Florence Korea Film Fest: la star di SQUID GAME Lee Jung-jae a Firenze

squid game

Da SQUID GAME a Firenze per il Florence Korea Film Festival: Lee Jung-jae si racconta ai fans italiani

Quest’anno il Florence Korea Film Festival ha scelto di festeggiare la sua 20esima edizione con un ospite d’eccezione: la star sudcoreana Lee Jung-jae, conosciuta da tutto il pubblico italiano come il protagonista della serie TV rivelazione originale Netflix, Squid Game. Infatti, il programma del festival – tra una dozzina di fiori all’occhiello del cinema sudcoreano – ha potuto vantare di una retrospettiva sui maggiori successi cinematografici dell’attore e ospite d’onore.

‘“Squid Game’, serie tv diretta nel 2021 da Hwang Dong-hyuk, è entrata lo scorso autunno nell’immaginario collettivo come una novità ma anche come la conferma dell’interesse che l’entertainment di tutto il mondo mostra per l’universo cinematografico e televisivo sud-coreano. Il volto e insieme lo spirito di questa rivoluzione è quello di Lee Jung-jae, interprete cinematografico dalla carriera fondata su una professionalità rigorosa che lo ha portato a scegliere ruoli coraggiosi e anticonformisti – Caterina Liverani (Italian Film Consultant)”.

Due chiacchiere con l’attore

La mattina dello scorso venerdì 8 aprile, nello sfarzoso ristorante Frescobaldi in Piazza della Signoria a Firenze, Lee Jung-jae – con eleganza e altrettanta disinvoltura – ha incontrato l’organizzazione e la stampa italiana. Tra le tante domande che gli sono state rivolte, non sono mancate quelle riguardo Squid Game, a cui l’attore ha risposto dicendo: “Seong Gi-hun (protagonista della serie) è per me un personaggio molto importante perché, in realtà, affronta un percorso di crescita che gli permette di passare da una fase di debolezza ed ingenuità ad una più forte e coraggiosa. Questo mi fa ben sperare che l’amore e l’empatia sono ancora una componente essenziale della nostra società. Tutti nella vita abbiamo bisogno di ricevere aiuto e di darne al prossimo”.

L’attore ha proseguito, sempre riguardo alla serie, affermando che: “Sicuramente grazie a Netflix e alle piattaforme streaming ci siamo potuti avvicinare ad un pubblico più vasto, tra cui quello italiano. È probabilmente grazie a questi nuovi strumenti che io oggi sono qui, a parlare con tutti voi. Queste piattaforme hanno permesso di distribuire con maggiore facilità i prodotti artistici sudcoreani, offrendo contenuti rilevanti in tutto il mondo. Inoltre, a causa della pandemia la distribuzione di molti film è stata arrestata, ma spero che ora queste forme d’arte possano arrivare direttamente nelle case del pubblico di tutto il mondo.”

Squid Game S1

Durante l’intervista, la star non è stata esente da provocazioni. Infatti, quando gli è stato chiesto cosa pensasse dell’eccessiva violenza mostrata in Squid Game e del fatto che, durante le prime settimane del suo successo, alcuni ragazzini ne emulassero i giochi brutali, ha risposto con tono desolato: In realtà questa serie è dedicata solamente ad un pubblico maggiorenne e non capisco come dei bambini abbiano potuto vederla. Sono davvero dispiaciuto che i ragazzi usino la violenza per gioco. Penso serva un maggiore controllo e diversificazione tra i programmi che possono vedere gli adulti e quelli che possono essere visti dai minori. – ha poi continuato In Squid Game vediamo molti tradimenti ed aggressioni, ma il pubblico – nello stesso momento in cui assiste a queste scene – è consapevole di non volere questi comportamenti. Tutti crediamo che ci sia ancora del bene nel mondo, che ci sia una morale. La verità, quindi, è che Squid Game non vuole incitare alla violenza, ma mostrarla per poter andare contro di essa”.

Infine, dopo aver lodato la città di Firenze per il suo cibo, la maestosità dell’arte ed il fascino della moda italiana (di cui l’attore è un grande stimatore), Lee Jung-jae ha sottolineato che – tra i molti festival coreani presenti in Europa – quello di Firenze organizzato dall’Associazione Culturale fiorentina Taegukgi – Toscana Korea Association è senz’altro il più famoso, in particolare per l’importante storia che ha alle spalle, arrivando oggi al traguardo dei 20 anni: Essere qui per un regista o un attore coreano rappresenta una tappa di enorme prestigio. In Corea racconterò di questa bellissima iniziativa e spero di ritornare presto in futuro in questa meravigliosa città.”