Ucraina, Draghi: “Quello che ha detto Lavrov è aberrante”

Caso Lavrov

L’intervista di Giuseppe Brindisi al Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, andata in onda il 1° maggio a Zona Bianca, continua a suscitare polemiche ed imbarazzo 

Mario Draghi, Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, non ha usato mezze parole nel suo duro commento all’intervista rilasciata domenica scorsa da Sergej Lavrov a Zona Bianca, programma di Rete 4.

Prima di tutto parliamo di un Paese dove c’è libertà di espressione, e il ministro Lavrov appartiene ad un Paese dove non c’è libertà di espressione. In Italia c’è libertà di esprimere le opinioni, anche quando sono palesemente false e aberranti. 

Quello che ha detto Lavrov è aberrante. E per quanto riguarda la parte riferita a Hitler, è davvero oscena.

La televisione trasmette liberamente queste opinioni. Si è parlato di intervista ma in realtà è stato un comizio. Bisogna chiedersi se è accettabile invitare una persona che chiede di essere intervistato senza nessun contraddittorio”. 

Il commento del premier israeliano Naftali Bennett alle parole di Lavrov

Ancora più dure le reazioni e i commenti in Israele, profondamente adirata per il paragone tra Hitler e Volodymyr Zelensky, entrambi ebrei per il complottista Lavrov, che ha anche sottolineato come “i maggiori antisemiti sono proprio gli ebrei”. Frasi scioccanti che hanno portato all’immediata convocazione dell’ambasciatore russo in Israele da parte di Yair Lapid, ministro degli Esteri. 

Durissimo il premier israeliano Naftali Bennett che ha chiesto che “si smetta immediatamente di ricorrere alla Shoah del popolo ebraico come strumento per polemiche politiche. […] Nessuna guerra dei nostri giorni è la Shoah ed è paragonabile ad essa. […] Menzogne del genere hanno per obiettivo accusare gli ebrei stessi dei crimini terribili compiuti nei loro confronti nella Storia e quindi rimuovere la responsabilità dai loro persecutori“.

Le scuse, da parte di Lavrov, dovrebbero essere immediate perché certe parole e certi paragoni non dovrebbero mai essere utilizzati, soprattutto in un momento così complesso come quello attuale.