Una telefonata non allungava la vita?

pincopallo

Da “Sarà un anno bellissimo” a “Pronto…sono io”

Una telefonata non allungava la vita?

Disoccupati? Duemilionicinquecentomila; aziende chiuse? Trecentomila; deceduti? Ottantaseimila.

Blocchi dei licenziamenti e degli sfratti prossimi alle relative scadenze.

Poche idee, ma sufficientemente confuse.

Il rischio di aver perso solo tempo è davvero concreto, i numeri sono chiari e sotto gli occhi di tutti.

Nessuno vuole votare, ma tutti hanno grossi problemi in casa propria.

I pentastellati sono con le terga su un braciere ardente e, inoltre, con un orizzonte per niente positivo; i piddini sull’orlo di una crisi di nervi e di identità.

L’opposizione balbettante e “barcollante”. O, forse, scontata e senza molte argomentazioni.

Tatticismi esasperati senza positivi riscontri

La quadra appare lontana, la pazienza del Paese è terminata da tempo, nulla cambia e, inoltre, il “Governo Politico” – auspicato dal Capo dello Stato – appare una soluzione complicata.

Necessitano ingredienti, ai più, oggi, sconosciuti. Cognizioni, programmazione, determinazione; in sintesi: concretezza.

Il punto appare chiaro: un esecutivo istituzionale?

Presidente del Consiglio “dragonesco” e compagine politica?

Potrebbe, ma non è un fatto scontato.

L’improbabilità più evidente, allo stato attuale, appare il “tris”.

Da destra a sinistra tutti uniti per il Paese?

Quale destra? Quale sinistra? Come e quanto si sente la mancanza dei partiti. Il vero, autentico ed unico collegamento tra il Territorio e la Centralità.

Un “Governo di scopo” porterebbe la definitiva implosione di tutti quelli che erano arrivati nelle istituzioni – forse anche miracolati – con l’apriscatole, poi riposto. Impreparati ad utilizzare l’arnese e assai approssimativi nell’affrontare le cospicue responsabilità. Ad oggi, sembra abbastanza chiaro, gli appartenenti a tale truppa berrebbero qualunque pozione, pur di non andare a casa.

Sarebbe davvero un grosso problema reperire centinaia di posti di lavoro, cui dovrebbe provvedere l’ideatore del riempimento del nulla con il niente, per colmare il niente con il nulla.

In fin dei conti era un grillo parlante che parlava con un burattino bugiardo?

Resta un’inequivocabile verità, purtroppo o per fortuna non lo so, il fiorentino ha messo nell’angolo “quello” dell’anno bellissimo.

Purtroppo, ma non è una novità, non conosce limiti e, pertanto, straparla. Questo grave vulnus “un occulto regista e sapiente suggeritore” non riesce ad arginare.

Purtroppo, anche questo è risaputo, chi nasce tondo non può morire quadro.

Intanto siamo all’epilogo delle consultazioni. Auguri a noi.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.