SQUID GAME: 5 curiosità che il web non ti ha ancora detto

squid game

SQUID GAME: dalla top 10 Netflix a trend virale su TikTok, sono oramai giorni che sui social non si vede altro che la Squid Game mania” – SPOILER ALERT!

Pur arrivando in sordina nel catalogo Netflix, la serie sudcoreana Squid Game è riuscita a lasciare tutti a bocca aperta con il suo inatteso ed inarrestabile successo. Dal podio della Top10 di Netflix a trend virale su TikTok, sono oramai giorni che sui social non si vede altro che la “Squid Game mania”. Tantissime sono le teorie e le curiosità che stanno girando sul web… ma si è davvero già detto tutto? Ecco 5 curiosità che, molto probabilmente, ancora non sai.

CURIOSITÀ 1. Un giorno fortunato

Il titolo dell’ultimo episodio di Squid Game“Un giorno fortunato” – forse non è casuale. Infatti, una delle opere più importanti della letteratura coreana è il romanzo A Lucky Day (appunto, “Un giorno fortunato”) scritto da Hyun Jin-geon e pubblicato sulla rivista letteraria “Gaebyeok” nel giugno 1924.

Ambientata a Seoul nei primi anni ’20, durante l’occupazione forzata della Corea da parte del Giappone, l’opera racconta la storia di Kim Cheomji: il vecchio e sfortunato Cheomji è un povero uomo che, per mantenere la moglie ed il figlio, cerca di guadagnarsi da vivere lavorando come autista di risciò. In un giorno di pioggia, però, la “fortuna” bussa alla porta del vecchio e, mentre la moglie è a casa malata ad aspettarlo, lui riesce a guadagnare, miracolosamente, una grossa somma di denaro a lavoro. Tuttavia, piuttosto che tornare subito a casa dalla propria famiglia, condizionato dall’atmosfera gioiosa, finisce per ubriacarsi in un bar. Quando poi finalmente torna a casa, con la zuppa calda per la povera moglie malata, è troppo tardi: è morta.

Riflettendo bene sulla trama di quest’opera coreana, c’è un chiaro parallelismo con la storia del protagonista in Squid Game: Seong Gi-Hun, dopo aver vinto i 45.6 miliardi di won, torna a casa dalla madre – lasciata, prima del gioco, gravemente ammalata – e la ritrova oramai deceduta in solitudine.

CURIOSITÀ 2. Carta rossa o carta blu? La macabra leggenda metropolitana del fantasma del bagno

Si sa che da bambini si raccontano tante storielle fantasiose e, spesso, particolarmente terrificanti. In Sud Corea, soprattutto tra i più piccoli, è molto popolare la leggenda metropolitana del fantasma del bagno. Questa leggenda narra di un funereo fantasma che vive nei bagni alla turca e che appare sporgendo la mano dal water per chiedere di scegliere tra due rotoli di carta igienica: carta rossa o carta blu? La porta si chiuderà e non si avrà altra via di fuga, occorre scegliere: carta rossa ed il fantasma squarcerà il corpo del malcapitato, lasciandolo in una pozza di sangue; carta blu ed il fantasma lo soffocherà fino alla morte lasciando il corpo blu.

CURIOSITÀ 3. L’importanza dei numeri

I numeri celano sempre significati nascosti: ma cosa nascondono quelli presenti in Squid Game? La combinazione di numeri che appare con più frequenza è sicuramente il 456: 456 concorrenti e 45.6 miliardi di won in palio, ma soprattutto… 45.6 miliardi di won vinti dal giocatore n°456.

Il primo numero che risalterebbe agli occhi di qualsiasi sudcoreano o amante di questa cultura è il numero 4. Infatti, sebbene la tetrafobia (paura del numero 4) sia meno diffusa in Sud Corea rispetto agli altri paesi asiatici, il quattro è ritenuto un numero sfortunato poiché la sua pronuncia (“sa” – numero sino-coreano) è uguale a quella della parola “morte”. Dunque gli orientali, essendo molto superstiziosi, associano di conseguenza il quattro al numero della morte. Per questa ragione, è continuamente censurato in Sud Corea: per esempio, nell’ascensore il numero 4 è quasi sempre sostituito da una “F” (per indicare il numero in inglese, “four”); in ospedali ed edifici pubblici il numero 4 è sempre saltato; i numeri civici contenenti il 4 sono attentamente evitati.

In Squid Game ritroviamo il numero 4 anche nel primo episodio: sia quando Gi-Hun perde la prima scommessa ippica a causa della vittoria del cavallo n°4; che quando viene eliminato il primissimo giocatore (il 324) nel gioco “un, due, tre, stella”.

