate incedere a piedi nudi in quella rovina, e uomini dai denti candidi e dagli occhi a mandorla, bambini dalle membra incredibilmente aggraziate.

Ovunque, poi, aleggiava un odore acre e intenso. Quell’odore in cui, a Bombay, fiuti di colpo l’aroma del mare e il metallo delle macchine, il trambusto, il sonno, la lotta per la vita, i fallimenti e gli amori di milioni di esseri umani“.

Co-creata, scritta e prodotta dallo showrunner Steve Lightfoot, è il motivo per cui la sceneggiatura della serie ad incuriosire di più viste anche le controversie che da anni ruotano attorno al romanzo e soprattutto al suo autore Gregory David Roberts.

Sì perché Shantaram rappresenta di fatto l’autobiografia romanzata di Gregory David Roberts. Una vita tutt’altro che ordinaria segnata dalla condanna a 19 anni di prigione nel 1978 per una serie di rapine a mano armata.

Fuga, attivismo, anni di prigionia (nella quale Gregory David Roberts scrive di fatto Shantaram), amore per la filosofia, che studia durante il breve periodo scolastico e, l’amore, la separazione dalla moglie, gli anni di tossicodipendenza ed infine il percorso di rinascita in una India contraddistinta dallo spiritualismo.

Ho impiegato tredici lunghi e tormentati anni per scrivere Shantaram. Le prime due bozze del libro- sei anni di lavoro, seicento pagine- sono state distrutte in prigione

Gregory David Roberts

Una parola “Shantaram” che riassume una strada ancora tutta da compiersi; l’appellativo che gli viene dato dagli abitanti nei bassifondi degli slum indiani che Gregory David Roberts frequenta ed il cui significato è “uomo di pace, portatore di luce”.

Il romanzo, come la serie tv, rappresenta infatti nient’altro che il percorso del tutto personale di un uomo alle prese con il proprio buio ed il proprio modo d’affrontarlo per diventare, se possibile, quell’uomo di pace che gli abitanti di una Bombay tutt’altro che idilliaca ed “esotica” gli hanno “appiccicato addosso”.

Al viaggio “interiore e spirituale” si affianca poi il viaggio ambiguo, sporco, oscuro, violento della criminalità organizzata indiana (infiltrata anche nel mondo dello spettacolo indiano: Bollywood); altro elemento che certamente verrà mantenuto dalla serie ed anzi potrebbe, dal punto di vista estetico, fungere da traino per scene adrenaliniche, forti e poco adatte ad un pubblico “sensibile”.

Dunque, ancora una volta il mondo dello spettacolo attinge a piene mani dalla letteratura per portare in essere delle serie di altissima qualità e, nella battaglia tra le varie piattaforme streaming, qualsiasi sia il risultato finale, chi la spunterà sarà sempre il pubblico che potrà godere della migliore produzione seriale degli ultimi tempi (es. Il signore degli anelli- gli anelli del potere, House of the Dragon ecc.).

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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