Twitter, 15 anni di cinguettii: com’è cambiata la comunicazione?

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Il 15 luglio del 2006, Twitter viene aperto al pubblico segnando l’inizio di una nuova era della comunicazione mondiale

Si scrive Twitter, si legge: immediatezza e rapidità di diffusione. Poche parole, 280 al massimo. É l’essenza rivoluzionaria del social network di Jack Dorsey, informatico ed imprenditore americano, che il 21 marzo del 2006 annuncia al mondo intero che la sua nuova creatura social è in fase di collaudo. E lo fa con la particolare formula dei 140 caratteri: “Sto impostando il mio twttr“.

Tempo qualche mese e, il 15 luglio del 2006, il social network californiano viene aperto al pubblico segnando l’inizio di una nuova era della comunicazione mondiale. Ad accorgersi per primo del social è il blog TechCrunch, quando a San Francisco viene usato per dare la notizia di un terremoto. Da quel momento in avanti, il social diventa luogo privilegiato per chiunque abbia a che fare con la comunicazione: personaggi dello spettacolo, giornalisti e soprattutto politici adorano condividere il loro pensiero in questa enorme cassa di risonanza virtuale. Una sorta di ufficio stampa istantaneo e gratuito, dove ognuno può dare la propria versione della verità facendo leva sull’appeal del proprio profilo. Una gara a chi riesce a scatenare il più alto numero di re-tweet. Fatto sta che in un anno il social, triplica la sua mole di cinguettii.

L’evoluzione del social network

Da un utente di Twitter, Chris Messina, arriva il suggerimento del simbolo del cancelletto per gli hashtag. É il 23 agosto del 2007 e il “nuovo tag” diventa in breve tempo il feticcio della comunicazione digitale, utilizzato anche da Facebook, Instagram, LinkedIn e altri social.

Nel settembre 2017 cade il tabù dei 140 caratteri e inizia la sperimentazione a 280 (eccezion fatta per gli utenti asiatici con scrittura non alfabetica). È l’inizio della rivoluzione dall’interno di Twitter, spinta dal pressing su Jack Dorsey dei nuovi soci della corporation che da tempo chiedono ai manager della società meno originalità e più utili. La fase di espansione del social californiano non si arresta qui, tanto che, nel 2019 Dorsey lancia il progetto Bluesky, che punta a trasformare la piattaforma da sistema chiuso ad ambiente aperto. Di recente, invece, è stato aggiunto Birdwatch, che usa la forza della community per stanare le fake news.

Una strategia che sta funzionando, dato che nel primo quarto del 2021 i ricavi di Twitter sono cresciuti di oltre un quinto del proprio valore, fino a un miliardo di dollari.

Tweet che hanno scritto la storia

Nel corso di questi 15 anni il social ha documentato attraverso gli utenti tanti momenti di storia. Nel 2009 la rivolta in Iran e poi la Primavera araba. Nel 2010 il terremoto di Haiti e la cattura di Osama Bin Laden nel 2011. La tornata elettorale americana del 2016 che porta all’elezione di Trump e allo scoppio del Russiagate, con le informazioni fuori controllo in rete, compresi il linguaggio d’odio e le fake news. Problemi che Twitter, come tutti i social, sta provando ad arginare quando ha bandito Trump per sempre.

Esclusivamente per gli amanti del genere, vale la pena ricordare, il primo tweet della storia di Ambasciator.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.