Stadio Diego Armando Maradona: ma perché si chiamava “San Paolo”?

Stadio Diego Armando Maradona ma perché si chiamava “San Paolo”

La storia del quartiere dove nasce, la fede calcistica e l’amore per Maradona

Napoli è una città dai mille scorci. Puoi trovare panorami stupendi anche nei vicoli nascosti. Facile però è ammettere che sono tantissimi i “wow” suscitati anche dai monumenti che si trovano praticamente ad ogni angolo e in ogni zona. Uno di quei “wow” però è legato alla fede dei napoletani. Non quella collegata alla Chiesa però. Una fede che scorre nelle vene e che è colorata d’azzurro. La fede calcistica che è quella che fa brillare gli occhi di ogni napoletano che, anche solo velocemente, passa nella zona di Fuorigrotta. Il “WOW” davanti allo Stadio. Perché, quello che in tante città è solo un impianto sportivo, a Napoli è diventato un monumento storico.

Il 4 dicembre 2020 lo stadio è stato rinominato “Stadio Diego Armando Maradona”, in onore, ovviamente, del Pibe de Oro. Ma, perché, prima di quella data, lo stadio si chiamava “San Paolo”? Dobbiamo fare un passo indietro. Il nome originale dello stadio di Napoli, inaugurato nel quartiere Fuorigrotta il 6 dicembre 1959, su progetto dell’architetto Carlo Cocchia, era “Stadio del Sole”. Inizialmente pensato come un catino ad un unico livello, venne poi costruito con due anelli dei quali il primo è minore e leggermente incassato sotto il secondo. La gara che inaugurò lo stadio di Fuorigrotta fu Napoli-Juventus.

Ma, allora, come è diventato “San Paolo”? Leggenda vuole che Paolo di Tarso nell’anno ’61 d.C. giunse in Italia attraccando proprio al porto di Pozzuoli e si fermò a Fuorigrotta. Motivo per il quale questo santo è diventato un po’ il patrono della zona. Anche l’ospedale, infatti, porta lo stesso nome. Nel 1963 diventò ufficiale la denominazione “San Paolo”, e lo stadio di Napoli ospitò anche le cerimonie di apertura e chiusura, e la finale del torneo di calcio, dei Giochi del Mediterraneo, prima degli interventi di ammodernamento del 1980 successivamente della trasformazione avvenuta in occasione dei Mondiali ’90.

Il quartiere “Fuorigrotta”, quindi, diventa la cornice dello stadio. Il nome del quartiere che si trova nella zona occidentale di Napoli tra Bagnoli, Soccavo e Vomero, deriva dal latino “foris cryptam” e significa fuori dalla grotta. Questo perchè il quartiere è collegato a Mergellina da una grotta, ovvero la Crypta Napoletana, una galleria lunga circa 710 metri che era parte di un asse viario che collegava Napoli (nei pressi della presunta tomba di Virgilio) a Pozzuoli e l’area dei Campi Flegrei, oggi non più percorribile perché sostituita dalla Galleria Laziale.

Nel passato, il quartiere era molto importante per le attività di commercio. A Fuorigrotta, infatti, passavano i carri che trasportavano lino e canapa, coltivati intorno al Lago di Agnano. La lavorazione della canapa rese però rese l’aria insalubre e quindi, nel 1861, si decise di procedere ad una bonifica dell’area e al prosciugamento del lago. Il re, con questa decisione, mise fine, quindi, anche alla fruttuosa coltivazione di canapa a lino.

In seguito alla prematura morte di Diego Armando Maradona, tutti i tifosi e l’amministrazione comunale si sono mobilitati per cambiare il nome dello stadio da “Stadio San Paolo” a “Stadio Diego Armando Maradona”. L’annuncio in diretta TV fu dato direttamente dall’allora sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: “Abbiamo deciso di intitolare il San Paolo a Maradona. Napoli è unita attorno ad un calciatore che ha fatto la storia nella nostra città e ci ha fatto andare nel paradiso del calcio, quando sembrava impossibile. Diego l’ho conosciuto e ho avuto l’onore nel 2017 di dargli la cittadinanza onoraria. È un argentino napoletano”. Nell’atto, l’amministrazione comunale ricordava Maradona come “il più grande calciatore di tutti i tempi che con il suo immenso talento e la sua magia ha onorato per sette anni la maglia del Napoli, regalandole i due scudetti e altre coppe prestigiose e ricevendo in cambio dalla città amore eterno”. E, infatti, oggi sicuramente tutti lo riconoscono con il nome del calciatore più famoso di tutti i tempi, ma chi, ancora oggi, non continua a chiamarlo “San Paolo”?

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