Tampon tax: l’Italia ingiustamente dice sì

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Coerentemente con il perpetrarsi della cultura sessista e patriarcale, in Italia non entra in vigora la legge per diminuire l’Iva sugli assorbenti

La notizia della Scozia come primo Paese al mondo che fornisce assorbenti gratuiti ha fatto il giro del mondo, coinvolgendo moltissime donne nella medesima battaglia.
In Italia oggi, si combatte per abolire la Tampon tax.

La proposta di abolire la Tampon tax in Italia

Moltissimi comuni italiani hanno ripreso questa legge cercando di portarla a compimento anche in Italia, ma l’impresa risulta tutt’altro che semplice.
Sulla scia dell’insegnamento della Scozia, l’Università Statale di Milano ha deciso di creare una piccola rivoluzione, un accenno al cambiamento, che possa essere d’esempio per l’intero Paese.

L’Università è stata la prima in Italia a vendere gli assorbenti a prezzo calmierato, cercando cioè di moderare il prezzo.
La proposta di studenti e studentesse, era di poter avere assorbenti gratis tramite sponsor, che non erano però disponibili.
Così si è stabilito il prezzo di 20 centesimi, che in realtà è il prezzo medio per singolo assorbente.

Il modello Scozia

L’Italia cerca di emulare il modello Scozia e per tantissime donne diventa un sogno sempre più tangibile.
In Scozia da ormai anni, si distribuivano assorbenti gratis nelle scuole e nelle Università. Tuttavia, questa idea rimane una chimera ancora molto lontana.

In Italia la Tampon tax continuerà ad esistere

Nel clima di una rivoluzione per le donne e che accomuna tutte le donne, il 21 dicembre 2020 vengono infranti tutti i sogni per un piccolo passo verso una maggiore uguaglianza sociale.
Salta l’emendamento alla manovra di Bilancio sulla riduzione dell’Iva per gli assorbenti.

Questo significa che gli assorbenti continueranno ad essere considerati come un bene di lusso, l’imposta dell’Iva rimane al 22%, contro la proposta di abbassare l’idea al 5%.
Per Laura Boldrini, firmataria dell’emendamento, si tratta di una legge ingiusta che riflette il sessismo regnante all’interno della nostra società. Tutto ciò che riguarda il mondo delle donne, viene considerato come qualcosa di non necessario, superfluo.

Gli assorbenti, a differenza di quanto è stato messo a legge, sono beni essenziali per una donna e dovrebbero essere reperibili ovunque, sempre e in qualsiasi condizione economica.


Per la Boldrini, c’è necessità soprattutto durante la crisi pandemica, di ridurre le differenze di genere, maggiormente accentuate dalla pandemia.
L’Italia invece, si riconferma fragile quando si parla di disuguaglianze di genere, risultando ultima in Europa per tasso di occupazione femminile, secondo i dati del 2019.

Le novità nel decreto

Nel decreto sono state inserite novità importanti riguardanti il mondo femminile:

  • Prolungamento del congedo di paternità
  • Sgravio contributivo al 100% per chi assume una donna
  • Fondo per l’imprenditoria femminile
  • Assegno unico per famiglie con figli
  • Fondo per il sostegno della parità salariale di genere con una donazione di 2 milioni di euro annui dal 2022 per interventi per il riconoscimento della parità salariale di genere e delle pari opportunità sui luoghi di lavoro
  • Assegno mensile di 500 euro per madri single disoccupate o monoreddito con un figlio che abbia una disabilità almeno al 60%

Seppur tutte queste misure sono essenziali per il nostro Paese per una maggiore inclusione delle donne e per tutte le problematiche che le riguardano, rimane una triste constatazione.
Se c’è bisogno di queste misure, significa che il nostro Paese non è mai stato pronto nel garantire una parità di genere che si declina nell’ambito salariale, sociale e di vita quotidiana.

C’è bisogno di leggi che tutelino le donne perchè gli altri non lo fanno.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.