The Batman: un gran bel film con Batman

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Impressioni a caldo sul film di Matt Reeves: perché vederlo e perché no

The Batman è finalmente arrivato nelle sale italiane e, dopo l’anteprima da noi raccolta, possiamo parlarne con meno vincoli senza travalicare la sacra linea dello spoiler, ça va sans dire.

The Batman, 2022

Il film è davvero un gran bel film. Su questo non ci piove. Nulla che faccia gridare al capolavoro – e sia ben chiaro: fare un gran bel film non è affatto banale, anche se non potrà definirsi un capolavoro del genere.

Ah, ecco, proprio il genere. Nel titolo di questo contenitore di idee sparse che è l’articolo “The Batman: un gran bel film con Batman” chi vi scrive, ha usato una sottigliezza. Se sostituisse “con” con “su“, rileggendolo nella vostra mente, noterete immediatamente una sottile ma importante differenza.

E torniamo al genere. Cos’ha visto, chi vi scrive, per 2 ore e 55 minuti? Un cinecomic? Un thriller? Un noir? Un detective movie? La risposta è: sì, sì, sì e sì. Perciò abbiamo, tra le mani, non tanto un film su Batman, ma con Batman.

Questo film sta a distanza di sicurezza dal personaggio da cui prende il nome. Ma lo fa bonariamente, con rispetto, con finezza. Il pipistrello di Gotham è il pretesto per raccontare una storia noir, misteriosa, enigmatica.

Una storia ben raccontata vale sempre il prezzo del biglietto. Se ad essa si aggiungono elementi come un comparto tecnico all’altezza – al netto di un paio di ingenuità -, delle interpretazioni convincenti e una colonna sonora caratterizzante, non può che dominare la sensazione di aver assistito ad un gran bel film.

A questo punto dell’articolo, però, avete capito che chi vi scrive ha un ma da aggiungere. Il ma ha a che fare con l’orizzonte d’attesa di chi guarda. Ora, dovete sapere che chi vi scrive nutre una sana ossessione per la mitologia del Crociato Incappucciato – ma dovete anche sapere che non ha mai ritenuto fosse necessario preservare un’autoritaria fedeltà al materiale libresco dei fumetti.

Ma in questo gran bel film di Matt Reeves, chi vi scrive, ha l’impressione di aver percepito un feeling a metà da parte del regista nei confronti del personaggio. Se da un lato ci consegna un Batman detective al 100%, dall’altro, si perde il simulacro splendente d’oscuro che è il Batman elusivo e impenetrabile, in favore di un vendicatore avventato e cruento.

E non è necessariamente un male. Il pipistrello di Gotham è molto presente on screen, e la lentezza di alcune scene serve a tratteggiare una figura dannata, sconvolta da un dubbio diacronico che attraversa un passato impossibile e un presente imperscrutabile.

Fare paragoni con altri film è scortese, ma spesso doveroso. Per distanziarsi da Burton e Nolan, i due che meglio avevano trasposto cinematograficamente le gesta del Cavaliere Oscuro, c’era il bisogno di fare qualcosa di nuovo e al contempo fedele.

The Batman è una creatura in un certo senso amorfa: è a metà tra un film di origini e una storia di rivalsa. Il protagonista stesso non è ancora maturo, ma non è neppure acerbo. La Gotham che lo circonda non sa bene cosa farsene di questo tizio incappucciato.

In The Batman il pipistrello è temuto, ma non troppo. Viene osteggiato, ma non troppo. Viene ammirato, ma non troppo. Come d’altronde è amorfo Bruce Wayne: un ragazzo quasi adulto che non si conosce ancora del tutto. Che ha da sperimentarsi. E il viso di Pattinson si presta meravigliosamente a questa disparità.

The Batman non dà una maschera a Bruce. In The Batman Bruce Wayne e il vigilante sono la stessa cosa. E se la maschera compie un arco di crescita durante tutto il film, forse non si può dire lo stesso di chi la indossa. Scelta narrativa probabilmente volutamente abbozzata, visti i sequel già previsti.

Come abbozzati sono alcuni temi sociali trattati: il proselitismo tossico sui social, la corruzione, l’emarginazione – tutti sfiorati ma nessuno di essi è fiorito nella trama in maniera convincente. Come probabilmente non è convincente l’Alfred di Andy Serkis, che ha avuto poco tempo a disposizione e non è stato caratterizzato a dovere nelle sue skills di incisività e humor.

Ma è poca roba che non intacca significativamente il film. In The Batman abbiamo un grande John Turturro, un grottesco Colin Farrell (e ora parte il conto alla rovescia per vedere lo spin-off che lo vede protagonista) e una meravigliosa Zoe Kravitz – oltre alla già citata ottima prova di Robert Pattinson. Senza dimenticare Jeffrey Wright e Paul Dano che meriterebbero un altro articolo.

Impressioni a caldo conclusive

Chi vi scrive ha riordinato le idee strada facendo. E, sempre chi vi scrive, suggerisce di passare il weekend tra le comode e sozze poltrone del cinema più vicino perché quello che vedrete è un gran bel film. Un film che è in grado di rivolgersi ad una vasto target di spettatori e che, nonostante la durata, scivola via con grande facilità: a fine visione, ti fa venire voglia di vederlo ancora, e ancora.

PS. gli occhiali da sole non serviranno – quelli solo a Bruce servono.

Ambasciator