Napoli, tragedia all’Università: trovato morto studente 25enne

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Questa mattina uno studente 25enne è stato trovato morto presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II di Napoli: si pensa al suicidio

Questa mattina uno studente 25enne è stato trovato morto nei pressi della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II di Napoli. É precipitato davanti l’Aula dove si stava svolgendo una seduta di laurea.

Il tragico evento è accaduto intorno alle ore 11. Altri studenti presenti in Facoltà per assistere o svolgere le sedute di laurea previste per questa mattina, avrebbero trovato il corpo del ragazzo nei pressi delle scale dell’Aula occupata all’interno della sede in via Porta di Massa

Lo studente 25enne morto già all’arrivo dei soccorritori 

Immediato l’arrivo dei sanitari, che non hanno potuto fare altro che accertare la morte del 25enne. I carabinieri appena giunti sul posto hanno ascoltato le testimonianze dei presenti, ancora sotto shock per l’accaduto. Ora spetta agli inquirenti far luce sulle cause che hanno portato al terribile incidente. 

Non si esclude alcuna pista, dal gesto volontario alla caduta accidentale. Certo è che, l’ipotesi suggerita dalle evidenze iniziali – come il fatto che si stessero svolgendo le sedute di laurea – riporta alla mente scene drammatiche avvenute negli anni scorsi, a Napoli come nel resto d’Italia.  

Per ora non si conoscono altre informazioni, pare che la vittima non sia stata ancora identificata e non si conoscono le generalità del 25enne morto questa mattina.

Il suicidio tra gli studenti: un problema ciclico 

Se dovesse essere confermata l’ipotesi iniziale, ovvero quella del suicidio, questo andrebbe ad aggiungere un altro nome alla lista degli studenti – non solo universitari – che decidono di togliersi la vita (anche) per motivazioni legate alle situazioni avverse che vengono a crearsi quando ci si rapporta con il mondo delle Università.  

L’ansia per un esame imminente, l’angoscia di non aver passato quel test che tutti gli altri hanno svolto con tranquillità, la pressione dei genitori che vorrebbero vedere ricompensati anni di sacrifici economici e non, per far studiare il proprio figlio o la propria figlia in una buona Università. E poi ancora la paura di deluderli, il timore di dovergli rivelare che no, non ti manca solo un esame alla laurea e che hai mentito. Tutto questo è pane quotidiano per molti studenti.

Non sappiamo se e quali di queste situazioni appartenessero alla storia personale di questo ragazzo 25enne morto in uno dei luoghi che dovrebbe essere tra i più sicuri. Ma sappiamo che queste cose avvengono, perché ogni anno si sente parlare di casi simili. Una ricerca Istat ha stimato per l’anno 2019, circa 4000 casi di suicidio. Tra questi, il 5% ha meno di 24 anni, si tratta di circa 200 giovani l’anno, in età scolastica, che si tolgono la vita. E il 25enne morto apparteneva certamente a questa categoria.

Numeri alti quanto basta per pretendere che qualcosa venga fatto. Se si tratta di una caduta accidentale, che si lavori sull’edilizia, sull’accessibilità e sulla sicurezza degli edifici in cui si stanno formando le menti e le braccia del futuro. Se si è trattato di suicidio, che si potenzino le forme di aiuto psicologico e di mutuo soccorso tra studenti. Si lavori sul mitigare il mito della perfezione, che abbaglia tutti, dagli studenti ai datori di lavoro, passando per i professori. 

Diversi i post e i commenti di affetto di studenti, professori e genitori nei confronti del giovane 25enne morto questa mattina all’interno della Facoltà di Lettere e Filosofia. Intanto, le indagini degli inquirenti proseguono senza sosta per dare un nome alla vittima di questa ennesima immane tragedia che ha colpito la comunità accademica napoletana, gli amici e la famiglia del giovane. Seguiranno ulteriori aggiornamenti.

Link alle ricerche Istat sui casi di suicidio: https://www.istat.it/it/archivio/suicidi

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.