Travis Scott e l’Astroworld festival annullato: un disegno occulto dietro la tragedia?

travis scott

Il concerto di Travis Scott, andato in scena lo scorso 5 novembre a Houston, si trasforma presto in tragedia: 8 persone morte e 300 feriti a causa della folla

Sono ancora in corso le indagini su cosa avrebbe causato il caos e il panico tra la folla, con la polizia di Houston che ha aperto un’inchiesta penale su quanto accaduto lo scorso 5 novembre all’Astroworld festival di Travis Scott, a Houston (Texas). Il concerto che ha visto la partecipazione di circa 50mila persone, si è trasformato ben presto in tragedia: 8 morti e 300 feriti finora registrati. Il secondo giorno è stato annullato.

Astroworld: il tour di Travis Scott finito in tragedia

Sicuramente il concerto non è iniziato in modo civile, dato che all’ingresso del merchandising le persone hanno scavalcato e rotto i cancelli schiacciando chi restava a terra e non riusciva a rialzarsi. Durante l’esibizione di Travis Scott, poi, a un certo punto c’è stato un sovraffollamento. Le persone che erano presenti dichiarano che non riuscivano a muoversi e si sentivano soffocare. Chi riusciva a restare in piedi era fortunato, altrimenti si restava schiacciati o ne uscivi con le gambe rotte. Dai video registrati si vedono scene al limite dell’assurdo con chi in mezzo alla folla chiama il 911, chi urla chiedendo aiuto e cori che dicono di stoppare il concerto.

Le teorie complottiste su Travis Scott

Travis Scott si scusa sui social, ma il web si divide in due schieramenti: chi lo difende e chi è troppo perplesso da pensare che non fosse al corrente di quanto stesse accadendo. La maggior parte dei fan, ricordano il festival come un’esperienza disturbante. “Sembrava di stare all’inferno” riportano alcuni, come se ci fosse qualcosa di malvagio quella sera.

Non è la prima volta che girano sul web racconti complottisti sugli artisti di grande fama. Soprattutto per quanto riguarda i concerti, si ritiene che alcuni possano essere dei veri e propri rituali satanici pieni di simbolismo (per esempio nei testi, allestimenti e grafie delle locandine/album). Pertanto anche Travis Scott è entrato nel mirino a causa della sua poca accortezza e si stanno diffondendo teorie complottiste a riguardo…

  1. Si ritiene che Travis Scott faccia parte degli “Illuminati”. Ci sono molti simboli appartenenti a questo gruppo: i triangoli sulla locandina, la forma triangolare del palcoscenico, il singolo occhio sia come grafica che come allestimento dello show, ma anche la colomba incendiata che sembra in realtà il diavolo.
  2. Il palcoscenico era allestito con la forma di una croce al contrario e sembrava l’ingresso di un portale per l’inferno. Inoltre, l’entrata del parco divertimenti con la faccia di Travis ricorda la tela di Hieronymus Bosch: il “Cristo nel Limbo” del 1575.
  3. Le frequenze sembravano demoniache. La musica ha una grande influenza sulle emozioni e la mente delle persone. Come esistono suoni che rilasciano un senso di calma e tranquillità, esistono altri opposti (come in questo caso) che causano un senso di agitazione, rabbia, aggressività e paura. Si tratta di una frequenza di 440HZ che probabilmente ha contribuito a generare il caos.
  4. Le fiamme erano 8 e alcuni le collegano alle morti di quella notte, come se Travis Scott fosse al corrente di tutto e volesse attuare sacrifici umani.
  5. A far sembrare come se Travis avesse intenzionalmente voluto la morte di alcune persone, è anche la scritta sul palco “see ya on the other side(ci vediamo dall’altra parte) e quella sull’album “when the end arrives it’s really the beginning” (quando la fine/morte arriva, è davvero l’inizio).
  6. Dystopia” è il nuovo mixtape, ma anche qui c’è qualcosa di strano. Stesso la parola significa la rappresentazione di una realtà futura prevedibile sulla base del presente con tendenze negative e spaventose. Uno stato o società immaginaria tipicamente totalitaria o post-apocalittica, dove regna l’ingiustizia e la sofferenza.
  7. Il sacrificio sembra esser fatto a Moloch: esso è sia il nome di una vecchia divinità, sia di un sacrificio storicamente associato al fuoco dove erano coinvolti bambini.

Ovviamente queste sono solo teorie, non si sa se Travis Scott abbia davvero fatto un patto col diavolo e la morte di quelle persone sia stata voluta. Sicuramente, la gestione sanitaria e organizzativa è collassata e forse non era adatta a un festival di quelle dimensioni. Magari il concerto si poteva fermare molto prima, ai primi cenni di malessere del pubblico.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.