Il tampone sospeso sbarca a Scampia

Riparte da Scampia l’iniziativa di solidarietà del tampone sospeso e del tampone solidale per chi non può permetterselo

Dallo scorso 16 novembre, presso la Chiesa di San Severo del quartiere Sanità di Napoli, è possibile – per i cittadini meno abbienti – sottoporsi al tampone sospeso, la rilevazione orofaringea per lo screening di massa contro l’infezione da Covid-19. Ora al via anche in altre zone della città, come nei quartieri periferici di Scampia e Secondigliano.

Come già indicato in questo articolo, il senso di questa iniziativa è quello di mettere in luce le carenze strutturali intrinseche del Sistema Sanitario Nazionale nella sua articolazione regionale. Il settore della sanità pubblica non ha saputo affrontare le sfide organizzative e di gestione generate dall’espandersi del coronavirus nella penisola. In una realtà in cui la sanità regionale è costantemente in affanno già in tempi di pace, è facile immaginare come – in un contesto di crisi sanitaria e sociale generalizzata – il settore pubblico vada facilmente in difficoltà.

Sono infatti noti a tutti i problemi pratici dell’effettuare la rilevazione tramite tampone nelle strutture pubbliche autorizzate. Alla mancanza di sostanze reagenti e dispositivi di protezione individuale (dpi), si aggiunge il grande numero di richieste pervenute nelle ultime settimane, in cui pare che il virus non voglia dare tregua alla Campania.

Questa carenza di dispositivi medici e di personale specializzato (indispensabile per effettuare i tamponi), riporta la situazione nel più classico dei paradigmi del liberismo economico. Quindi chi può permetterselo – e solo chi può farlo – si rivolga alla sanità privata.
Sganci verdoni per sapere in tempo celere se è affetto dal morbo del secolo che ha scombussolato le nostre esistenze. Oppure, banalmente, aspetti.
E speri.

Tampone Sospeso

Alla Sanità, l’iniziativa è proposta e portata avanti dalla Fondazione San Gennaro e dell’associazione Sanità Diritti in Salute (SaDiSa).
Queste propongono di effettuare la rilevazione tramite tampone ad un costo ribassato e calmierato.

L’aggettivo “sospeso”, è un chiaro riferimento all’usanza tutta partenopea di lasciare un caffè sospeso (già pagato) per il prossimo avventore che non potrebbe permetterselo. Questa tradizione, che oggi vive un vero è proprio revival (dovuto anche alla rinascita turistica degli ultimi anni, almeno fino allo scoppio della pandemia, ndr); è anche soggetta ai mutamenti sociali e storici che tutti noi stiamo sperimentando. E così torna a galla quello che è lo spirito profondo di Napoli e del meridione: la solidarietà incondizionata.

Sarà quindi possibile rivolgersi alle associazioni di quartiere (come nel caso di Fondazione San Gennaro) per lasciare un contributo.
Questo affinché anche chi non può permettersi una rilevazione affidabile e veloce della presenza del virus nel proprio organismo possa salvaguardare il proprio diritto a una sanità che sia efficiente per tutti.

Screening a Scampia

Con questo spirito, non si è fatto attendere l’ampliamento dell’iniziativa. Infatti, è notizia di ieri che abbiano allestito le prime postazioni per effettuare le rilevazioni in altri quartieri. Precisamente all’oratorio della parrocchia Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, in piazza della Libertà, sarà possibile usufruire del tampone sospeso a Scampia.

Da oggi parte lo screening su almeno 500 soggetti, pari al numero di tamponi donati da uno sponsor privato che ne ha sostenuto i costi.

L’impostazione principale è quella del tampone solidale: questo potrà essere effettuato al costo calmierato di 15 euro, per permettere a una platea maggiore di beneficiarne. Ma coloro i quali non possono permettersi neanche il prezzo agevolato non verranno lasciati indietro. In parallelo a questa modalità, sarà possibile usufruire del vero e proprio tampone sospeso. Questo sarà finanziato dalla generosità di coloro che decideranno di offrire il costo della rilevazione ai meno fortunati. Quindi, nello spirito vero della tradizione del sospeso napoletano.

In un’intervista, Angelo Melone (presidente di SaDiSa) dichiara:

Questa iniziativa è partita dal centro, dal rione Sanità, per poi estendersi in periferia in un’ottica di condivisione del problema. La Sanità e Scampia sono due quartieri distanti ma anche simili dove c’è un alto rischio di contagio perché nuclei familiari molto numerosi vivono in contesti ristretti e dove abbiamo intercettato l’esigenza di fare il tampone che purtroppo si scontrava con i costi elevati.

L’invito alle Municipalità

Questa iniziativa è accolta con entusiasmo in tutta la città e non si esclude che venga recepita da altre Municipalità di Napoli. Intanto, il presidente della VIII Municipalità, Apostolos Paipais ringrazia volontari, medici, paramedici, forze dell’ordine e Protezione civile. Ovvero, coloro i quali “ci permetteranno di realizzare uno screening di massa sul nostro territorio“.
La speranza è che la solidarietà del tampone sospeso, da Scampia e dalla Sanità, possa espandersi al resto della città.

Dello stesso parere il parroco di Scampia Francesco Minervino. Il decano elogia “quelli che si mettono in rete per incoraggiare la nostra gente”.
Inoltre, ha messo a disposizione i locali interni della parrocchia da lui gestita per eventuali ampliamenti dell’iniziativa di screening gratuito o a prezzo sociale.