La Tarantina, tra la dolce vita romana e un vascio di Napoli

La Tarantina è un personaggio storico di Napoli e vive in un ‘vascio’ dei Quartieri Spagnoli. Capelli biondo platino, raccolti a cipolla e una lunga frangetta, labbra carnose, pelle vellutata e uno sguardo accattivante

A quasi novant’anni la Tarantina è ancora ammirata dai turisti e da tutto il vicinato perché da tempo è diventata un vero e proprio personaggio con le sue contraddizioni raffigurate in tante foto e che emergono dal famoso murales che la ritrae in tutto il suo immenso splendore.

Il suo nome all’anagrafe è Carmelo Costa, di Avetrana, un piccolo paesino pugliese, dove è nata nel 1936. Sui documenti è un uomo, le sue apparenze sono femminili, ma non si riconosce nelle definizioni di transgender né gay né travestito. A volte si riferisce a sé stessa al maschile, soprattutto quando parla dell’infanzia, più spesso lo fa al femminile.

Il celebre murales
Il celebre murales

Il “femminiello” a Napoli

A Napoli, secondo la tradizione, il femminiello porta fortuna: gli si fa tener in braccio un bambino appena nato perché gli trasmetta energie positive ed è sempre lui che tira i numeri nel tradizionale gioco della tombola. È un personaggio presente nella letteratura, nel teatro, ma anche nella tradizione religiosa: ogni anno, il 2 febbraio, c’è il celebre pellegrinaggio degli uomini “che vivono e sentono come donne” al santuario della Madonna di Montevergine, vicino Avellino.

Oggi la parola femminiello si perde in una categorizzazione più moderna: in dialetto napoletano la parola resta, ma è spesso utilizzata per definire, a volte in senso dispregiativo, altre ironico, un omosessuale o un transessuale. La sua essenza originaria si è dispersa e molte tradizioni e riti rischiano di scomparire.

La storia della Tarantina

La triste storia della Tarantina parte da un piccolo paesino della Puglia, abbandonata dai genitori che la vedevano troppo diversa da quello a cui avrebbero voluto dar vita, abbandonata da un fratello maschio che non le ha voluto rivolgere la parola nemmeno in punto di morte.

Emigrata a Roma, accolta da una prostituta che le passava qualche cliente, dopo aver subito una molestia da parte di un prete di Avetrana, inizia le sue peripezie. Nella capitale incontra registi e attrici famose con le quali si intrattiene in cene luculliane vivendo a pieno ritmo la dolce vita romana. Poi incontra un uomo che è diretto a Napoli, lo segue, si stabilisce nella città partenopea e non va più via.

L’ultima volta che va nel paese d’origine è al cimitero per deporre un fiore sulla bara dei genitori. Giunge rigorosamente vestita da uomo, in un corpo che però si è sempre sentito tutto al femminile. La Tarantina è un pezzo di storia di Napoli e un punto di riferimento importante per tutti i femminielli. Oggi l’apertura mentale che preserva questa città non è la stessa di ben sessant’anni fa quando la Tarantina fu costretta a subire parecchie angherie da parte della propria famiglia e di tutto il contesto sociale dove è cresciuta e vissuta.

Uno specchio di Napoli

La Tarantina è lo specchio di Napoli, di quella città partenopea che vuole rompere gli schemi, le regole classiche imposte dalla vita. È un uomo che a tutti i costi voleva vivere come una donna e ci è riuscito o meglio riuscita.

Quanti pregiudizi ha dovuto subire? Ma lei ha deciso di lottare per se e per le altre. Poteva permettersi una casa più lussuosa ma ha preferito stare in un basso di un quartiere popolare proprio per stare a contatto con la gente, con i passanti, con i turisti che affollano le vie della città e che in lei vedono il cambiamento palese di chi nasce in un corpo da uomo ma si sente donna nel fisico ma soprattutto nel cuore, nella mente e nell’anima.

La Tarantina è un personaggio socievole, allegro e i turisti fanno a gara per salutarla quando passano nelle sue zone. Solo a Napoli la Tarantina si è sentita veramente accolta perché la città partenopea non ha pregiudizi, è una città accogliente ma che guarda al futuro con i piedi ben saldi alle tradizioni.

Il sorriso di questa anziana donna ripercorre tutte le sue sventure, i sacrifici e le umiliazioni che ha dovuto subire ma nel contempo traspare tanta serenità per un’accettazione di sé senza eguali perché bisogna amare se stessi prima di farsi amare dagli altri e la Tarantina ha colto e vinto entrambe le sfide in una città così difficile, in un’epoca tormentata dalle guerre. La Tarantina è nel cuore dei napoletani dove è semplice entrare ancor più semplice restare.

Print Friendly, PDF & Email
Ambasciator