Tappost: l’artigeniale visione di Luigi Masecchia – L’intervista

Luigi Masecchia

Nel 2012 Luigi Masecchia ha creato TAPPOST, associazione senza fini di lucro nata per promuovere e sostenere la creatività, il rispetto dell’ambiente e il recupero sociale

Luigi Masecchia trasforma cioè che è “ex”, in ciò che sarà. E così, anche un semplice tappo di metallo, rinasce con nuovo senso estetico e morale. Una nobilitazione della materia trasformata in una cifra unica al mondo nel panorama artistico internazionale.

La sua arte è vivacità, colore, energia, positività. Un linguaggio moderno che rilegge la Pop Art, si fonde con la cultura del riciclo, risorge come fenice e dà vita a opere uniche in cui il “tappo a corona” è, al tempo stesso, cellula elementare e scintilla creativa.

Luigi Masecchia, con le sue opere, traccia una nuova rotta in quella ricerca di eternità da sempre chiamata arte. L’artista napoletano, rigorosamente a mano, costruisce e decostruisce, plasma, forgia e trasforma. Fino a far rinascere ciò che era destinato a non essere più utilizzabile.

L’idea nasce un po’ per caso – racconta Luigi Masecchia ai nostri microfoni -. Mentre prendevo un aperitivo con gli amici in un locale, vidi un grosso vaso sul bancone con dei tappi messi da parte. Facendo alcune ricerche scoprii che non c’era nulla di artistico realizzato con dei tappi. Così iniziai a dare “nuova vita” a questi tappi attraverso selezioni e lavorazioni, coinvolgendo anche molta gente proveniente da diverse categorie sociali. Mano a mano, poi, ho iniziato a richiedere tappi nei vari locali, fino ad arrivare ad una raccolta mensile di un milione e seicentomila tappi.

Volti, tratti, personalità: l’elemento umano e quello della materia si incontrano in una produzione che si rifà a icone intramontabili, miti senza tempo, personaggi riletti con occhi nuovi. Quelli dell’arte.

Non mi limito a realizzare solo quadri astratti o figurativi – prosegue Masecchia -, ma cerco di andare un po’ oltre cercando di abbinare l’intero design con l’opera d’arte. Ciò per dare giusto valore ad un oggetto, come può essere un tavolo. Si tratta di dare una forma attraverso i tappi, il cui punto di appoggio è una lastra creata con tappi e resina. Non uso altri supporti, come legno o acciaio. Quando realizzo un oggetto lo faccio solo attraverso l’utilizzo del tappo, che vado a lavorare, a saldare, a fondere o addirittura a tritare, tutto con l’aiuto della resina. Grazie a queste due componenti riesco a dare forma a qualsiasi oggetto: che sia un tavolo, una sedia, un vaso o qualsiasi altro oggetto di arredamento.

Un progetto dal grande risvolto sociale

Nel 2012 Luigi Masecchia fonda TAPPOST, un’associazione senza fini di lucro nata per promuovere e sostenere la creatività, il rispetto dell’ambiente, il recupero sociale.
Da sempre l’associazione accompagna e supporta la sua attività artistica e, fedele ai concetti di resilienza e recupero, attua la filosofia del riciclo ecosostenibile dando spazio ai ragazzi appartenenti a categorie disagiate al fine di renderli co-autori delle sue opere.

Nel progetto collaborano sia ragazzi che appartengono a categorie disagiate, sia ragazzi con delle disabilità. Questi ultimi, ne sono attualmente 42, e si occupano della selezione dei tappi. Coloro che invece collaborano alla trasformazione del tappo, circa 14, provengono da condizioni economiche più disagiate e mi contattano dalle case famiglia perché hanno la necessità di lavorare.

Nuovi lavori in cantiere

Masecchia, quindi, crea proprio laddove la nostra società iper-consumistica rifiuta. In lui vi è una sensibilizzazione al bello che si caratterizza non solo sul piano estetico, ma anche e soprattutto, su quello etico.

Già dal mese di Aprile, stiamo realizzando il primo murales in assoluto fatto con i tappi di metallo nel quartiere di Soccavo. Cerchiamo di riqualificare il quartiere con l’affissione di nuovi murales creati esclusivamente con i tappi.

Sono opere uniche, che verranno pubblicate presto. Presenteremo la prima a fine novembre, avrà un grandezza tra i 42 e i 50 metri quadrati e sarà composta tra i 62 mila e i 90 mila tappi circa.

Ad inizio ottobre è partita una campagna di crowfunding finalizzata al completamento del progetto dalle grandi opportunità sociali.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.