Stefano Ceci, al fianco di Maradona è un posto per pochi

Stefano Ceci, grande amico di Maradona

Venti anni al fianco di Diego Armando Maradona. Stefano Ceci racconta un rapporto ancora vivo e vitale

Da grande voglio diventare il migliore amico di Maradona” è questo il sogno di un bambino diventato realtà, è il sogno di Stefano Ceci, amico e manager di Diego Armando Maradona.

Lo avevo deciso da tempo, era il mio sogno nel cassetto, avevo dieci anni, con tanta caparbietà ed insistenza ci sono riuscito. Non era solo il sogno di un bambino ma la follia di un grande. Ho pagato tanto per conoscerlo, diventare suo amico e manager e resistere ben venti anni accanto a lui. Molte meteore nella sua vita, io l’unico sopravvissuto accanto al calciatore ma soprattutto accanto alla persona speciale che era. Non mi toccate Stefano spesso ripeteva, oramai si era creato un rapporto di fiducia, stima e affetto da subito“.

Venti anni al fianco di Maradona

Si dice che al fianco è un posto per pochi. Insieme umanamente e professionalmente. Quali sono state le difficoltà e le soddisfazioni in venti anni di amicizia?

Vent’anni al fianco di Maradona sono come duecento al fianco di un’altra persona, perché questi personaggi non hanno fiducia di nessuno. Il giornalista Gianni Minà nella sua trasmissione disse che chi ti accompagna nei momenti bui è colui che non ti tradisce e chi non ti tradisce si chiama Stefano Ceci. In un solo concetto Minà spiegò la vita vissuta da Maradona e da Diego perché sono due personaggi, Maradona osannato dai tifosi e Diego una persona fragile che aveva vissuto poco l’essere umano perché attorniato solo per il business, un po’ come ora dopo la sua morte. Io sono stato travolto e mi sono fortemente legato alle sue decisioni, ai suoi continui cambi di idea, cambiamenti alla Maradona li definivo, solo perché ho abbinato la professionalità all’amore per la persona. Io ero innamorato di Maradona e di Diego, gli altri solo di Maradona“.

Solidarietà al Pausillipon

Il Pibe de’ Oro attraverso te continua a fare tanta beneficenza. Hai calciato il gol della solidarietà?

Diego ha fatto tanto, ha fatto mangiare  tante famiglie che sponsorizzavano il suo nome con la vendita delle bandiere, i gadget, le magliette fino ai calciatori, ai compagni di squadra, ai presidenti della Fifa, del calcio mondiale, del governo argentino. Maradona era una macchina per fare soldi, per il business. Diego era molto solidale con le persone sofferenti, abbiamo organizzato spesso eventi di beneficenza. Ora sto continuando io, pochi giorni fa, con una donazione all’ospedale Pausilipon per alleviare gli animi dei più deboli“.

Dieguito, la mascotte

La mascotte Dieguito è una delle tue ultime intenzioni simpatiche e di successo. Qual è stato l’impatto dei napoletani che lo hanno incontrato in giro per la città partenopea?

L’idea mi è venuta perché volevo creare questo personaggio, questo pupazzo che potesse rendere felice le persone. Una mascotte che faccia ricordare il lato curioso di Maradona, quello più umano e simpatico. Maradona e Diego sono sempre presenti tra noi. Con uno scatto abbiamo regalato un sorriso ai passanti, abbiamo fatto circa trecento foto in pochissime ore a piazza del PPlebiscito a Napoli. Il prossimo appuntamento è il 24 e 31 dicembre e poi il 19 gennaio al Red Carpet Global Soccer di Dubai, sarà presente Dieguito a regalare un momento di gioia a tutti i presenti“.

Ricomincio da tre

Se ti dicessi ‘ricomincio da tre’ quali sono le tre cose che salveresti nel rapporto col Pibe de’ Oro?

Con Diego e Maradona devi ricominciare da dieci, cento e mille non puoi ricominciare da tre. Ogni giorno è un ricordo. Al collo ho il ciondolo col calco del suo piede, la sera gli dedico una preghiera prima di dormire. Grande tenacia da parte mia per realizzare il mio sogno ma lo ringrazio per avermi accolto non solo nella sua vita professionale difficile ma soprattutto in quella privata, umana, ancor più complicata. In suo ricordo, in suo onore ho chiamato mia figlia Mara Dona, il mio cane si chiama Diego, ero e sono innamorato di lui, il mio percorso, la mia vita sono e saranno sempre al suo fianco. Vent’anni accanto a Maradona sono anni di domande. Perché sono rimasto al suo fianco? Per amore, tutto qui“.

É questa la differenza tra Stefano Ceci e gli altri personaggi che ruotavano attorno al campione del mondo ma anche alla persona tenera e sofferente che era Maradona quella che di notte con un languorino allo stomaco chiedeva a Stefano di farcirgli un panino e Ceci anche in questo, nelle piccole cose, ci metteva tutto il suo immenso amore anteponendo la vita di Diego alla sua.

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