E, come se non bastasse la superstizione, esiste una branca della numerologia in cui si afferma che il Divino comunica quotidianamente con gli uomini attraverso l’utilizzo di numeri; e che, a seconda delle varie combinazioni, possono contenere un messaggio differente: i cosiddetti “numeri degli angeli”. Il numero angelico 456, secondo questa teoria, simboleggia gli sforzi ed il duro lavoro che occorre per dare stabilità alla propria famiglia. Inoltre, preannuncia l’arrivo di futuri premi finanziari e nuovi cambiamenti. Coincidenze?

CURIOSITÀ 4. Chi di spada ferisce, di spada perisce: INFERNO

I più attenti avranno notato che in Squid Game niente è lasciato al caso, neppure la morte. Infatti, per alcuni dei personaggi principali, la morte è come preannunciata nel secondo episodio intitolato “INFERNO”. In questo episodio i giocatori – dopo aver scoperto i rischi e la crudeltà del gioco – decidono, a maggioranza di voti, di smettere e tornare a casa. Dal loro ritorno, seguono in ordine quattro scene chiave con un messaggio nascosto:

La prima morte preannunciata è quella di Abdul Ali. Il giovane si presenta nell’ufficio del suo datore di lavoro per chiedergli gli stipendi arretrati che gli spettano e che necessita per prendersi cura della propria famiglia. Ma, dopo l’ennesimo rifiuto, Ali lo segue e – cercando di prendere il denaro che ha con sé l’uomo – finisce per azzuffarsi e spingerlo verso una delle macchine aziendali in funzione, dove quest’ultimo perde una mano mentre Ali fugge col denaro. Nel sesto episodio, durante il gioco delle biglie, il giovane è ingannato da Sang-Woo che – con un rapido movimento di mani – gli ruba il sacchetto pieno di biglie e gliele sostituisce con uno pieno di sassi. Quando Ali si rende conto dello scambio è oramai troppo tardi: Sang-Woo passa al gioco successivo, mentre Ali viene ucciso.

La seconda morte preannunciata è quella di Sae-byeok. Dopo aver lasciato il gioco, la giovane ritorna dall’intermediario a cui aveva dato dei soldi per far fuggire di nascosto i suoi genitori dal Nord Corea. Ma quando l’uomo le dice che è stato truffato dai suoi collaboratori al fronte e che gli occorrono altri soldi, lei lo minaccia puntandogli un coltello al collo. Nell’ottavo episodio, Sae-byeok – inerme perché già ferita gravemente dopo il penultimo gioco – viene uccisa a sangue freddo da Sang-woo che le taglia la gola.

La terza morte preannunciata è quella di Sang-woo. In Bancarotta e perseguitato dalla polizia, al suo ritorno Sang-woo decide di suicidarsi intossicandosi in una vasca da bagno. Finché, però, “qualcuno” – bussando alla porta – gli impedisce di morire. Nell’ultimo episodio, durante il gioco finale del calamaro, esausto e senza più nessun motivo per vivere, decide di pugnalarsi alla gola e lasciare il premio a Gi-hun. Elemento interessante in questa scena è la pioggia, che si ricollega all’acqua nella vasca da bagno del primo tentato suicidio.

La quarta morte annunciata è quella del gangster Jang Deok-soo. Tradito da uno dei suoi scagnozzi che pianifica di consegnarlo a dei malviventi rivali, Deok-soo lo uccide con foga e fugge saltando da un ponte. Nel settimo episodio morirà – durante il penultimo gioco – cadendo dal ponte di vetro per mano di Mi-nyeo, che negli episodi precedenti aveva affermato, rivolgendosi al gangster: “Ti ucciderò se mai mi tradirai”.

CURIOSITÀ 5. “Cosa possiamo fare per divertirci?”

È evidente che Squid Game sia una serie tv ricca di simbologie e metafore e che, come ha spiegato il regista Hwang Dong-hyuk, intende ricreare sul piccolo schermo “una favola sulla società capitalistica moderna”. Il divario e, al contempo, la correlazione tra alta e bassa società è alla base dell’intero prodotto ed è intuibile già dal primo episodio: Gi-Hun è presentato come il classico reietto ed inetto posizionabile ai piedi della piramide sociale. Quando incontra alla metropolitana il misterioso reclutatore del gioco, rappresentante dell’élite sociale, a Gi-Hun viene offerta la possibilità di vincere dei soldi con un semplice gioco da bambini. Ma il suo avversario non vuole i soldi di Gi-Hun, vuole, anzi, schiaffeggiarlo più e più volte.

Questa scena – che si ripeterà anche nell’ultimo episodio con un altro nuovo possibile giocatore – è chiarita dalle parole che il creatore pronuncia a Gi-Hun prima di morire: “Tu lo sai cosa hanno in comune una persona senza soldi ed una persona che di soldi ne ha troppi? Per entrambi vivere non è divertente.” Ecco che allora la sadica equazione sociale appare chiara al pubblico: mentre Gi-Hun cerca di dare una svolta alla sua vita scommettendo sulle corse dei cavalli, l’élite lo fa scommettendo sulla vita degli uomini.

stefano-popolo

A title

Image Box text

STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.