La sorprendente demo improvvisa de i Cani

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Niccolò Contessa e i Cani rompono il silenzio

È arrivato dal nulla, il 28 Dicembre in piena notte, dopo ben 2 lunghi anni di silenzio dall’ultimo singolo “Nascosta in piena vista” e da 4 anni dall’ultimo album datato 2016 “Aurora”.

Una demo del tutto inaspettata, un regalo natalizio arrivato con qualche giorno di ritardo per i fan della band e per gli amanti del genere.
Il tutto condito del solito mistero e da quell’alone di consapevole elusività, che da anni circonda Niccolò Contessa e i Cani.

Chi sono I Cani di Niccolò Contessa?

I Cani nascono nel 2010 e sono il progetto musicale del cantautore e musicista Niccolò Contessa.

Probabilmente la band che ha segnato definitivamente il moto rivoluzionario della nuova canzone italiana. Da tutti considerati i precursori di un movimento musicale definibile come indie, che negli anni ha assunto sempre nuove connotazioni.

Quella musica indipendente, caratterizzata da un diverso approccio rispetto alle modalità di produzione della stessa che, quantomeno in origine, era generalmente contrapposto a quelle utilizzate nella musica pop di massa, cosiddette mainstream, prodotto e distribuito dalle grandi case discografiche.

2010-2020: da SoundCloud a SoundCloud

Così come tutto era cominciato nel lontano 2010, Contessa riparte da SoundCloud.

In quell’anno fu la volta di due canzoni: I pariolini di 18 anni Wes Anderson, dando vita alla leggenda de I Cani. Stavolta ha fatto la stessa cosa, utilizzando la stessa piattaforma e lo stesso vecchio account dell’esordio, esattamente 10 anni dopo. Niccolò, come mai questa scelta?

Complice la natura evanescente di Contessa, mai stato incline a farsi vedere troppo in giro, a parlare troppo con la stampa o a spiegare le sue mosse. L’unico dato che ci ha dato in consegna è una demo, dei suoni, dei nuovi messaggi rinchiusi all’interno di 3 minuti. Restando fedele e coerente alla sua attitudine scenica, che lo ha contraddistinto come uomo elusivo, non uno di quelli da copertina.

«Vediamo ogni giorno troppe band, troppi nomi, troppi servizi fotografici, troppe facce. Credo che il pubblico sia desensibilizzato all’immagine di band e alla rappresentazione classica di band, quindi conviene puntare su altro.»

Niccolò Contessa,  29 giugno 2011, L’unità.

Hype ed interpretazioni

Questo settore lavora molto sapientemente con il concetto di hype, termine di cui ne avevamo già parlato in precedenza in un nostro articolo.

L’hype, certo, è una strategia di marketing funzionale: si riesce sempre ad attrarre il pubblico che, si sa, vocifera. Nasce così una reazione a catena di hype, “gonfiando” in maniera smisurata le reali potenzialità del prodotto.

Contessa più che ricercare di gonfiare le potenzialità del suo prodotto, ha in realtà sempre scelto in maniera consapevole di avere questo tipo di atteggiamento nei confronti della stessa industria musicale e dell’ambiente, in tutte le sue sfaccettature. I suoi silenzi, il celato mistero che si nasconde dietro la sua figura e quella della band. Tant’è che ne è nato un vero culto negli anni per gli appassionati di questo filone musicale, elevandolo a vero Dio inarrivabile, intoccabile.

È facile intuire dunque, che con un hype del genere sullo sfondo, un’uscita tanto zeppa di misteri e ritrosie come questa non poteva che portare all’isteria collettiva, voluta o meno che fosse dallo stesso Contessa.

Anche perché Alla fine del sogno è un enigma: è l’inizio di un nuovo progetto, un’altra colonna sonora, l’addio alla musica, oppure solo una canzone rimasta nel cassetto, magari risalente agli esordi.

Eccomi, sono arrivato al termine anche questa volta
Sono alla fine, sto per toccare il fondo
Sento che dall’altra parte già si strappa la mia tela
Un’altra volta, per l’ennesima volta

Alla fine del sogno – I Cani

L’enigma Contessa

La verità è che non riusciamo ad accettare come lui sia schivo e avulso dalle logiche di comunicazione, promozione e in generale di lavoro del mercato della musica.

Ha saputo produrre successi lavorando dietro le quinte della scena (vedi Calcutta, Coez) eppure non ne fa per sé. Detiene lo scettro di padre dell’it-pop (insieme di espressioni musicali proprie della musica pop italiana prodotta, in particolare nei primi anni del nuovo millennio, da etichette indipendenti), ma quando nel settore sono arrivati gli ascolti veri e dei numeri relativamente facili, impensabili fino a prima della sua stessa rivoluzione, si è fatto fuori e ha preferito lavorare dietro le quinte.

Da anni non fa concerti, zero radio e tv. Ha cancellato la pagina del gruppo da Facebook nel 2017 e su Instagram ha addirittura il profilo privato.


Il suo silenzio è fuori dall’ordinario, impopolare: ci riempie d’ansia, ci fa reagire in maniera compulsiva.

È buffo: ci si lamenta in continuazione di una scena musicale dove l’omologazione risulta ordinaria e quando poi ci mettiamo alla ricerca dell’alternativo, trovandolo, pretendiamo inconsciamente i comportamenti che riscontriamo in tutti gli altri. Che comunichino in continuazione, che siano al passo, che ci diano contenuti usa e getta facilmente streammabili, storie che durino 24h e che non ci dicano realmente nulla.

In fin dei conti la comunicazione è curiosa: si dicono più cose non comunicando per davvero, a volte. Scegliendo il silenzio. Niccolò Contessa ne è la conferma.

https://soundcloud.com/icani/alla-fine-del-sogno-demo

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.