Steve Jobs: 10 curiosità sull’icona dell’era digitale

Steve Jobs

Tutti conosciamo Steve Jobs l’imprenditore e Steve Jobs l’innovatore. Ma c’era molto di più in questo “Dio” della tecnologia, che scommettiamo non conoscevate


Se stai leggendo questo articolo, c’è una buona probabilità che tu abbia usato uno dei tanti prodotti che Steve Jobs ha saputo sapientemente innovare nel corso degli anni.

Co-founder di Apple nel 1976, Jobs fu costretto a lasciare l’azienda nel 1985, e tornò in azienda come CEO nel 1996 continuando ad essere il volto del marchio fino alla sua morte nel 2011. Senza Jobs, la tecnologia onnipresente nel mondo moderno sarebbe potuta apparire molto diversa da come la vediamo oggi.

Ecco alcuni fatti su Steve Jobs che forse non conoscevi.

1. È stato adottato

Nonostante la notorietà, Steve Jobs, è sempre stato attento a tenere nascosta la sua vita privata e soprattutto il fatto di essere stato adottato.

Abdulfattah Jandali (padre biologico), cresciuto in Siria, incontrò Joanne Schieble (madre biologica) all’Università del Wisconsin. All’età di 23 anni, entrambi pensavano che fossero troppo giovani per sposarsi e che avere un figlio fuori dal matrimonio non fosse convenzionale, così decisero di dare in adozione Steve, subito dopo la sua nascita, a Paul Reinhold Jobs e Clara Hagopian i quali lo crebbero con la promessa che sarebbe andato al college.

2. Ha abbandonato l’università

I genitori adottivi mantennero la promessa, ma le cose non andarono secondo i piani.

Jobs abbandonò il Reed College dopo soli sei mesi a causa della pressione finanziaria che questo comportava per la sua famiglia. La cosa interessante è che, decenni dopo, Steve Jobs rivelò che un corso di calligrafia che seguì al Reed ispirò la prima tipografia utilizzata nei computer Mac.

3. Divenne un buddista zen

Nel 1974, dopo aver lavorato con la società di elettronica e videogiochi Atari, Jobs viaggiò in India per 7 mesi alla ricerca dell’illuminazione spirituale. Meditava spesso, ed era un noto pescetariano (mangiava pesce ma non carne).

L’India cambiò l’intera percezione del mondo per Steve Jobs rendendolo apparentemente molto più intransigente e perfezionista. Questa sua personalità indurita, come risultato del suo viaggio in India, ha gettato le basi della Apple Inc. ideologicamente plasmandola in quello che è oggi.

4. Perché il dolcevita nero?

In seguito ad una visita della sede di Tokyo della Sony negli anni ’80 Jobs si innamorò delle uniformi minimaliste disegnate da Issey Miyake che i dipendenti indossavano. Jobs amava così tanto le uniformi che commissionò a Miyake di disegnarne una per Apple, ma i suoi dipendenti odiavano l’idea.

Jobs scese a compromessi adottando quello che oggi conosciamo come l’iconico dolcevita nero, firma inconfondibile dello stile minimal di Jobs.

5. Fu licenziato dalla Apple

Jobs fu licenziato perché il dirigente della Pepsi di allora, John Sculley, disse al consiglio che era troppo giovane.

Jobs iniziò così un altro progetto creando il computer NeXT, ma le vendite furono limitate perché era troppo costoso. C’è un aspetto positivo in questa storia in quanto la combinazione dell’hardware NeXT con Apple ha portato a sistemi operativi come iOS usato per l’iPhone.

Notando le potenzialità dell’hardware ideato da Jobs, la Apple acquistò le azioni di NeXT con il suo conseguente ritorno in azienda.

6. “GENIUS BAR”? No grazie

I negozi Apple sono noti per la loro scintillante estetica bianca e il Genius Bar per il servizio clienti. Non tutti gli elementi dei negozi sono stati concepiti per piacere a Jobs, però.

Nel 2000, Apple ingaggiò Ron Johnson per gestire i suoi primi negozi al dettaglio. Johnson era responsabile dell’ideazione dell’ormai celebre Genius Bar, e quando parlò della sua idea, Jobs la definì “idiota” e disse: “Ron, potresti avere l’idea giusta, ma qui c’è il grande ostacolo: non ho mai incontrato qualcuno che conosce la tecnologia e che sa come connettersi con le persone. Sono tutti geek! Puoi chiamarlo il Geek Bar”.

7. Il più giovane ad entrare nella lista di Forbes

All’età di 23 anni Steve Jobs possedeva più di 1 milione di dollari, raggiungendo i 250 milioni di dollari a soli 25 anni, facendolo diventare una delle persone più giovani a entrare nella lista Forbes delle persone più ricche della nazione.

Il successo di Jobs ha fatto sì che entrasse in diverse liste presenti su Forbes: era il numero 17 delle persone più potenti nel 2010, il 39° della lista dei 400 ricchi di Forbes nel 2011 e il 110° dei miliardari nel 2011.

8. Steve Jobs sistemò il logo dell’app di Google (perché il giallo era un po’ spento)

Jobs chiamò una domenica mattina nel gennaio del 2008 l’ex VP di Google, Vic Gundotra, e gli disse: “Allora Vic, abbiamo un problema urgente, che ho bisogno di affrontare subito. Ho già assegnato qualcuno del mio team per aiutarti, e spero che tu possa risolvere il problema domani. Ho guardato il logo di Google sull’iPhone e non sono contento dell’icona. La seconda O di Google non ha il giusto gradiente giallo. È semplicemente sbagliata e la farò sistemare a Greg domani. Va bene per te?

Gundotra ha raccontato questo aneddoto all’interno di un suo post sui social concludendo con un cenno alla leadership di Jobs alla Apple: “I CEO dovrebbero preoccuparsi dei dettagli. Anche delle sfumature di giallo. Di domenica”.

9. Il primo computer di Steve Jobs battuto all’asta per quasi 500.000 dollari

È difficile credere che un computer del 1976 possa funzionare ancora oggi, ma il primo modello desktop della Apple, il raro Apple-1 è stato recentemente messo all’asta in condizioni perfette.
Il computer originale Apple-1 valutato al prezzo demoniaco di 666,66 dollari (Jobs e Wozniak volevano solo che l’Apple I costasse un terzo in più del prezzo all’ingrosso) è stato venduto a un compratore anonimo per circa 470.000 dollari.

10. Le ultime parole di Steve Jobs 

Jobs non ha incontrato la sua sorella biologica, Mona Simpson, fino ai vent’anni. Simpson ha fatto l’elogio funebre al funerale di Jobs, descrivendo il loro rapporto unico e ricordando i suoi ultimi giorni durante la sua battaglia contro il cancro.

Alla fine del discorso ha rivelato che suo fratello maggiore è morto serenamente, con le semplici ma toccanti parole finali OH WOW. OH WOW. OH WOW.”.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.