Te pozza purtà ‘a lava dei Vergini 

Lava dei Vergini

Come è nata l’espressione “Te pozza purtà ‘a lava dei Vergini”? Un modo di dire per indicare la speranza che una persona antipatica scompaia dalla nostra vita

Avete mai notato che quando proviamo sensazioni forti tendiamo ad utilizzare il dialetto piuttosto che l’italiano

Non ne parliamo proprio quando iniziamo ad inveire, in quelle occasioni il vernacolare è d’obbligo: basti pensare alle tante imprecazioni in romagnolo, toscano e in napoletano.

Noi napoletani possiamo affermare senza tema di smentite che possiamo salire sul podio nell’ideare sempre nuove espressioni, in questo campo e non solo. Ogni quartiere, borgo e rione partenopeo partecipa a questa continua rivoluzione linguistica perché, si sa, che il napoletano è una lingua speciale soprattutto grazie ai suoi abitanti.

Nel borgo dei Vergini, parte integrante del rione Sanità, sembra che sia nato il modo di dire “Te pozza purtà ‘a lava dei Vergini”. 

Perché si chiama borgo dei Vergini?

Questo nome così particolare trae origine dai tempi della Neapolis greco-romana quando, tutta la zona sorta a nord delle mura che cingevano Napoli, era ricca di fonti d’acqua, tanto che la gente si recava in questa zona per curarsi: ecco spiegato il nome Sanità! 

Un luogo ricco di cave tufacee tanto da renderlo famoso, nel corso del tempo, come luogo di sepoltura, un tempo pagano, poi divenuto cristiano. 

I membri della fratria degli Eunostidi amavano particolarmente il luogo, grazie alla pace che vi regnava. Questa confraternita religiosa di origini greche aveva il compito di conservare la memoria di Eunosto, un eroe greco accusato falsamente dello stupro di una vergine e per questo condannato a morte. 

I sodali di questa religione erano vincolati dal voto di castità, da qui deriva il nome Vergini.

Una lava terribile quanto quella vulcanica

Il detto Te pozza purtà ‘a lava dei Vergini deriva in un periodo molto più vicino a noi. La bellezza del luogo, nel corso del tempo, è stata purtroppo rovinata dalle mani dell’uomo. Infatti, la Sanità è stata, fino ad alcuni decenni fa, ciclicamente sommersa da torrenti di acqua, terriccio e ossa umane.

Quando, infatti, il deflusso delle acque piovane, in assenza di una rete fognaria adeguata, seguiva la pendenza naturale della sovrastante collina di Capodimonte provocava un vero disastro ecologico. Tutto quello che si trovava nelle cavità tufacee veniva trasportato fuori, come la lava del Vesuvio

Per questo motivo, il fenomeno alluvionale appena descritto, è conosciuto ancora oggi come “a lava d’’e Vergini”. 

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