Gli studenti della Federico II al fianco della Palestina

Studenti della Federico II al fianco della Palestina

Il movimento napoletano della Rete Studentesca per la Palestina e la accampada per la Pace

Dopo i recenti eventi avvenuti a New York e Boston, proseguendo sulla linea solidale tracciata dagli studenti di Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Svizzera, Canada, Messico, India e Australia gli universitari italiani stanno manifestando il loro sostegno alla Palestina e condannando fermamente i continui attacchi subiti dai civili palestinesi da parte di Israele.

Dopo Bologna e Roma anche gli studenti di Napoli rispondono all’appello

Seguendo l’esempio di quanto avvenuto precedentemente a La Sapienza di Roma e all’Alma Mater Studiorum di Bologna, anche gli studenti dell’Università Federico II di Napoli hanno iniziato ad organizzare una protesta significativa, decidendo di realizzare una accampada per la Palestina, nel chiostro della sede di Porta di Massa, dove si trova il Dipartimento degli Studi Umanistici.

Questa azione simbolica rappresenta un forte gesto di solidarietà e impegno nei confronti del popolo palestinese, evidenziando la volontà degli studenti di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle ingiustizie e sulla necessità di porre fine agli attacchi indiscriminati contro i civili.

L’esperienza recente dell’occupazione per la pace in Palestina

È importante sottolineare che questa non è la prima volta che gli studenti della Federico II si mobilitano per la causa palestinese. Già all’inizio dello scorso mese di aprile, gli attivisti della Rete Studentesca per la Palestina avevano occupato gli uffici del Rettorato presso la sede centrale di Corso Umberto I, manifestando con istanze, bandiere e striscioni a favore della Palestina, chiedendo il cessate il fuoco e la rottura dei legami tra l’istituzione accademica e Israele.

L’Università degli Studi di Napoli Federico II ha reso noto che per quest’anno non verrà rinnovato il bando Maeci che riguarda la collaborazione nella ricerca scientifica con lo Stato di Israele. Questa decisione potrebbe riflettere un’opportunità per l’Università di riconsiderare le sue priorità e di adottare una posizione più consapevole e responsabile nel campo della collaborazione internazionale nella ricerca scientifica.

Le proteste degli studenti evidenziano una richiesta di azioni concrete da parte delle istituzioni accademiche e di quelle nazionali, che sono chiamate a rispettare gli impegni presi, a rivedere gli accordi con chi contribuisce allo spargimento di sangue a Gaza e ad adottare una leadership etica e responsabile, sottolineando l’importanza di un dialogo aperto e di una riflessione critica all’interno della comunità universitaria, spingendo verso una maggiore consapevolezza e impegno per la promozione dei diritti umani e della pace globale.

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